giovedì 17 aprile 2014

L'accordo sull'Ucraina

Tutti i vari siti di informazione ci dicono che è stato raggiunto a Ginevra un accordo sull'Ucraina.
Se tutti lo dicono sarà anche vero, però una firma in calce a un trattato, come ci insegna la storia, non vale poi granché.

Ora voglio essere ottimista e dare per scontato che l'accordo esista e che sia anche un accordo giusto.
Però... che esista e che sia giusto in sè non serve a molto. Data la situazione, un accordo sull'Ucraina è fatto solo per essere disatteso.

Quindi vi propongo due quiz (o, se preferite, sondaggi).

1) Chi disattenderà per primo l'accordo?
  1. Russia
  2. Ucraina
  3. USA
  4. Europa
  5. Tutti insieme appassionatamente 
2) Entro quando verrà disatteso l'accordo?
  1. Subito
  2. Entro una settimana
  3. Entro un mese
  4. Entro un anno
  5. Oltre l'anno
Saluti,

Mauro.

Dettagli coloniesi 24 - Andando in ufficio


Saluti,

Mauro.

martedì 15 aprile 2014

I servizi asociali del caimano

Berlusconi è stato definitivamente affidato ai servizi sociali.
Pena alternativa al carcere o ai domiciliari. Fin qui nulla da dire, scelta accettabile e - spesso - utile.

Ci sono però due cose che mi lasciano perplesso.

1
L'affidamento ai servizi sociali è comunque seguito di un reato, quindi è una pena giudiziaria.
Nell'ordinamento giuridico italiano la pena deve avere scopo rieducativo, in altri ordinamenti lo scopo è puramente punitivo, in altri ancora si parla di pena ma senza citarne lo scopo.
In tutti però rimane una pena.
Cosa significa ciò? Significa che deve costringere il punito a vivere una situazione scomoda, non piacevole (almeno psicologicamente) in maniera da farlo riflettere su ciò che ha fatto (se lo scopo è rieducativo) o da piegarlo psicologicamente (se lo scopo è punitivo).
Ora spiegatemi come si possa raggiungere un tale obiettivo con solo quattro ore di lavoro per i servizi sociali a settimana (e probabilmente, vista l'età di Berlusconi, si tratterà anche di lavoro leggero).

2
Nella mia infinita ingenuità io ritengo che l'affidamento ai servizi sociali debba avere due scopi.
Il primo, come detto sopra, è l'espiazione della pena da parte del condannato.
Il secondo è, nella mia visione del mondo, fornire un vero servizio concreto a chi di quel servizio sociale usufruisce.
Ciò presuppone due cose:
- il servizio deve avere una certa estensione e continuità per garantire efficacia;
- gli addetti a detto servizio (affidati ai servizi sociali compresi) devono avere almeno una parziale competenza nel campo.
Ora spiegatemi come quattro ore settimanali possano essere abbastanza per garantire una certa efficacia e quali competenze ha Berlusconi nella cura agli anziani.

Saluti,

Mauro.

domenica 13 aprile 2014

Una grande verità

Da amante del teatro (e in passato anche attore teatrale) non posso che sottoscrivere quanto detto da Tim Robbins:

Il teatro più del cinema tocca nel profondo le emozioni e l'intelletto delle persone. E io ho capito che è più importante illuminare di verità 400 persone che dire bugie a milioni.

Saluti,

Mauro.

sabato 12 aprile 2014

Un 12 aprile spaziale

Oggi nel 1961 Yuri Gagarin fu il primo uomo nello spazio.

Oggi nel 1981 ci fu il primo volo dello Space Shuttle.

Saluti,

Mauro.

giovedì 10 aprile 2014

In difesa delle lobbies

No, non temete, non sono diventato un liberista reazionario fascistoide (generalmente i lobbisti vengono visti così nel pensare comune) :-)

Però a me piace guardare la sostanza delle cose, non fermarmi a luoghi comuni e slogan.
E oggi ho ascoltato in radio un servizio che parlava delle lobbies a Bruxelles e del loro rapporto con le istituzioni europee.
E, anche se non lo diceva esplicitamente, era chiaro che gli autori del servizio vedevano nelle lobbies il male, un rischio per la democrazia e la legalità.

Bene prima di tutto cerchiamo di vedere cos'è una lobby e cosa fa.

Una lobby (altrimenti detta gruppo di pressione) è, detto terra terra, un'unione di persone o società o entrambe che hanno interessi comuni e che ritengono più importante - almeno in determinate situazioni - il lottare insieme per questi interessi piuttosto che il farsi concorrenza.
Per raggiungere detto obiettivo la lobby può usare vari mezzi legali (del fatto che molte lobbies usino anche mezzi illegali ne parleremo dopo), facendo pressioni su partiti o governi, proponendo modifiche alla legislazione, organizzando manifestazioni, conferenze, think tanks e quant'altro, cercando il rapporto personale col legislatore, magari spingendo propri candidati nelle varie elezioni e altro ancora.
Tutto questo è perfettamente legale e lecito, anche se talvolta antipatico.

