E lo è anche saper scrivere.
Voi mi direte: la seconda cosa è banale... ma la prima non ha senso. Io scrivo solo se ho qualcosa da scrivere, da dire.
Ebbene, no, no è così.
Almeno non nel modo in cui pensate voi.
Più scrivo, più imparo a scrivere, più so scrivere bene (premessa: è necessario scrivere tanto... ma solo se rileggi e rileggi e riscrivi e riscrivi... e poi butti via quello che non ti piace, quello che è scritto male, indipendentemente dai contenuti).
È questo il punto: devi scrivere tantissimo (perché è questo alla fine che ti insegna a scrivere bene)... ma pubblicare poco, solo il meglio. Indipendentemente da dove pubblichi. Che sia il tuo bloghettino personale o una grande testata mondiale.
Saluti,
Mauro.,

Sono d'accordo, ma fino a un certo punto. Io sono negata per il disegno, assolutamente negata e anche se mi esercitassi fino allo sfinimento il mio lavoro sarebbe a malapena sufficiente. Vale anche per lo scrivere: se una persona non sa scrivere, l'esercizio la farà sicuramente migliorare ma non potrà mai raggiungere risultati eccelsi. La predisposizione naturale è di grande aiuto e non si può imparare: io ho orecchio relativo e con il tempo ho affinato le mie capacità. L'orecchio relativo si può sviluppare con la pratica ma una persona, pur allenandosi, non potrà mai raggiungere il mio grado di percezione (ho dato dei punti a ottimi musicisti). Quindi sì, la pratica fa tantissimo ma, a volte, è bene saper riconoscere i propri limiti.
RispondiEliminaDirei che è opportuno scrivere in modo continuativo, ma prima ancora è importante leggere, con costanza e su spettro ampio e diversificato. Se ascolti solo i Ramones e poi ti metti a suonare, suonerai in stile Ramones (vale per tutti, ho solo messo un gruppo che non sopporto). Se ascolti un po' tutti i generi di sicuro puoi suonare meglio (a meno che, come nel mio caso, tu non sia negato per la musica).
RispondiEliminaNautilus