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venerdì 23 giugno 2023

Fisici sorprendenti

E no, non parlo di culturisti o atleti, ma proprio di fisici. Quelli con la laurea o addirittura il dottorato 😉

Vi voglio raccontare di qualche fisico (o fisica) che vi sorprenderà, che dubito sapeste fossero laureati in fisica (almeno la maggioranza di essi).

Se vi chiedessi di citarmi qualche fisico diventato famoso però al di fuori del mondo scientifico, voi tutti mi citereste Angela Merkel. Gli appassionati di musica ci aggiungerebbero Brian May. E poi basta. Ci scommetto.

Questi due sono comunque giustissimi.
Angela Merkel si laureò in fisica e poi fece il dottorato in chimica quantistica, facendo anche ricerca nel settore prima di dedicarsi completamente alla politica dopo la caduta del muro.
Brian May invece dopo la laurea si dedicò alla musica fondando i Queen, ma non perse mai la passione... infatti in età avanzata si rimise sui libri (e sui telescopi) per prendere il dottorato in astrofisica nel 2007.

E adesso partiamo con le sorprese.

La prima viene ancora dalla politica tedesca: Oskar Lafontaine, una delle figure di spicco della sinistra tedesca (prima nella SPD, ora nella Linke), ex ministro, è anche laureato in fisica.
E in Germania lui e Merkel non sono soli: anche l'ex presidente del Land Sachsen-Anhalt, Reiner Haseloff, è un fisico.
Ma purtroppo anche l'AfD ha un fisico tra le sue fila, Gottfried Curio, portavoce del partito per la politica interna.

Ma anche in Italia la fisica ha comunque prestato figure alla politica.
La più recente è stata Maria Chiara Carrozza, titolare del MIUR durante il governo Letta, fisica e attuale presidente del CNR.
Ma andando a ritroso nel tempo troviamo l'ex sindaco di Firenze Mario Primicerio, laureato in fisica ma noto nel mondo scientifico soprattutto per le sue ricerche in matematica applicata.
E ai tempi della contestazione studentesca e poi degli anni di piombo si fece un nome come politico extraparlamentare e saggista Franco Piperno, anche lui laureato in fisica.
Probabilmente però il fisico politico più famoso della storia italiana fu Orso Maria Corbino, senatore e ministro nei primi anni '20 del '900, e persona senza cui non sarebbe mai esistito il gruppo dei ragazzi di Via Panisperna (Fermi, Segrè, Amaldi, Majorana, Rasetti, Pontecorvo).
Comunque il padre di tutti i fisici politici italiani fu Carlo Matteucci, ministro nel governo Rattazzi poco dopo l'unità nazionale, in realtà laureato in matematica ma dedicò la sua attività di ricerca all'elettricità.

Rimanendo in Italia, c'è una sorpresa nel mondo della musica che di sicuro non vi aspettavate: Annalisa (all'anagrafe Annalisa Scarrone). Sì, anche lei è laureata in fisica.
Mentre la letteratura ci offre lo scrittore Paolo Giordano, vincitore del premio Strega, laureato in fisica con tanto di dottorato.

Una fisica mancata fu invece l'attrice croata Sylva Koscina, che aveva cominciato gli studi di fisica a Napoli, ma poi venne rapita dal cinema e non li portò mai a termine.

Magari ci sarà una seconda puntata o magari anche puntate dedicate ad altre lauree scientifiche o tecniche.
Voi segnalate nei commenti se avete altri nomi.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 18 luglio 2018

Le lauree di Repubblica

Ieri Repubblica ha pubblicato un articolo su un ragazzo affetto da progeria laureatosi a Padova.

L'articolo apre con la notizia che Sammy Basso, il ragazzo in questione, si è laureato in Fisica.


Già questo incipit non mi quadra. Ricordo che tempo fa avevo letto di questo ragazzo e si parlava del suo voler far ricerca per la malattia da cui è affetto... e io (da laureato in fisica) mi chiedo a che serva la fisica per gli studi sulla progeria.

Infatti andando avanti Repubblica decide di "generalizzare" la laurea, che diventa genericamente "laurea in Scienze" (Repubblica sembra citare un tweet dell'università di Padova... ma una generica laurea in Scienze nell'ordinamento italiano non esiste).


Andando avanti finalmente il mistero si chiarisce.
Sammy Basso si è laureato in Scienze Naturali (e non Scienze tout court) con indirizzo biologico molecolare (e la cosa quadra anche col suo desiderio di fare ricerca sulla sua malattia).


Del resto lo aveva scritto il ragazzo stesso circa due anni fa su Facebook, come riporta anche Repubblica stessa:


E allora, da dove spunta la fisica?

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Per lo meno Repubblica ha scritto giusto il nome della malattia, "progeria o sindrome di Hutchinson-Gilford", cosa che conoscendo il giornale non era scontata.

martedì 27 febbraio 2018

Il malinteso sulla fuga dei cervelli

Ormai da anni (già dagli ultimi tempi della cosiddetta prima repubblica) si parla del problema della fuga dei cervelli, cioè dei laureati italiani che vanno a cercar successo all'estero (che poi lo trovino anche è un altro discorso, visto che la stampa italiana riporta solo le storie di successo... ma parlare di questo non è comunque lo scopo di questo articolo).

Il concetto di base delle lamentele è: se i giovani devono scappare l'università ha fallito. E giù con nuove riforme dell'università a ogni nuovo governo.
Dimostrando di non avere capito un belino del problema.

Primo: se i giovani scappano dopo la laurea (breve o lunga che sia), significa che il vero problema è ciò che c'è (o non c'è) dopo l'università, non l'università stessa.

Secondo: se questi laureati italiani vengono accolti a braccia aperte all'estero, significa che l'università italiana qualcosa da offrire ha (io stesso ricordo quando nel 1996 mi presentai per un posto di ricercatore in Germania: a un candidato inglese venne chiesto un master per pareggiare la mia laurea - senza master - italiana).

Terzo: la mobilità dei ricercatori e degli scienziati è sempre stata vista come un valore aggiunto per i ricercatori/scienziati stessi e per le università di partenza e di arrivo... quindi il problema delle università italiane non sono i cervelli che se ne vanno, ma quelli che non arrivano!

Facciamola breve.
Freghiamocene se i ragazzi italiani se ne vanno. In realtà è un bene.
Preoccupiamoci piuttosto se i ragazzi stranieri non vengono. Questo è il vero problema.

Saluti,

Mauro.