Del resto... se ci pensate bene descrivendo il motivo d'essere e il modus operandi delle lobbies, altro non ho fatto che descrivere il motivo d'essere e il modus operandi di associazioni che (quasi) tutti noi riteniamo legittime o addirittura utili e che si chiamano sindacati, confederazioni industriali, confederazioni del commercio e simili (e, se ci pensate ancora meglio, ciò vale anche per tutte le associazioni che difendono i diritti delle minoranze, degli omosessuali o di chichessia).
In fondo sindacati, Confindustria e compagnia bella altro non sono che lobbies che hanno ottenuto l'accettazione dell'opinione pubblica.
Noi possiamo pensare che queste operino male, non siano gestite bene o che abbiano chissà quali altri difetti... ma pochissimi di noi ne negherebbero la legittimità, il diritto a operare.

Però lo facciamo con le lobbies. Perché?

A mio parere i motivi sono due. Uno giusto e uno sbagliato.

Quello sbagliato è che si è creata la leggenda metropolitana che le lobbies siano organizzazioni semisegrete, quasi clandestine, che lavorano per instaurare un nuovo ordine mondiale.
Non è così, anche perché per instaurare un nuovo ordine mondiale le lobbies dovrebbero allearsi tra loro, mentre spesso sono in concorrenza, anche aspra.
Per rimettere le cose a posto servirebbe del giornalismo onesto che parli di più e più obiettivamente di questi temi (invece la maggioranza dei giornalisti è o contro a priori o al contrario succube delle lobbies).

Il motivo giusto (e qui mi ricollego al discorso mezzi legali/illegali iniziato sopra) è che molte lobbies (non tutte, per fortuna) per difendere gli interessi dei propri membri non si fermano davanti all'uso di mezzi illegali, come corruzione, falsificazione di dati, produzione di notizie false e simili.
Questa è una cosa da combattere, sono il primo a sostenerlo. Ma combattere le illegalità commesse dalle lobbies non significa condannare a priori le stesse (che tra l'altro spesso sono utili perché forniscono competenze non necessariamente presenti nella politica... anche se la politica avrebbe il dovere di usare queste competenze in maniera molto critica).

Quello che serve - e che almeno in Europa non esiste concretamente - è una regolamentazione dell'oggetto "lobby" che consenta alle autorità politiche e giudiziarie di controllarle meglio.
Tutto qui.

Perché se andiamo contro le lobby per partito preso, allora dobbiamo combattere anche sindacati, Confindustria, Confcommercio, associazioni in difesa dei diritti, eccetera, eccetera.

Saluti,

Mauro.

domenica 6 aprile 2014

Riforme, siamo sicuri di sapere cosa siano?

Renzi si lancia in avanti usando la parola magica "riforme".
Io che vivo in Germania ho già vissuto la stessa cosa quando Schröder nel 1998 conquistò qui il governo promettendo "riforme".

Ma siamo sicuri che le riforme siano la panacea di tutti i mali?
No! Assolutamente no!
Dipende semplicemente da quali riforme: le riforme in sé non sono né positive né negative.
Tutto dipende da cosa cambiano e da come lo cambiano.

Una cosa sola è chiara: chi presenta le riforme come idolo assoluto (leggasi Renzi, per esempio) vuole solo incularvi. Non dimenticatelo.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Per quanto riguarda il fatto che gli effetti positivi delle "riforme" siano solo una leggenda metropolitana posso solo consigliare il libro di Albrecht Müller "Die Reformlüge" ("La bugia delle riforme", come prevedibile non tradotto in italiano).

sabato 5 aprile 2014

Ricordare una guerra nell'anno sbagliato

Quest'anno cadono i cento anni dall'inizio della prima guerra mondiale.
È giusto ricordarlo in quanto è stato di fatto l'evento più importante e lacerante del ventesimo secolo: la seconda guerra mondiale non ci sarebbe stata - o sarebbe stata molto meno "mondiale"- se non ci fossero stati i trattati di pace pesanti e assurdi seguiti alla prima.
Però è giusto ricordare l'evento nel senso di ricordarne le vittime e di farne un monito contro le guerre. Soprattutto oggi che venti di guerra circolano di nuovo anche in Europa.
Invece vedo in giro per l'Europa vere e proprie celebrazioni, come se si festeggiassero i cent'anni dalla nascita di un grande artista o i cent'anni dalla firma di un importante trattato.

Comunque, al di là dei discorsi morali, la cosa che meno mi quadra sono le celebrazioni in Italia. Che sono già cominciate.
L'Italia è entrata in guerra nel 1915, quindi - comunque si intendano le celebrazioni - l'Italia quest'anno non ha proprio nulla da ricordare. Avrà qualcosa da ricordare nel 2015.
Ma a quanto pare oggigiorno anche la storia è solo un'opinione.

Saluti,

Mauro.