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giovedì 11 novembre 2021

I misteri del tedesco 26 - Mangiarsi la nonna morta

Voi vi mangereste la nonna morta?
Siamo sinceri: detto in questi termini a nessuno di voi salterebbe neanche per l'anticamera del cervello di rispondermi di sì.
Eppure sono convinto che, almeno ad alcuni di voi, poi piacerebbe.

No, non sono necrofago (o meglio, in realtà forse sì, visto che per esempio un ossobuco di manzo me lo mangio volentieri, ma solo se il manzo è morto e non vivo 😉) e neanche semplicemente impazzito.

La Tote Oma, in italiano Nonna morta, è un tipico piatto della cucina della ex Germania Est.
È un piatto che può avere diverse composizioni, una versione è fatta di sanguinaccio, salsiccia di fegato (sulla salsiccia di fegato, in tedesco Leberwurst, dovrò prima o poi farci un articolo in questa serie), brodo di carne, maggiorana, santoreggia, cipolle e pepe.
Altre versioni possono prevedere anche patate o altre erbe rispetto a maggiorana e santoreggia o altro ancora.
L'unica cosa in comune di tutte le ricette è che si tratta di un misto di prodotti di salumeria e di ortaggi.

Ma non è comunque della ricetta che volevo parlarvi (se sapete il tedesco e vi interessa, una versione la trovate qui).
Volevo parlarvi del nome.

Perché un piatto del genere (che piaccia o meno come gusto, non ha poi ingredienti così incredibili) ha un nome così strano? Così, a prima vista, disturbante?

C'è chi dice che il nome sia nato dall'aspetto del piatto, che ricorda resti umani sanguinolenti (anche per il colore dovuto al sanguinaccio), infatti in alcune zone il piatto viene anche chiamato Blutiger Verkehrsunfall, cioè Incidente d'auto sanguinoso.
Giudicate voi:


Io non sono in realtà del tutto convinto.
Ma se non all'aspetto, allora a cosa?

Alcuni storici che si occupano di storia dell'alimentazione dicono che ciò derivi da un certo tipo di humor con cui i cittadini della DDR cercavano di coprire, di rendere psicologicamente inoffensiva la carenza alimentare nel paese e quindi si sarebbero mangiati anche una nonna morta...

Neanche questa spiegazione mi convince del tutto, ma non ne ho trovate altre.
Chi di voi vive in Germania o la frequenta conosce altre spiegazioni per questo macabro nome?
Se ne avete, fatemele sapere nei commenti.

Saluti,

Mauro.

Altre puntate:
I misteri del tedesco  – Lista completa

domenica 7 novembre 2021

I misteri del tedesco 25 - La libertà del corpo

Se io vi cito i concetti di "nudismo" e "naturismo" tutti capite di cosa parlo (soprattutto se dico "nudismo", per chi non conoscesse la parola "naturismo"... sappiate che è semplicemente la stessa cosa espressa in termini più politicamente corretti), indipendentemente dal giudizio che sia io che voi possiamo dare sulla cosa.

E infatti non voglio parlarvi di come si può giudicare la cosa.
Voglio parlarvi di Germania.
Anzi, in realtà neanche di Germania, bensì di lingua tedesca.

Premessa: il nudismo qui in Germania è molto più diffuso e considerato normale di quanto lo sia in Italia. Anzi, sembra che nacque proprio qui nel 19° secolo.
E nella ex Germania Est è ancora più normale e diffuso che nella ex Germania Ovest.

Ma a parte le questioni geografiche (e politiche, che ai tempi comunque c'entravano, ma non sono il tema di quest'articolo, oltretutto già ai tempi del nazismo il nudismo era parte integrante della cultura tedesca), è il nome che qui ancora oggi viene dato al nudismo a essere interessante.

Il nudismo in tedesco è chiamato con l'acronimo FKK.
(Prima che fraintendiate: FKK, non KKK... il Ku Klux Klan non c'entra niente... del resto loro si coprono anche il volto, altro che scoprirsi il resto!).

L'acronimo FKK è l'abbreviazione di FreiKörperKultur.
Tradotto letteralmente significa Cultura del Corpo Libero.
Nel senso che il corpo, dove si pratica il nudismo, secondo i praticanti è libero da ogni costrizione e da ogni ipocrisia (e qui, come capite, c'entra il discorso politico sotto le due dittature, quella nazista e quella stalinista).

Però, onestamente, a me la definizione Cultura del Corpo Libero fa venire in mente questo:

Lo so, sono una brutta persona 😉

Saluti,

Mauro.

Altre puntate:
I misteri del tedesco  – Lista completa

giovedì 14 febbraio 2019

Un'autostrada sotto il letto

Di strade che passano sotto edifici ne conosciamo in molte città del mondo.
Da genovese io potrei citare la strada sotto la "diga" di Begato:


O da persona che ha vissuto a lungo a Colonia la strada che passa sotto la sede della WDR:


E ce ne sono moltre altre altrove.

