venerdì 8 settembre 2023
Gli inni del Genoa (sì, gli inni, non l'inno)
sabato 11 marzo 2023
Le colonne infami di Genova
Voi amanti della letteratura conoscete l'espressione "colonna infame" grazie ad Alessandro Manzoni e al suo scritto Storia della colonna infame.
La colonna infame manzoniana, eretta a Milano nel 1630 e "dedicata" agli untori che sparsero la peste, venne demolita dagli austriaci nel 1778, quindi pur essendo la più famosa delle tante colonne infami d'Italia (e non solo) non potete più vederla. Non esiste più.
Ma io non voglio parlare di Milano. Voglio parlare di Genova.
E a Genova c'è anche una famosissima colonna infame.
Questa colonna infame venne eretta prima di quella milanese, nel 1628, e ricordava non la peste, ma un intrigo politico.
Nel 1628 Giulio Cesare Vachero partecipò a una congiura contro la Repubblica di Genova per aiutare i Savoia a prenderne possesso. La congiura fallì, Vachero venne giustiziato, la sua casa abbattuta e sul posto venne eretta una colonna a ricordo della cosa.
Colonna ancora esistente, in Piazza Vacchero, uno slargo laterale di Via del Campo (se conoscete De André, Via del Campo vi dirà qualcosa).
Qui la storia completa.
Quello che invece probabilmente nessuno sa, è che a Genova di colonne infami ce ne sono altre due.
La prima è nel quartiere di Sarzano, per la precisione in Vico dei Tre Re Magi e vuole mettere alla berlina lo scempio edilizio che Genova (come anche altre città) subì nel dopoguerra.
Venne eretta nel 1981. Qui ne trovate la storia.
Ma una colonna infame la si trova anche spostandosi all'estrema periferia della città, a Nervi, per la precisione in Via Molinetti di Nervi.
Questa risale al 1896 e venne eretta dal proprietario di un mulino contro l'amministrazione cittadina, in quanto apparentemente questa gli impedì di usare l'acqua del rio sotto il mulino per far funzionare la sua macina.
La sua storia ve la voglio raccontare con un video in genovese.
sabato 21 luglio 2018
Una breccia nel mattone
Questo gruppo riprende soprattutto la musica d'autore, ma non solo.
Oggi per esempio sono spuntati anche i Pink Floyd.
E quando il pubblico ha cominciato a fare da coro ho sentito un po' di persone fare un errore che non sentivo più ormai da anni, anzi da decenni, ma che era abbastanza diffuso appena The Wall era uscito... e così stasera di nuovo Another Brick in the Wall per certuni è diventata Another Break in the Wall...
Ma è possibile che dopo quasi quarant'anni non abbiate ancora capito che di fatto state ribaltando il significato della canzone? 😲
Saluti,
Mauro.
giovedì 23 novembre 2017
Non mi piacciono le nuvole
E neanche mi riferisco al clima.
No, mi riferisco alla moda (nefasta) del "cloud" come soluzione per archiviare i dati.
Grazie alla bella parola "cloud" (=nuvola) sembra che i nostri dati, una volta lì, siano in un ambiente etereo, sicuro in quanto non fisico.
E vedo tanti intorno a me (sia singole persone che aziende) che sbavano per questa geniale soluzione che risolve ogni problema.
Col cavolo!
Ma lo sapete cos'è un "cloud"?
È semplicemente un server su cui non avete nessun potere in quanto esterno a voi e non sotto il vostro controllo.
Non è un ambiente neutro, etereo. