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martedì 10 febbraio 2026

Cose (tafazziane) di Germania

La città di Bielefeld ha deciso di incentivare l'uso dell'idrogeno per autotrazione.
Ha deciso prima di comprare autocompattatori (sì, i camion per la rumenta - per i non genovesi spazzatura - tecnicamente si chiamano così) alimentati a idrogeno.
E poi, sfruttando fondi statali, anche autobus a idrogeno.
Segnatevi "fondi statali". Saranno due parole fondamentali nel prosieguo della storia.

Partiamo dall'inizio.
La municipalizzata di Bielefeld ha deciso di mettere in servizio autocompattatori alimentati a idrogeno. Fin qui tutto bene. Solo che a Bielefeld non ci sono distributori di idrogeno, quindi i camion dovevano andare a rifornirsi a Rheda-Wiedenbrück, a circa 30 km di distanza.
Cosa antipatica, sicuramente, ma non poi così drammatica.

Il problema vero si ha quando Bielefeld decide di passare all'idrogeno anche per il trasporto pubblico, cioè per gli autobus.
E Bielefeld prende questa decisione anche - forse soprattutto - grazie al finanziamento statale, che comprendeva non solo l'acquisto degli autobus ma anche l'installazione di una stazione di rifornimento per l'idrogeno in città.
E detta stazione di rifornimento oggi esiste. Ed è sita di fronte al deposito degli autocompattatori.

Però... il finanziamento statale riguarda solo gli autobus.
E quindi, direte voi? La città pagherà come un normale cliente privato quando gli autocompattatori faranno il pieno lì. Nulla di drammatico.
Ma voi la fate facile... il fatto è che dato che la stazione di rifornimento è stata finanziata con i soldi per gli autobus... solo gli autobus - e nessun altro, né pubblico né privato - possono rifornirsi lì. Indipendentemente dal se e dal quanto si è disposti a pagare. Se no lo stato ritira il finanziamento.

Ok, allora continueranno semplicemente a fare gli antipatici 30 km fino a Rheda-Wiedenbrück. Giusto?

Sbagliato!

Il fatto è che la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo. Infatti nel frattempo la stazione di rifornimento a idrogeno di Rheda-Wiedenbrück è stata chiusa.
Quindi gli autocompattatori dovrebbero andare fino a Münster per rifornirsi, molto più lontano di Rheda-Wiedenbrück. Solo l'andata e ritorno da Münster consumerebbe i due terzi del pieno di idrogeno.
E gli autocompattatori di Bielefeld continuano a non poter attraversare la strada per rifornirsi dove si riforniscono gli autobus (sempre di Bielefeld). Se no la città perde i finanziamenti per il trasporto pubblico.

Risultato?
Bielefeld ha riportato in garage gli autocompattatori a idrogeno e rimesso in strada quelli a diesel.

No comment.

Per chi sa il tedesco, qui un servizio sul tema.

Saluti,

Mauro.

giovedì 12 luglio 2018

Linkiesta, Bielefeld e l'ignoranza

Ieri LinkPop, il servizio di Linkiesta per le notizie che sono riempite di errori* (anzi bestialità) e non interessano a nessuno e non servono a niente, ha pubblicato un articolo sulla città tedesca di Bielefeld.

Prima osservazione: leggetevi bene le parole e i toni usati sull'umorismo dei tedeschi (che non commenterò in dettaglio nel seguito dell'articolo). Puro razzismo. Se lo avessero fatto con un paese extraeuropeo, meglio se del terzo mondo, apriti cielo!

Ma veniamo ai contenuti (pubblico gli screenshot perché c'è sempre il rischio che Linkiesta corregga cercando di nascondere la correzione).


Cittadina?
Bielefeld ha 330.000 abitanti, poco più di Bari o Catania e decisamente di più di Verona o Trieste.
Chiamatemela cittadina.


Usenet è l'internet tedesco?
Ma lo sapete cosa sono usenet e internet?
(A parte il fatto poi che non esistono un internet tedesco, uno italiano, uno francese, eccetera, ma solo i contenuti in italiano, in tedesco, in francese su internet, ma questo comunque sarebbe l'errore meno grave).


Vedasi quanto scritto sopra (l'umorismo tedesco è sì diverso dal nostro e a noi italiani sembra scarso, ma...).


Bielefeld è ricca di storia, basti dire viene citata già a partire dal nono secolo d.C. (tre secoli prima di Monaco di Baviera, tanto per chiarire il concetto).
Per quanto riguarda le vie di comunicazione, Bielefeld si trova sul percorso dell'autostrada A2, la principale arteria ovest-est tedesca che unisce il bacino della Ruhr a Berlino e sul percorso della linea ferroviaria Colonia-Hannover che proprio secondaria non è.
Non ha monumenti famosi all'estero vero, ma questo vale per la maggioranza delle città del mondo (anche italiane): poche città vantano monumenti di fama veramente mondiale.

Saluti,

Mauro.

*Qui un esempio al proposito, tratto dal blog che state leggendo.