domenica 29 marzo 2015

Quanto è credibile Wikipedia?

Almeno parlando di quella italiana...

Io ho frequentato il Liceo Scientifico "Leonardo da Vinci" a Genova tra il 1982 e il 1987. In quegli anni ebbi, per due anni, come insegnante di educazione fisica Giovanni Talami, famoso soprattutto per essere stato calciatore professionista con due anni nella Sampdoria capitanata dal futuro allenatore della Nazionale Claudio Lippi.

Perché vi racconto ciò?

Perché io ho fatto la maturità nel 1987 e, come detto, ho avuto Talami (splendida persona, per inciso) come insegnante per due anni... ma secondo Wikipedia Talami cominciò a insegnare educazione fisica nel 1989:


Io, sinceramente, credo più alla mia esperienza personale che a Wikipedia ;-)

Saluti,

Mauro.

venerdì 27 marzo 2015

Una bolognese particolare

Chi mi conosce sa che io mangio spesso fuori casa.
Un po' per necessità lavorative (sono spesso in viaggio) un po' perché da single non è sempre divertente mangiare da solo a casa.

Quando sono nei ristoranti (sia quelli dove sono cliente fisso, sia quelli dove capito una volta o due per caso e basta) mi diverto anche a guardare come si comportano i clienti vari.

E ho notato che i clienti... sono alla fine la parte peggiore della gastronomia.

La maggioranza sono cafoni, ignoranti, prepotenti.
Cafoni: non sanno comportarsi a tavola.
Ignoranti: non sanno scegliere (e mangiare) i piatti, né tantomeno abbinare cibi e bevande.
Prepotenti: cuochi e camerieri non sono persone che ti servono, ma schiavi al tuo servizio.

(Riguardo all'ultimo punto qui in Germania c'è un detto: Der Kunde ist König, cioè Il cliente è re... peccato che molti clienti si credano non König ma Gott, cioè Dio).

Io dico solo: meno male che non lavoro in gastronomia... se no il ragù ragout per la bolognese lo farei non con carne di manzo ma con carne di cliente!

Saluti,

Mauro.

sabato 21 marzo 2015

Il nostro cibo nucleare

La prossima volta che vi venisse voglia di contestare OGM, nucleare, cibo e compagnia... prima leggetevi e imparatevi a memoria questo articolo della brava Alessandra Viola.

Saluti,

Mauro.

venerdì 20 marzo 2015

Ritornando su Change.org

Qualche tempo fa avevo cercato di farvi capire quanto inutili (e in realtà anche stupide) fossero le petizioni su Change.org. Qui l'articolo in questione.

Oggi ne ottengo una dismostrazione ulteriore: su Change.org sono state raccolte oltre un milione di "firme" contro la cacciata (giusta o sbagliata poco conta) di un conduttore televisivo dalla BBC. Qui un articolo al proposito.
E la "signorina" Elisa Finocchiaro considerava un successo l'aver conquistato 240000 "firme" per una questione politica seria (vedasi l'articolo citato all'inizio). Cioè meno di un quarto delle "firme" raccolte per salvare un conduttore televisivo ignoto ai più...

Sinceramente, ciò dimostra cosa veramente sia, a cosa veramente serva Change.org.
E ciò non è quello che Elisa Finocchiaro crede. Anzi è tutt'altro.

Saluti,

Mauro.

giovedì 19 marzo 2015

Oggi è la festa del papà

Papà, mi manchi.

Saluti,

Mauro.

lunedì 16 marzo 2015

Quelli che hanno visto Genova

E sono tanti quelli che hanno visto Genova, non solo Paolo Conte e quelli come lui "che stanno in fondo alla campagna" e che sono "noi che abbiamo visto Genova" (qui il testo completo della canzone).

No, tanti altri hanno visto Genova. E molti anche molto prima di Conte.

Come per esempio Francesco Petrarca (persona intelligente e amante del bello, non come quell'astioso invidioso suo concittadino Dante Alighieri che disprezzava i genovesi solo perché avrebbe voluto essere come loro ma non lo era), il quale scrisse (donando così a Genova il titolo di "Superba"):
"Vedrai una città, in atto d'imperio assisa su alpestri colline, per uomini e per mura superba, il cui solo aspetto ti dice essere sortita al dominio dei mari: Genova.".

Secoli dopo ci fu chi ebbe impressioni analoghe anche se espresse in forma decisamente diversa, un certo signor Gustave Flaubert:
"Ho visto una bellissima strada, la via Aurelia, ed ora sono in una bella città, una vera bella città, Genova. Cammino sul marmo, tutto è di marmo: scale, balconi, palazzi. I palazzi si toccano tanto sono vicini e, passando dalla strada, si vedono i soffitti patrizi tutti dipinti e dorati. Vado a visitare le chiese, sento cantare, suonare l'organo, guardo i monaci, osservo i paramenti sacri, gli altari, le statue; in altri momenti (ma non so bene quali) forse avrei riflettuto di più e guardato di meno. Invece qui spalanco gli occhi su tutto, ingenuamente, semplicemente, e forse è molto meglio...".
E lo stesso Flaubert in una lettera di poco successiva a quanto scritto sopra e che riassumeva il suo viaggio in Italia aggiunse:
"Durante il mio viaggio ciò che ho visto di più bello è Genova.".

