giovedì 16 aprile 2015

Libri da salvare!

Rilancio qui a tutti voi l'appello di Luisella Pacco.

Saluti,

Mauro.

domenica 12 aprile 2015

La leggenda del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto

Tutti conosciamo l'immagine del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto: un bicchiere riempito fino a metà di un qualsiasi liquido apparirà all'ottimista mezzo pieno e al pessimista mezzo vuoto. Mentre colui che vorrà farsi vedere furbo e intelligente dirà che è mezzo pieno e mezzo vuoto.

Bene, tutti e tre i detti figuri contano solo delle palle. Tutti e tre credono a una leggenda metropolitana e la diffondono ulteriormente.

Esaminiamo le cose dapprima dal lato fisico.

Visto che noi non viviamo nel vuoto assoluto (anzi, anche in laboratorio l'essere umano è riuscito al massimo a creare un vuoto solo quasi assoluto e il famoso vuoto interstellare è tutto tranne che vuoto)... il bicchiere sarà sempre completamente pieno.

Il famoso bicchiere mezzo pieno (o mezzo vuoto) sarà infatti pieno per metà di liquido e per l'altra metà di aria.
Anche un bicchiere senza neanche una goccia di liquido al suo interno sarà sempre e comunque completamente pieno. Pieno di aria (o di altri gas se si trova in luoghi particolari).

E la cosa vale anche per l'interpretazione psicologica del bicchiere.

Quelli di noi che vedono il bicchiere mezzo pieno sono quelli che (a torto o ragione non è importante in questo contesto) ritengono di avere una vita piena, veramente vissuta, mentre quelli che lo vedono mezzo vuoto sono quelli che vedono la propria vita vuota, magari non fallita ma per lo meno noiosa.

No. Anche in questo caso è una leggenda metropolitana. La vita è sempre piena, perché - anche se magari non ce ne accorgiamo - accade sempre, costantemente qualcosa. Nella peggiore delle ipotesi il semplice respirare, che è comunque un'attività.

Il problema non è se vita e bicchiere siano pieni o vuoti.
Il problema è di cosa sono pieni, visto che entrambi sono sempre e comunque completamente pieni.

Saluti,

Mauro.

giovedì 9 aprile 2015

La lingua del gusto 2

Alla fine del 2010 vi raccontai di locali "italiani" in cui non entro perché offrono piatti "alla provinciale" oppure "lupo di mare".

Essendo onnivoro e non vegetariano (anzi, onnivoro tendente al carni-/pescivoro) dimenticai però un ulteriore punto che parla a sfavore dei locali italiani (o presunti tali) in Germania.
Quasi tutti i locali oggigiorno offrono piatti per vegetariani... però purtroppo molti locali italiani qui in Germania offrono pasta/pizza/insalata vegetaria.
Peccato solo che la parola (e i relativi piatti) vegetaria in italiano non esista.

Quindi, amici miei, se non siete vegetariani potete tranquillamente fregarvene, ma se siete vegetariani... vi consiglio di cercare locali che offrano pasta/pizza/insalata vegetariana e di evitare quelli (purtroppo la maggioranza) che offrono pasta/pizza/insalata vegetaria.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 8 aprile 2015

La scienza dietro la Moka

Già da un paio di anni avevo in testa di spiegare come funziona, da un punto di vista scientifico, la classica Moka che tutti noi italiani abbiamo (o almeno abbiamo avuto) a casa.

Bene, a forza di pensarci ma non decidermi... sono stato fregato dal grande Dario Bressanini, che ha spiegato qui tutto quello che c'era da spiegare.

E meno male che mi ha fregato, visto che ha spiegato le cose in maniera molto più completa di quanto avrei saputo fare io ;-)

Saluti,

Mauro.

giovedì 2 aprile 2015

Ve lo ricordate l'agave?

Nel settembre 2011 vi raccontai del mio agave, che - secondo me - si stava prendendo gioco di me.

Bene, tre anni e mezzo dopo, l'agave - ormai avviato verso i dieci anni di età - è sano e robusto come non mai, continua a prendersi gioco di me e a lottare insieme a noi:


Saluti,

Mauro.

mercoledì 1 aprile 2015

Oggi era il primo aprile

E io non ho scritto nulla. Né un pesce d'aprile e neanche qualcosa di serio.

Perché? Molto semplice: perché ormai chiunque possegga almeno due neuroni e una sinapsi, il primo aprile non crede a nulla. Neanche alle notizie serie.

Se si vuole fare un pesce d'aprile intelligente, bisogna farlo il 31 marzo o il 2 aprile.
Se lo si fa il primo aprile... ci cascano solo quelli che hanno deciso a priori di cascarci. E non mi pare un gran successo per chi lo fa.

Saluti,

Mauro.

lunedì 30 marzo 2015

Troppe parole usate a sproposito

Molti di voi si saranno stupiti del fatto che io non abbia ancora scritto una singola riga sulla tragedia dell'aereo Germanwings della settimana scorsa.

I motivi sono semplicemente due:
1) Purtroppo ne stanno parlando tutti, soprattutto coloro che non hanno nulla da dire, quindi qualsiasi cosa scrivessi si perderebbe nel gran rumore di fondo;
2) Le indagini sono - nonostante le apparenze - di fatto agli inizi. L'unica cosa che sembra certa è che il copilota sia il responsabile... ma in quali termini concreti lo diranno le indagini. E sinceramente non mi va di scrivere qualcosa sulla base di così pochi fatti.

Però oggi ho letto l'articolo migliore sulla tragedia da quando è spuntata la responsabilità di Andreas Lubitz.
Migliore in assoluto, non migliore in Italia.
Poi, sui singoli punti, chiunque di noi può concordare o discordare, ma la profondità, la lucidità e la sostanza di quest'articolo non vanno sottovalutate. Anzi.
Scritto dalla bravissima Silvia Bencivelli.

Qui l'incipit (articolo completo cliccando sul link):

La tragedia dell’aereo della GermanWings è una di quelle cose su cui tutti hanno qualcosa da dire. Per chi si occupa di salute, e di comunicazione della salute, proprio qui sta il problema.
Più di dieci anni fa feci la tesi di master sul lessico della salute mentale trasportato nelle pagine di cronaca nera, dove in un attimo è tragedia della follia e in un attimo c’è il vicino di casa che, alternativamente, non poteva immaginare niente di simile o aveva avuto il sospetto di qualcosa che non andasse. [Prosegui la lettura]


Saluti,

Mauro.