mercoledì 26 agosto 2015

Una storia di peso e di successo

Pochi giorni fa vi avevo dato i miei consigli per perdere peso.
L'articolo ha avuto un successo notevole, ricevendo in pochissimi giorni quasi un migliaio di visite.
Un successo che non riesco a spiegarmi.

Perché?

Premettiamo che il mio blog non è certo abituato a numeri notevoli.
E gli articoli più letti lo diventano per motivi ben precisi e spiegabili.
Generalmente vengono letti perché vengono citati o consigliati altrove, da me o da altri (no, Facebook e Google+ non contano, perché lì segnalo tutti i miei articoli, quindi tutti dovrebbero ricevere tante visite).
Oppure vengono letti grazie al fatto che contengono immagini e spesso queste sono cercate al di là del contenuto del mio articolo (che quindi viene trovato anche se non cercato).

Bene, i cinque articoli più letti della storia del mio blog (e vari altri nelle posizioni successive) rientrano appunto in queste due categorie.

Però c'è un'eccezione. Appunto i miei consigli per perdere peso.
Non contiene immagini.
Non lo ho spammato da nessuna parte (FB e G+ a parte... ma vedi sopra).
Non è stato - almeno che io sappia - citato da altri blog o siti.
Non aveva neanche etichette particolari che potessero in qualche modo veicolare contatti.

Eppure sta raccogliendo un sacco di lettori.
Non che mi dispiaccia (sarei ipocrita a sostenerlo), però non me lo spiego.

Saluti,

Mauro.

domenica 23 agosto 2015

La dimostrazione che la Germania non è un paese civile

La pizza Hawaii.

No, non è un'invenzione statunitense come molti italiani credono. È una pura creazione tedesca.

Saluti,

Mauro.

sabato 22 agosto 2015

Indignazione prêt-à-porter

Giovedì c'è stato a Roma il funerale del patriarca del clan Casamonica.
Non certo un funerale sobrio, per così dire.
Ma di questo e dell'offesa al buon gusto non serve che ve ne parli. Ne avete letto e straletto tutti.

I Casamonica sono coinvolti nella storia nota come "Mafia Capitale". E in numerose altre, a partire dagli anni '70 fino a oggi.
E il defunto ne era il patriarca, pur non essendo personalmente mai stato condannato.

Un funerale vistoso.
Un defunto patriarca, anzi padrino.
E subito scatta l'indignazione a comando (a proposito, mi piacerebbe sapere quanti degli indignati sanno veramente per cosa sono indignati).
E subito a chiedere conto a Stato, Comune e Chiesa di questo e di quello.

Ma siamo sicuri che le istituzioni - civili o religiose che siano - debbano veramente rendere conto di qualcosa?
I Casamonica saranno (e alcuni di loro è provato processualmente che lo sono) anche dei delinquenti... ma c'erano gli estremi per vietare il funerale in una forma così ostentata?
Oppure chiunque può farsi - fino a che lo fa senza contravvenire la legge - il funerale come cazzo gli pare? Anche farselo con un'accozzaglia di scelte di pessimo gusto (perché sì, per il cattivo gusto mostrato c'è da indignarsi eccome - legge o non legge)?

Per fortuna c'è anche chi sa pensare con la propria testa e fa domande e considerazioni non ipocrite su funerali, leggi civili e norme religiose, senza portare il proprio cervello all'ammasso dell'indignazione a comando.
È il caso di Cristiana Alicata nel suo "Roma. Mi dispiace, devo dirlo". Leggetelo, spiega quello che ho scritto sopra e altro. Molto meglio di me.

Molti degli indignati a comando hanno fatto anche notare che la chiesa dove è stato celebrato il funerale di Casamonica è la stessa che in passato negò i funerali religiosi a Piergiorgio Welby.
E ci si dimentica che la Chiesa (come ogni associazione, partito, società, comunità religiosa, eccetera) può darsi le regole che vuole e prendere le decisioni che vuole fino a che queste non vengano a collidere con le leggi dello Stato.
A noi laici (e anche a molti cattolici) certo non piace che Casamonica abbia avuto ciò che a Welby è stato negato... ma il fatto che non ci piaccia è un conto, il fatto che andasse impedito per imperio ben altro conto.
Ma anche questo c'è chi lo ha già spiegato meglio di me: Matteo Bordone nel suo "Quel che è di Cesare". Leggete anche lui. Attentamente.

