domenica 26 aprile 2026

Quando una barzelletta diventa cultura?

Ok, voi mi direte che definire una barzelletta cultura è esagerato.
E avete ragione.
L'umorismo, la satira sono cultura.
Non la barzelletta.
La barzelletta rispecchia solo un momento, un istante. Fa ridere appena inventata, perché è nuova, ma già due giorni dopo è vecchia, noiosa.
Contrariamente all'umorismo, alla satira.
Per questo oggi ricordiamo ancora, per esempio, i protagonisti dei vari "Amici miei" ma abbiamo dimenticato (giustamente) gente come Gino Bramieri.
I primi facevano umorismo, satira. Il secondo raccontava solo barzellette.
E una barzelletta è efficace solo la prima volta che viene raccontata. Dopo non più.
Uno sketch, un film umoristico, satirico invece (se lo capite) vi farà ridere, o almeno sorridere, anche dopo che lo avete visto dieci volte.

Ergo: una barzelletta non è mai cultura, che vi piaccia o meno. È solo qualcosa che vi può far fare una risata (ma solo se non la conoscete già).
Umorismo e satira invece lo sono.

Saluti,

Mauro.

16 commenti:

  1. Coincidenza vuole che ieri mattina ho impegnato Gemini a produrre un po' di barzellette su Lituani, Lettoni, Estoni e Russi.
    Tuo nipote

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    1. Io non ho nipoti...

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    2. Sono sempre io, una volta ha scritto che avrei potuto anche non firmarmi e mi avresti riconosciuto comunque dallo stile.

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    3. In questo caso eri riconoscibile anche solo per i popoli citati, indipendentemente dallo stile... ma non ho saputo trattenere la risposta 😜

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  2. ​La barzelletta è come un indovinello: una volta risolto, non serve più. Il film comico è come una danza: conosci i passi, ma è la bellezza del movimento a darti gioia ogni volta che lo vedi eseguire.
    Nautilus

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    1. Mi piace questo paragone. Bravo!

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    2. Intanto "...ricordiamo ancora, per esempio, i protagonisti dei vari "Amici miei"..." lo dici a qualcun'altro.🤣: io non li ricordo e non posso ricordarli perché non ho mai visto i film. Film il cui la satira è a marcio danno degli italiani (come la quasi totalità dei film di allora) e da italiana la trovo offensiva. Quindi considero Bramieri molto più apprezzabile di un Tognazzi che, forse, avrebbe fatto meglio a dedicarsi esclusivamente al suo grande amore: la cucina.

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    3. Serenella amata mia... Tognazzi era un signor attore (che ovviamente può piacere o meno, come ogni attore), ma Bramieri era solo un Panariello ante litteram, cioè solo uno che aveva bravi agenti, non uno che aveva delle qualità.

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  3. Bramieri, però, non sminuiva in maniera sistematica il popolo italiano, non ne faceva una macchietta della quale ridere. Se ci pensi è la differenza che passa tra ridere di qualcuno e ridere con qualcuno.

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    1. Mi conosci bene e mi leggi spesso: sai benissimo che difendo sempre l'Italia contro gli antiitaliani, contro quelli che "solo in Italia", contro quelli che "all'estero non succede"... ma ciò non significa certo che l'Italia è perfetta, vedo anche i suoi difetti. E l'arte (in questo caso il cinema) deve anche esporre questi difetti. Il problema, gli stronzi, sono i popoli che non lo fanno, non quelli che lo fanno.

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  4. Sono d'accordo con te ma, purtroppo, per decenni i registi italiani si sono sistematicamente"impegnati" a dare una pessima immagine degli italiani. Non in via eccezionale ma con un impegno degno di cause migliori.negli stessi anni di "Amici miei" vengono girati "Quinto potere" e "The Rocky Horror Picture Show" film satirici e di denuncia ma che non (perdona l'espressione) perculano gli statunitensi.
    Stat modus in rebus.

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    1. Il problema non è l'Italia. Il problema sono gli USA. "Quinto potere" è uno dei film più grandi della storia, un capolavoro. Anzi, una rappresentazione della realtà. Ma negli USA tutti lo hanno preso come fantasia, non come rappresentazione della realtà.
      In questo noi italiani siamo superiori: sappiamo di cosa parliamo. Gli altri invece chiudono gli occhi (vivo all'estero, come sai, so di cosa parlo).

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    2. No, non sanno di cosa parlano, si limitano a ridurre l’italiano a una macchietta e ad esasperarne i lati peggiori. Il che andrebbe anche bene se non fosse che l’intera produzione cinematografica del periodo si è allineata a quella visione. Lo hai scritto tu che “Quinto potere è una rappresentazione della realtà” peccato non si possa dire lo stesso di “Amici miei” perché nessuno sano di mente riuscirebbe a rispecchiarsi in uno qualsiasi dei personaggi. Ed è grazie a tutti i film di quel periodo che io detesto i film italiani a priori.

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  5. Il commento sopra è mio. Non so perché non abbia "memorizzato" il mio account.

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    1. Lo so che il commento era tuo... non solo ti conosco da quasi quarant'anni, ma so anche come scrivi 😉

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    2. Il buffo è che non ha memorizzato il nome ma mi ha inviato, comunque, la notifica…

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