domenica 28 ottobre 2012

Ha ancora senso l'ora legale?

Tra circa un'ora riporteremo indietro le lancette dell'orologio e ritorneremo all'ora solare, lasciando l'ora legale. Almeno per qualche mese.

Ma oggi ha ancora senso questo passaggio?

Prima di provare a rispondere a questa domanda, una breve storia dell'ora legale.
In Italia venne introdotta per la prima volta nel 1916. venne abolita e reintrodotta a fasi alterne fino a che venne definitivamente istituzionalizzata nel 1966. In tempi di crisi energetica. Nella sua durata attuale (uniforme in tutta Europa) la conosciamo dal 1996, prima durava meno.
Le motivazioni sostanziali sono due (e tutte e due dovute all'allungamento serale del chiarore naturale nel periodo estivo):
1) risparmio energetico;
2) maggiore utilizzabilità del tempo libero per chi lavora.

Sulla seconda ragione tutto sommato si può essere d'accordo, anche se la temperatura credo sia più importante del chiarore... e la temperatura non cambia spostando le lancette dell'orologio.
Quindi questo punto non lo ritengo significativo né a favore né contro l'ora legale.

La prima ragione va invece analizzata meglio.
L'ora legale in via definitiva e in forma uguale (durata a parte) a quella che conosciamo oggi è stata introdotta quasi mezzo secolo fa, con un'economia e un consumo energetico diverso.
L'idea di base era: sul posto di lavoro il consumo cambia poco o nulla comunque giri l'orologio, ma allungando il chiarore serale riduciamo significativamente i consumi privati nella bella stagione.
Ragionamento che non fa una grinza. Almeno non la fa nel 1966.

Ma oggi? Siamo sicuri che possiamo ancora ragionare come allora?
I tempi del lavoro e del privato non sono più rigidi, fissati come allora.
E al di là della separazione lavoro-privato, oggi sia il lavoro che il tempo libero hanno caratteristiche (anche energetiche) ben diverse di allora.

Terna, la società italiana per la gestione delle reti di distribuzione elettrica ha pubblicato uno studio in cui calcola il risparmio ottenuto nel periodo di utilizzo dell'ora legale.

Sinceramente è un calcolo che a mio parere non ha il benché minimo valore scientifico.
Intanto, risparmio rispetto a cosa?
È dal 1966 che non hai più anni senza ora legale, con cosa puoi fare confronti?
Con gli anni prima del 1966? Erano un'economia e una società completamente diverse, sia culturalmente che tecnologicamente, quindi nessun confronto è possibile.
Con i paesi che non hanno l'ora legale? Tutti i paesi sia economicamente che climaticamente paragonabili all'Italia la adottano. E confrontare l'Italia con un paese che non sia al tempo stesso economicamente e climaticamente simile non ha nessun senso.
Quindi? Quindi calcoli il risparmio in base a modelli teorici che ti sei costruito tu e che in realtà non hanno nessun valore, non avendo basi concrete, reali su cui basarsi.

Il risparmio magari c'è veramente, non sono io grado né di affermarlo né di smentirlo, ma non lo dimostri assolutamente con i calcoli (di fatto cifre in libertà) di Terna.
Lo puoi dimostrare solo se abolisci per un anno o due l'ora legale e poi paragoni i consumi di questo periodo con quelli degli anni immediatamente precedenti in cui l'ora legale c'era. Tutto il resto sono chiacchiere e basta.

Saluti,

Mauro.

5 commenti:

Turz ha detto...

Tutti i paesi sia economicamente che climaticamente paragonabili all'Italia la adottano.

Il Jappone no :-)

Comunque, se anche si volesse credere al risparmio energetico, nulla vieterebbe di tenere l'ora legale tutto l'anno, tanto d'inverno cambia veramente poco.

Mauro ha detto...

Il Jappone no :-)

È proprio così simile climaticamente? Domanda sincera, non polemica.

Sul resto, assolutamente d'accordo con te! :-)

Anonimo ha detto...

Misteri della societá umanizzata... Invece per quanto riguarda la Luna che di recente (a partire da fine 2007) la si vede oramai spesso a "barca" alle nostre latitudini in cui NON é contemplata, che dire? oO

TNT ha detto...

"Maggiore utilizzabilità del tempo libero per chi lavora", io questo punto proprio non lo capisco. Al limite non dovrebbe essere il contrario, almeno fornire più luce per il periodo di brutta stagione in modo che uno non torni dal lavoro già col buio ma abbia almeno un po' più di luce? Invece il cambio d'ora ACCORCIA ulteriormente il giorno nel periodo invernale... e dà più luce invece al mattino appena svegliati quando la stragrande maggioranza della gente semplicemente non fa nulla se non prepararsi per andare al lavoro o a scuola.

Stiamo dicendo che in autunno/inverno nessuno che lavora ha (o dovrebbe avere) tempo libero per cui tanto vale accorciare ulteriormente il già corto periodo di luce diurna? Mi sembra al limite dell'aberrante.

Mauro ha detto...

Un commento dopo tanto tempo non me lo aspettavo proprio, tanto che quando blogger me lo ha segnalato ho pensato a dello spam :-)

Invece no, un commento vero e argomentato.

Su una cosa credo che ci siamo fraintesi: quando parlo della "luce" e del "tempo libero" io sottintendo che si tratti della possibilità di passare il proprio tempo libero all'aperto.
Non intendo certo che senza luce non ci sia tempo libero. Giammai!