Però cosa succede se parliamo di autostrade?
Un'autostrada sotto le case?
OK, sopra le case lo sappiamo che ci sono, al più tardi dal 14 agosto 2018 col crollo del ponte Morandi a Genova.
Ma sotto?

Eppure c'è un caso unico (almeno in Europa) in cui un'autostrada passa sotto le case. Anzi, praticamente dentro.

A Berlino Ovest negli anni '70 del '900 la popolazione cresceva, ma non c'era spazio. La città era bloccata dal muro. E anche senza muro non ci si sarebbe certo potuti permettere di costruire su terreni della Germania Est.
E così bisognava trovare altre soluzioni.

Una venne trovata durante la costruzione dell'autostrada A104.
E questa soluzione fu "Die Schlange", "il serpente".
Un edificio costruito sopra, intorno e sotto l'autostrada.
Sopra e intorno, abitazioni e attività commerciali.
Sotto, garage e cantine.

Qui l'ingresso dell'autostrada nell'edificio:


E qui una visione globale del tutto:


Saluti,

Mauro.

venerdì 9 novembre 2018

Un giorno nella storia della Germania

Il 9 novembre, un giorno nella storia della Germania.
Anzi più giorni: bisognerebbe parlare dei 9 novembre, non del 9 novembre.

1918. 1938. 1989.

Tante cose sono successe in Germania il 9 novembre. E non cose da poco. Se uno credesse a cose come il destino si potrebbe dire che il 9 novembre è il giorno del destino in Germania.

9 novembre 1918: proclamazione della repubblica.
Verso la fine della prima guerra mondiale in Germania, come anche altrove, si verificarono rivolte e tumulti causati in primis dall'insistere nel combattere pur essendo la guerra ormai chiaramente persa, ma anche dalla mancanza di democrazia e di generi di prima necessità.
L'inizio della fine venne dato dalla rivolta dei marinai nei porti militari di Wilhelmshaven e Kiel e si estese velocemente arrivando in breve a Berlino.
Il culmine si raggiunse appunto il 9 novembre quando a Weimar venne proclamata la repubblica con tanto di nuova Costituzione (tra l'altro una buona Costituzione, anche se nel secondo dopoguerra venne ignorata quando si trattò di redigere la nuova Costituzione della Repubblica Federale Tedesca).
L'imperatore rinunciò ufficialmente al trono pochi giorni dopo.

9 novembre 1938: notte dei cristalli.
Nella notte tra il 9 e il 10 novembre 1938 vennero organizzati in tutta la Germania (ma anche in Austria e Cecoslovacchia) attacchi ai cittadini ebrei e alle loro proprietà. Gli ebrei erano sì già cittadini di serie B per la legge, ma fino a quel momento non si era verificata una persecuzione violenta (certo casi isolati di aggressioni sì, ma non una vera e propria persecuzione organizzata).
Quella notte molti ebrei vennero deportati, alcuni uccisi, i loro beni confiscati, sinagoghe e negozi di loro proprietà bruciati.
Se fino ad allora gli ingenui e i poco informati potevano sperare nel nazismo come in una specie di incidente di percorso da cui uscire magari con un paio di ammaccature ma senza grossi danni, quella notte ogni speranza venne seppellita.
Si potrebbe quasi dire che in realtà la seconda guerra mondiale cominciò quella notte.

9 novembre 1989: caduta del muro.
E qui, vista la vicinanza nel tempo, la storia è in parte ancora cronaca.
Nell'autunno 1989, soprattutto a seguito delle aperture concesse da Gorbaciov in Unione Sovietica, in Germania Est (o Repubblica Democratica Tedesca) ci fu un'ondata di manifestazioni e proteste (in grandissima parte, ma non totalmente, pacifiche) che portò il 9 novembre alla concessione da parte del governo comunista dell'apertura delle frontiere con Berlino Ovest (sì, all'inizio l'apertura avrebbe dovuto essere solo tra le due Berlino) scatenando un imprevisto (dal governo) movimento di massa con gente che scavalcò il muro anche arrampicandocisi sopra e di fatto dando la prima e più importante picconata per il suo crollo.
Da lì poi derivarono tutti gli avvenimenti successivi, che il 3 ottobre 1990 portarono la DDR a entrare nella BRD dissolvendosi come stato autonomo.

È interessante notare che, nonostante l'importanza dei 9 novembre 1918 e 1989, questa data non è festività ufficiale in Germania.
Perché? I vari partiti presenti in Parlamento negli anni subito successivi alla riunificazione volevano evitare il rischio che neonazisti ed estreme destre varie ne approfittassero per celebrare ufficialmente il 9 novembre 1938.
Per questo la festività ufficiale è il 3 ottobre e non il 9 novembre.

Saluti,

Mauro.

domenica 8 ottobre 2017

Dresda città nera

No, non sto parlando di politica. Anche se con le elezioni tedesche da poco passate da dire ce ne sarebbe.
No, sto parlando dell'aspetto degli edifici storici di Dresda:





In parte l'età... e in parte risultato dell'incendio seguito al bombardamento del febbraio 1945 (tracce mai pulite sotto la Germania Est).

Saluti,

Mauro.