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domenica 3 maggio 2026

Scrivere (saper scrivere) è importante

Scrivere è importante.
E lo è anche saper scrivere.
Voi mi direte: la seconda cosa è banale... ma la prima non ha senso. Io scrivo solo se ho qualcosa da scrivere, da dire.
Ebbene, no, no è così.
Almeno non nel modo in cui pensate voi.

Più scrivo, più imparo a scrivere, più so scrivere bene (premessa: è necessario scrivere tanto... ma solo se rileggi e rileggi e riscrivi e riscrivi... e poi butti via quello che non ti piace, quello che è scritto male, indipendentemente dai contenuti).

È questo il punto: devi scrivere tantissimo (perché è questo alla fine che ti insegna a scrivere bene)... ma pubblicare poco, solo il meglio. Indipendentemente da dove pubblichi. Che sia il tuo bloghettino personale o una grande testata mondiale.

Saluti,

Mauro.,

lunedì 19 giugno 2017

Le persone non leggono quello che scrivi

Ma quello che loro decidono tu abbia scritto.

Mi spiego con un esempio.

Recentemente ho sostenuto su Twitter che 25 anni fa la Lega Nord veniva vista da molti giornalisti e politologi come la nuova sinistra (esattamente come il M5S più di recente).
Questa affermazione è stata fortemente contestata.
E fin qui tutto bene: se ho detto una cosa sbagliata è giusto contestarla (e al limite anche contestarmi, se lo si fa in toni civili).
Il problema sono gli argomenti usati per contestarla.
Il ritornello era: come puoi affermare che la Lega fosse di sinistra? La Lega è di destra!
Ergo, questi contestatori non hanno letto ciò che ho scritto, ma ciò che (per chissà quali recondite ragioni, visto che il mio pensiero sulla Lega è chiaro e ben noto) si aspettavano di leggere.

Se vuoi contestarmi, devi prima imparare a leggere: io ho scritto che molti politologi e giornalisti ritenevano la Lega la nuova sinistra, non ho sostenuto che la Lega lo fosse.
Non è vero che molti giornalisti e politologi lo sostenevano? Bene dimmelo, ma non dirmi che io sostengo ciò, visto che non lo ho fatto.

E soprattutto non continuare a dirlo dopo che te lo ho spiegato anche con altre parole (come ho effettivamente fatto).
La prima volta credo, logicamente, di essermi spiegato male io, la seconda magari anche... ma alla terza è chiaro che il problema sei tu, non io.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Questo è solo l'esempio "fresco". Mi è capitato anche altre volte su altri argomenti e vedo che capita a tante altre persone, non solo a me.