sabato 20 dicembre 2014

Cari giornalisti sportivi: la "Bundes" non esiste!

Da un po' di tempo a questa parte il giornalismo (giornalismo?) sportivo italiano ha scoperto (anzi inventato) una nuova parola: Bundes.
E oltre ad averla inventata, la ama alla follia, a quanto pare.

Cosa significa Bundes?
Niente, proprio nulla di nulla.
Ma secondo i giornalisti (giornalisti?) sportivi italiani è il nomignolo che normalmente si usa per il corrispettivo tedesco della serie A italiana di calcio.

Che nome ha, ufficilamente, la serie A di calcio tedesca? 1. Fußball-Bundesliga (usando lettere invece di numeri: Erste Fußball-Bundesliga).
Certo è un nome un po' lungo e anche qui in Germania infatti nessuno dice Erste Fußball-Bundesliga quando ne parla (a parte che sui documenti ufficiali, logicamente).
E oltretutto anche altri tornei calcistici vengono tradizionalmente accorciati (per esempio quasi nessuno spagnolo dice Primera División, ma quasi tutti La Liga, e molti inglesi non dicono Premier League, ma si accontentano di Premier o qualche volta di League).

Come viene accorciata Erste Fußball-Bundesliga in Germania?
Ci sono tante possibilità. La maggioranza dei tedeschi (sia tifosi che giornalisti che addetti ai lavori) dice semplicemente Bundesliga. Qualche volta, meno spesso, si sente Erste Liga oppure Die Liga, ancora più raramente Liga e basta.

Ma nessuno, proprio nessuno mai, qui in Germania (ma neanche nel resto del centro-nord Europa, non solo nei paesi di lingua tedesca... in Francia o Spagna io personalmente non so come chiamino la Bundesliga... se qualcuno di voi lo sa, fatemelo sapere) si è mai sognato né si sognerebbe mai di dire Bundes (e neanche Bund, più avanti capirete perché ho tirato in ballo Bund).

Allora, per prima cosa, semplicemente perché anche un'abbreviazione deve mantenere un senso. Qui si tratta infatti di abbreviare una parola composta oppure un insieme di parole, non di trovare un nomignolo o un saprannome. E Bundes in tedesco non esiste. Non significa nulla.
Ora voi mi direte... ma Bundesliga è una parola composta, quindi se Liga è una delle componenti, l'altra sarà Bundes!
Prendiamo per esempio la parola composta italiana soprattutto. Visto che tutto è una delle componenti, allora l'altra sarà di sicuro soprat, giusto? No? Dite che è sbagliato? Dite che l'altra componente è sopra, non soprat?
Eppure io ho solo usato la logica che i giornalisti (giornalisti?) sportivi italiani hanno usato con Bundesliga, quindi deve essere giusto!

E invece no.
Come vedete, quella "logica" non ha nulla di logico.

La parola Bundesliga è composta da Bund (e qui capite perché sopra ho citato Bund accanto a Bundes) e Liga e tradotta letteralmente significa il campionato (Liga) della federazione (Bund).
Le due lettere in mezzo (es), come la t aggiuntiva di soprattutto, stanno lì per regole ortografiche e soprattutto fonetiche.

Quindi, come ora capite, usare Bundes non ha nessun senso e indica solo l'ignoranza di chi lo fa per due motivi:
1) Semplicemente è una parola che non esiste e non significa nulla;
2) Anche se venisse ridotta alla parola corretta (Bund), non potrebbe venire usata perché in quel caso indicherebbe la federazione e non il campionato.

Giornalisti (giornalisti?) sportivi italiani: studiate!
Anzi, in questo caso vi basterebbe usare anche solo Google Translate, non vi servirebbe nemmeno studiare.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Alla Gazzetta dello Sport già lo feci notare... credete abbiano in qualche modo reagito?

giovedì 18 dicembre 2014

Un grande anniversario italiano (dimenticato)

Lo scorso 15 dicembre l'Italia ha - di fatto - dimenticato sé stessa, dimenticato cosa riesce a fare quando si impegna.

Cinquant'anni fa, il 15 dicembre 1964, il primo paese al di là delle due grandi potenze (USA e URSS) spedì un satellite artificiale nello spazio.
Questo satellite era stato completamente ideato e costruito da scienziati e tecnici di questo paese. Con fondi di questo paese.
Al di fuori di USA e URSS non esistevano poligoni di lancio e razzi vettori... quindi questo satellite "terzo" venne lanciato con un vettore Scout (statunitense) dal poligono di Wallops Island (negli USA).
Però a Wallops Island quel giorno non c'era personale statunitense (a parte il servizio di sicurezza agli ingressi): tutto il lavoro di preparazione, programmazione, lancio, satbilizzazione in orbita, ecc., ecc. venne effettuato da personale della stessa nazionalità del satellite lanciato. Senza eccezioni.

Quel satellite era il San Marco 1.
Ed era italiano.

Celebrazioni ufficiali? Neanche per sbaglio!
Grandi servizi televisivi? Ma quando mai!

Povera Italia.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 10 dicembre 2014

Firmate per salvare Di Matteo

Nino Di Matteo è in pericolo.

Chi è Nino Di Matteo?
È l'erede a Palermo dei Falcone e dei Borsellino. È il primo nemico della mafia oggi in Italia. È l'uomo che la mafia vuole uccidere. È il giudice che la politica non protegge.

Quindi... firmate questa petizione che verrà presentata domani in Parlamento.

Firmate, firmate, firmate!!!