Il giudizio più lapidario e definitivo viene però dalla lontana Russia, da Anton Cechov, il quale fece dire a un suo personaggio, nel lavoro teatrale "Il Gabbiano", che Genova era:
"la città più bella del mondo".

E in realtà queste parole di Cechov chiuderebbero il tema (anche perché dicono una cosa verissima), però ci sono tante altre descrizioni interessanti e ammirate di questo miracolo della natura e dell'uomo insieme chiamato Genova.

Anzi... prima di parlare oltre di Genova, vi parlo delle donne genovesi. Anzi per parlare di loro cedo la parola a Mark Twain:
"Mi piacerebbe restare qui, preferirei non procedere oltre. Può darsi che vi siano in Europa donne più graziose, ma io ne dubito. La popolazione di Genova è di centoventimila anime: di queste, due terzi sono donne, e almeno due terzi delle donne sono belle; ben vestite, fini, leggiadre quanto si può senza essere angeli.".

Chiaramente anche gli spartani tedeschi (o tedescofoni) trovarono cose da apprezzare a Genova, anzi forse più di altri (anche se magari non sono le stesse cose che noi genovesi, e italiani in generale, apprezziamo per prime), come spiega bene Sigmund Freud:
"Genova la conosci: è imponente, solida, quasi altera, pulita, benestante".

Sempre rimanendo in ambito teutonico, anche se non proprio gentilissima nei confronti della mia Genova, trovo poeticamente bellissima un'immagine di Heinrich Heine:
"Genova giace presso il mare come lo scheletro di un gigantesco animale buttato lì dalla risacca.".

Comunque chi ha veramente capito, apprezzato e conosciuto Genova è stato Richard Wagner, il quale - e lo posso dire da genovese! - è stato assolutamente il più obiettivo e sincero nella sua descrizione (insieme a Petrarca):
"Non ho mai visto nulla come questa Genova! È qualcosa d'indiscutibilmente bello, grandioso, caratteristico: Parigi e Londra al confronto con questa divina città scompaiono come semplice agglomeramento di case e di strade senza alcuna forma. Davvero non saprei dove cominciare per darti l'impressione che mi ha fatto e continua a farmi: ho riso come un fanciullo e non potevo nascondere la mia gioia! Tutti debbono vedere Genova!".

Però non ci sono solo i viaggiatori tedeschi... ci sono anche i britannici, per cui il mito italiano ottocentesco era Napoli, non Genova, Milano, Firenze o altro, ma per lo meno Charles Dickens vide la realtà delle cose e non i miti:
"Il posto è bello [Napoli], ma molto meno di quanto la gente non dica. Il famoso golfo, secondo me, come veduta, è incomparabilmente inferiore a quello di Genova, che è quanto di più bello abbia mai visto. Nemmeno la città, dal canto suo, è paragonabile a Genova, con cui in Italia nessuna regge il confronto, salvo Venezia." (e da genovese di origine veneziana, io qui sono naturalmente doppiamente d'accordo ;-) ).

E, più tardi, Mary Shelley, in maniera più poetica e romantica, amò anche Genova:
"Splendida città che ti specchi nelle acque azzurre del Mediterraneo. Le rocce e i promontori, il cielo luminoso e gli allegri tuoi vigneti erano il mio mondo.".

Ma ci furono prima di tutto ciò pure poeti goduriosi (poi divenuti papi) che videro la bellezza di Genova, per la precisione Enea Silvio Piccolomini alias Pio II:
"Se Venere vivesse, non preferirebbe più Cipro o il monte Citera o il bosco Idalio, ma verrebbe ad abitar Genova, sì come dimora fatta per lei." (e dato che il mio cognome - Venier - in origine significava "dedicato a Venere" la cosa non può che farmi piacere).

Venendo infine al carattere dei liguri, dei genovesi, al di là dell'aspetto della città e della regione, bisogna dire che esso venne definito in maniera esplicita e imperitura già duemila e passa anni fa da un certo Cicerone:
"Ai Liguri, aspri figli dei monti, insegnò la stessa terra che nulla si ottiene se non con tenacia e fatica.".

E potrei continuare ad libitum... ma credo quanto sopra basti a farvi capire quale è la città più bella del mondo. E non accetto contestazioni!

Saluti,

Mauro.

venerdì 13 marzo 2015

Negozi che ti raccomando

Non tanto per la qualità (che non conosco), quanto per il nome (e il relativo senso dell'umorismo di chi lo gestisce).

A Duisburg, dove lavoro, c'è un negozio di calzature che vende prevalentemente calzature italiane (anche se io molte marche non le conosco...).

Ora, una delle canzoni italiane più famose in Germania continua a essere 'O sole mio.

La suola delle scarpe in tedesco si dice Sohle.

I gestori del negozio lo hanno chiamato Sohle mio.

Tanto mi basta per promettere di non entrarci mai.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
E molti tedeschi trovano il nome simpatico :-(