Nell'ottobre del 2012 mi chiedevo se avesse ancora senso l'ora legale.
Ora la Commissione Europea, a seguito di un sondaggio tra i cittadini dell'UE, ha deciso di far partire la procedura per eliminare il cambio d'ora in tutta l'Unione.
L'idea è però quella di eliminare l'ora solare (ergo invernale) e lasciare tutto l'anno quella legale (ergo estiva).
Su Twitter io ho plaudito all'iniziativa, riproponendo quel mio vecchio articolo e - giustamente - mi è stato fatto notare che la commissione vuol fare l'opposto di quello che chiedevo io.
E io ora preciso: apparentemente 😀
Apparentemente perché la cosa assurda in realtà non è l'una o l'altra ora, bensì il cambio d'ora.
Nel 2012 io ero favorevole all'abolizione dell'ora legale, perché ai tempi le proposte erano per abolire quella.
Ma in realtà a me va benissimo abolire qualsiasi delle due: l'una o l'altra per me pari sono. Basta non dover più spostare le lancette due volte l'anno (non perché sia faticoso, ma perché è assurdo).
Per inciso: nessuno ha fatto notare (quindi ve lo dico) che abolire l'ora solare e lasciare tutto l'anno quella legale significa spostare di un fuso orario tutta l'UE.
Saluti,
Mauro.
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venerdì 31 agosto 2018
domenica 28 ottobre 2012
Ha ancora senso l'ora legale?
Tra circa un'ora riporteremo indietro le lancette dell'orologio e ritorneremo all'ora solare, lasciando l'ora legale. Almeno per qualche mese.
Ma oggi ha ancora senso questo passaggio?
Prima di provare a rispondere a questa domanda, una breve storia dell'ora legale.
In Italia venne introdotta per la prima volta nel 1916. venne abolita e reintrodotta a fasi alterne fino a che venne definitivamente istituzionalizzata nel 1966. In tempi di crisi energetica. Nella sua durata attuale (uniforme in tutta Europa) la conosciamo dal 1996, prima durava meno.
Le motivazioni sostanziali sono due (e tutte e due dovute all'allungamento serale del chiarore naturale nel periodo estivo):
1) risparmio energetico;
2) maggiore utilizzabilità del tempo libero per chi lavora.
Sulla seconda ragione tutto sommato si può essere d'accordo, anche se la temperatura credo sia più importante del chiarore... e la temperatura non cambia spostando le lancette dell'orologio.
Quindi questo punto non lo ritengo significativo né a favore né contro l'ora legale.
La prima ragione va invece analizzata meglio.
L'ora legale in via definitiva e in forma uguale (durata a parte) a quella che conosciamo oggi è stata introdotta quasi mezzo secolo fa, con un'economia e un consumo energetico diverso.
L'idea di base era: sul posto di lavoro il consumo cambia poco o nulla comunque giri l'orologio, ma allungando il chiarore serale riduciamo significativamente i consumi privati nella bella stagione.
Ragionamento che non fa una grinza. Almeno non la fa nel 1966.
Ma oggi? Siamo sicuri che possiamo ancora ragionare come allora?
I tempi del lavoro e del privato non sono più rigidi, fissati come allora.
E al di là della separazione lavoro-privato, oggi sia il lavoro che il tempo libero hanno caratteristiche (anche energetiche) ben diverse di allora.
Terna, la società italiana per la gestione delle reti di distribuzione elettrica ha pubblicato uno studio in cui calcola il risparmio ottenuto nel periodo di utilizzo dell'ora legale.
Sinceramente è un calcolo che a mio parere non ha il benché minimo valore scientifico.
Intanto, risparmio rispetto a cosa?
È dal 1966 che non hai più anni senza ora legale, con cosa puoi fare confronti?
Con gli anni prima del 1966? Erano un'economia e una società completamente diverse, sia culturalmente che tecnologicamente, quindi nessun confronto è possibile.