Saluti,

Mauro.

venerdì 5 dicembre 2014

Una splendida chiacchierata (ciao Manuel)

Stamattina, a Roma, è morto Manuel De Sica, ucciso da un infarto.

Grandissimo musicista e compositore (soprattutto di colonne sonore). Purtroppo per la maggioranza della gente famoso non tanto per le sue opere, quanto per l'essere "figlio di" (Vittorio) e "fratello di" (Christian).

Io di Manuel De Sica ho un ricordo personale molto piacevole.
Parlo di circa quindici anni fa. Sia io che lui eravamo a Colonia (sì, io ora ci abito, ma a quei tempi non ci abitavo ancora) nella sede della WDR  per essere entrambi intervistati dal programma radiofonico in lingua italiana della stessa.
Non ci conoscevamo (cioè io conoscevo la sua opera ma non sapevo nulla di lui come persona e lui, logicamente, conosceva il mio nome solo per averlo visto nella scaletta della trasmissione...) e ci siamo ritrovati insieme da soli una mezz'oretta nel salottino vicino allo studio di registrazione, in attesa che arrivasse il nostro turno.
E ci siamo messi a chiacchierare. O meglio, lui ha cominciato a chiedermi di me e di cosa facevo e poi siamo passati a parlare e a scambiarci idee sui più vari argomenti.
Una delle chiacchierate più piacevoli della mia vita, con una persona al tempo stesso coltissima e di una semplicità e gentilezza disarmanti.

Dopo quell'incontro non ci siamo mai più né rivisti né sentiti, ma il ricordo continuo a portarmelo dentro con piacere.

Ciao Manuel, che la terra ti sia lieve.

Saluti,

Mauro.

martedì 2 dicembre 2014

Un trattato indigesto

Il TTIP.
Tutti ne parlano. Molti lo contestano (generalmente per i motivi sbagliati). Pochi lo conoscono.
Io personalmente lo ho sempre considerato negativo, antieuropeo, una svendita della nostra economia e della nostra cultura agli USA.
Ma non sapevo come esprimere con chiarezza, in maniera precisa ma comprensibile a tutti, questo mio rifiuto, le mie preoccupazioni e convinzioni.

Bene, ora non ho più bisogno di farlo. C'è chi lo ha fatto per me :-)
Leggetevi "TTIP, TTIP" di Uriel Fanelli. Dice tutto quello che avrei voluto dire io. Con estrema chiarezza.

Saluti,

Mauro.

venerdì 21 novembre 2014

I numeri di Genova 1 - La popolazione

Allora, sulle recenti alluvioni genovesi ci sarebbero tante cose da dire.
E i crudi, chiari numeri le dicono meglio di tante elucubrazioni.

Partiamo col discorso popolazione e cementificazione.

Genova è creduta una città di mare, avendo il più importante e grande porto italiano. Però i genovesi vivono sulla terra, non sull'acqua, e ciò fa di Genova una città di montagna, vista l'assenza quasi totale di zone pianeggianti e la ripidità estrema dei monti su cui è costruita (anche se a due passi dal mare).

Genova ha oggi circa 600000 abitanti (tanto per fare confronti internazionali, quindi paragonabile a una Francoforte sul Meno, per esempio).
E a cavallo tra gli anni '70 e '80 Genova aveva raggiunto quasi i 900000 abitanti (paragonabile quindi a una Colonia, per esempio).
E questo in una città che non ha lo spazio: i monti crescono subito dal mare (come accennato sopra), non c'è uno spazio veramente utilizzabile tra i monti e il mare.
Guardando la topografia della città (comprese le valli che vanno verso l'interno)... si vede subito che lo spazio materiale a Genova può accogliere 200000, al massimo 300000 persone. Non di più.
Ma oggi sono il doppio, almeno.
E trent'anni fa erano il triplo, almeno.

Quindi a Genova - legalmente o illegalmente che fosse - si è costruito per la popolazione effettiva, non per la popolazione che lo "spazio Genova" poteva materialmente e veramente accogliere.
Ma la gente era là, ed era tanta (e per lo spazio a disposizione è ancora tanta)... cosa poteva fare la politica, l'amministrazione?
Costruire meglio sì, senza dubbio, ma costruire meno (e la quantità di cemento è il vero problema di Genova, non la qualità)... beh, un po' difficile, a meno di non trasferire con la forza buona parte della popolazione altrove.

Quindi portare in tribunale chiunque abbia costruito o permesso di costruire illegalmente è sacrosanto.
Ma prima di condannare chi ha costruito o permesso di costruire per il solo fatto di averlo fatto... riflettiamo un attimo sui numeri di cui sopra.

Saluti,

Mauro.

domenica 16 novembre 2014

Non riesco a scriverne

E la mia Genova, la mia Liguria (e non solo loro) sono di nuovo in totale emergenza, sono distrutte e violentate.

Ci sarebbero tante cose da dire, da scrivere. A livello tecnico, scientifico, legale, politico. E, almeno per quanto riguarda la parte tecnica e scientifica, pur non essendo geologo o meteorologo qualcosa da dire la avrei (anche su legalità e politica, ma lì comunque con meno cognizione di causa).

Però non ce la faccio e in fondo non sarebbe neanche giusto: scriverei troppo col cuore e troppo poco con la testa.

Ne scriverò - forse - più avanti, quando tutto sarà finito e potrò disquisirne senza essere schiavo delle emozioni.

Per ora posso solo dire: fatti forza, Genova, rialzati e scrollati di dosso il male come hai sempre fatto in passato. Ne hai passate tante (non solo alluvioni) ma niente ti ha mai ucciso. E niente lo farà neanche ora.

Saluti,

Mauro.