mercoledì 29 maggio 2019

Una proposta provocatoria

Riprendo una proposta provocatoria che avevo già fatto tempo fa, riguardo il problema dell'astensionismo.
Proposta che, come si addice a questo blog, può essere definita istituzionalmente eretica.

Sul fatto che l'astensionismo sia un problema o, nel migliore dei casi, comunque un fenomeno negativo penso che siamo d'accordo quasi tutti, al di là di colori politici e ideologie.
E questo vale quali che siano le motivazioni (reali o di facciata) che portano all'astensione.

Prendiamo come esempio le elezioni europee di domenica scorsa, per quanto riguarda il voto in Italia.
Tenendo conto dell'astensionismo il successo della Lega e la ripresa del PD verrebbero entrambi ridimensionati.
La Lega infatti si scopre che non ha un terzo degli italiani (inteso come italiani con diritto di voto) dalla sua parte, bensì solo un terzo dei votanti (cioè tra un sesto e un quinto degli italiani).
E il PD si scopre che rispetto al 2018 ha sì guadagnato in percentuale dei votanti, ma in realtà ha perso in percentuale degli italiani (infatti ha preso numericamente meno voti, che sembrano di più grazie all'astensionismo).

E al di là dei discorsi numerici, una cosa che a me dà ai nervi sono gli astenuti che poi si lamentano di chi governa (chiunque questi sia).
Non hai votato? Significa che non te ne fregava nulla, quindi non hai nessun diritto morale di lamentarti. Punto.
Chi ha votato invece quel diritto lo ha: chi ha votato per chi ha vinto, se questo non mantiene le promesse o non lo fa abbastanza, e chi ha votato per chi ha perso, visto che probabilmente la maggioranza farà cose che non approva.

E allora, vi starete chiedendo, qual è questa proposta di cui sto blaterando?

Premetto che è una proposta ai limiti della costituzionalità, probabilmente oltre: non c'è nessun articolo nella Costituzione che proibisce esplicitamente quanto propongo, ma ce ne sono che lo proibiscono implicitamente.

La proposta è la seguente: assegnare i seggi all'astensione.

Mi spiego meglio, usando come esempio la nostra Camera dei Deputati.
La Camera ha 630 seggi. La maggioranza è di 316.
Mettiamo che alle politiche si verifichi un 30% di astensione. Il 30% di 630 è 189.
Quindi 189 seggi alla Camera dovranno rimanere vuoti, i partiti si divideranno proporzionalmente gli altri 441.
Ma la maggioranza rimarrebbe 316, visto che non si tratterebbe di rimpicciolire la Camera, ma di tener conto della volontà di chi non ha votato.
Ciò significherebbe che per avere la maggioranza servirebbe avere circa il 71,6% dei seggi effettivamente occupati (cioè dei voti depositati nell'urna).
Quindi governare e legiferare sarebbe molto più difficile... e gli ignavi che non hanno votato si accorgerebbero del casino che hanno combinato e capirebbero quanto hanno precedentemente approfittato del voto di chi il proprio dovere di elettore lo ha veramente fatto (almeno si spera).

Saluti,

Mauro.

6 commenti:

  1. Il problema dell'astensione è un problema per la democrazia, ma non è mai stato un problema per chi governa, infatti sono decenni che l'astensionismo sale, ma nessuno si è mai sognato di fare niente in proposito. Del resto, perchè dovrebbero? Meno votanti, meno gonzi da convincere, meno pacchetti di voti da comprare, ma stesso risultato.
    Quindi la tua proposta, ancorchè lodevole, prima ancora di essere o meno costituzionale, è un'utopia.

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  2. Adulti e vaccinati quelli che rinunciano a esercitare un loro diritto attraverso il voto. Quindi io non cambierei nulla del sistema attuale di attribuzione dei seggi.
    Ricordiamo sempre che una quota fisiologica di astensione ci sarà sempre perché ci sono comunque persone impossibilitate al voto in quel giorno specifico.

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    1. D'accordo, ma quella quota oscillerà (e voglio esagerare) intorno al 2-3% dell'elettorato.
      L'astensionismo si sta avvicinando al 50% invece. Ed è un problema per la democrazia.

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    2. Sì, credo che non sia molto più alta. C'è chi muore proprio il giorno delle elezioni, chi è all'estero per motivi urgenti e imprevisti di lavoro, chi è troppo anziano e non sufficientemente assistito e robe simili.
      L'astensionismo è molto alto in moltissimi Paesi d'altra parte.
      Quello che non capisco è come la tua idea possa ridurlo.

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    3. Potrebbe funzionare su due lati.

      Dal lato elettore: l'astenuto si renderebbe conto che avere qualcuno che governa non è così scontato e che, se passasse la mia proposta, lui sarebbe il primo colpevole del caos. Ciò forse lo farebbe svegliare.

      Dal lato eletto: finora i vari partiti (di qualsiasi colore) si sono sempre dati da fare a rubarsi i voti a vicenda e/o a recuperare quelli passati altrove, non a convincere gli astenuti. Una proposta come la mia li costringerebbe a lavorare anche su quest'ultimo punto.

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