Con i paesi che non hanno l'ora legale? Tutti i paesi sia economicamente che climaticamente paragonabili all'Italia la adottano. E confrontare l'Italia con un paese che non sia al tempo stesso economicamente e climaticamente simile non ha nessun senso.
Quindi? Quindi calcoli il risparmio in base a modelli teorici che ti sei costruito tu e che in realtà non hanno nessun valore, non avendo basi concrete, reali su cui basarsi.
Il risparmio magari c'è veramente, non sono io in grado né di affermarlo né di smentirlo, ma non lo dimostri assolutamente con i calcoli (di fatto cifre in libertà) di Terna.
Lo puoi dimostrare solo se abolisci per un anno o due l'ora legale e poi paragoni i consumi di questo periodo con quelli degli anni immediatamente precedenti in cui l'ora legale c'era. Tutto il resto sono chiacchiere e basta.
Saluti,
Mauro.
Ma oggi ha ancora senso questo passaggio?
Prima di provare a rispondere a questa domanda, una breve storia dell'ora legale.
In Italia venne introdotta per la prima volta nel 1916. venne abolita e reintrodotta a fasi alterne fino a che venne definitivamente istituzionalizzata nel 1966. In tempi di crisi energetica. Nella sua durata attuale (uniforme in tutta Europa) la conosciamo dal 1996, prima durava meno.
Le motivazioni sostanziali sono due (e tutte e due dovute all'allungamento serale del chiarore naturale nel periodo estivo):
1) risparmio energetico;
2) maggiore utilizzabilità del tempo libero per chi lavora.
Sulla seconda ragione tutto sommato si può essere d'accordo, anche se la temperatura credo sia più importante del chiarore... e la temperatura non cambia spostando le lancette dell'orologio.
Quindi questo punto non lo ritengo significativo né a favore né contro l'ora legale.
La prima ragione va invece analizzata meglio.
L'ora legale in via definitiva e in forma uguale (durata a parte) a quella che conosciamo oggi è stata introdotta quasi mezzo secolo fa, con un'economia e un consumo energetico diverso.
L'idea di base era: sul posto di lavoro il consumo cambia poco o nulla comunque giri l'orologio, ma allungando il chiarore serale riduciamo significativamente i consumi privati nella bella stagione.
Ragionamento che non fa una grinza. Almeno non la fa nel 1966.
Ma oggi? Siamo sicuri che possiamo ancora ragionare come allora?
I tempi del lavoro e del privato non sono più rigidi, fissati come allora.
E al di là della separazione lavoro-privato, oggi sia il lavoro che il tempo libero hanno caratteristiche (anche energetiche) ben diverse di allora.
Terna, la società italiana per la gestione delle reti di distribuzione elettrica ha pubblicato uno studio in cui calcola il risparmio ottenuto nel periodo di utilizzo dell'ora legale.
Sinceramente è un calcolo che a mio parere non ha il benché minimo valore scientifico.
Intanto, risparmio rispetto a cosa?
È dal 1966 che non hai più anni senza ora legale, con cosa puoi fare confronti?
Con gli anni prima del 1966? Erano un'economia e una società completamente diverse, sia culturalmente che tecnologicamente, quindi nessun confronto è possibile.
Con i paesi che non hanno l'ora legale? Tutti i paesi sia economicamente che climaticamente paragonabili all'Italia la adottano. E confrontare l'Italia con un paese che non sia al tempo stesso economicamente e climaticamente simile non ha nessun senso.
Quindi? Quindi calcoli il risparmio in base a modelli teorici che ti sei costruito tu e che in realtà non hanno nessun valore, non avendo basi concrete, reali su cui basarsi.
Il risparmio magari c'è veramente, non sono io in grado né di affermarlo né di smentirlo, ma non lo dimostri assolutamente con i calcoli (di fatto cifre in libertà) di Terna.
Lo puoi dimostrare solo se abolisci per un anno o due l'ora legale e poi paragoni i consumi di questo periodo con quelli degli anni immediatamente precedenti in cui l'ora legale c'era. Tutto il resto sono chiacchiere e basta.
Saluti,
Mauro.
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