Saluti,

Mauro.

martedì 18 agosto 2015

Domanda ornitologico-filosofica

Perché i piccioni scambiano la mia auto per un WC e così fanno la fortuna degli autolavaggi?

Saluti,

Mauro.

lunedì 17 agosto 2015

Consigli per perdere peso

Fino ai 30-35 anni di età ho avuto un peso intorno ai 70 chili. Per una persona alta circa un metro e settantacinque come me un peso normale, corretto.
Certo, bisogna anche vedere come i chili sono distribuiti, ma per ora limitiamoci ai valori assoluti.

Nel corso degli anni poi ho messo su peso. Fino ad arrivare a 88 chili. Effettivamente un po' troppi.
Ancora due anni fa ero 81.

La settimana scorsa ho fatto un check-up completo e il mio peso era sui 70-71 chili. Accompagnato da un miglioramento di tutti i valori misurati (non che questi prima andassero male, colesterolo a parte, ma ora vanno anche meglio).
Sono tornato, per così dire, ai miei trent'anni :-)

Chiaramente sia io che il mio medico siamo estremamente soddisfatti. E l'obiettivo è stabilizzarsi su questo peso.

Ma come ho fatto? Beh, certo, qualcosa nel mio stile di vita ho cambiato, nulla di incredibile, ma qualcosa sì... del resto perdere così tanti chili senza fare niente per perderli sarebbe preoccupante. Non sarebbe certo indice di un metabolismo funzionante senza problemi.

E quindi... che consigli ho darvi?
Nessuno, proprio nessuno.

Perché, ricordate sempre, per il peso - come per ogni questione che riguardi la salute... anzi per ogni questione in generale, ma per la salute in particolare - bisogna sempre e solo rivolgersi a professionisti seri del settore che ci riguarda.

In questo caso: medici esperti in nutrizione, dietisti o figure equivalenti (ma comunque con riconoscimento ufficiale... e con ufficiale intendo statale, legale... non proveniente da libri o social networks o balle varie legate alle "medicine alternative").
I consigli di chi pubblica libri sul tema solo perché è una presunta stellina dal bel fisico (poi spesso dovuto a photoshop, neanche a diete o altro) sono solo carta igienica e chi li segue credendoci è solo un povero minus habens.
Peggio ancora libri od opuscoli di santoni, guru, esperti autonominati di questo e quello, detrattori della scienza da loro definita "ufficiale", ecc., ecc.

I consigli di chiunque non sia qualificato - me compreso - non valgono nulla. Ma proprio nulla.
L'unico consiglio che un non qualificato (che sia il sottoscritto o il vippetto di turno) può dare e sul quale può pretendere di essere ascoltato è: rivolgetevi sempre a chi è qualificato.

E anche chi è qualificato, cercatelo personalmente, non ascoltatelo quando (se lo fa, generalmente i nustrizionisti seri non lo fanno) va in TV o scrive su riviste.
Ogni persona è diversa e consigli, ricette, terapie vanno valutati per ogni singola persona, non esistono ricette di massa.

Saluti,

Mauro.

lunedì 10 agosto 2015

Il Corriere poteva anche impegnarsi di più

Ieri l'edizione cartacea del Corriere della Sera ha deciso di descrivere la composizione dei Senati di alcuni paesi come paragone con quello (anzi quelli: presente e futuro) italiano.

E questa è la grafica che ha presentato:


A parte il fatto che gli Stati Uniti qui sono sinceramente superflui, in quanto la loro storia culturale e istituzionale è talmente diversa da quella dei vari paesi europei da rendere il confronto improponibile, per il resto da un "grande" quotidiano come il Corriere mi aspettavo un'informazione più completa.
Più completa sia come quantità di paesi (sia l'Europa geografica sia la UE sono più grandi di Berlino-Parigi-Londra) che come dettagli forniti per i singoli paesi.

Sarò presuntuoso, ma credo - io piccolo, piccolissimo blogger - di aver dato nel mio articolo Senati d'Europa un'informazione più completa, mirata e utile di quella del Corriere.

Insomma, il Corriere poteva impegnarsi di più.

Saluti,

Mauro.

sabato 8 agosto 2015

Una domanda giustificata

Che purtroppo non è venuta in mente a me.

Se lo chiede Stefan Rose all'inizio di questo articolo, sul blog Fliegende Bretter: "Perché proprio 'femminismo' è in realtà di genere maschile?" (in originale: "Warum eigentlich ist ausgerechnet 'Feminismus' ein Maskulinum?").

Saluti,

Mauro.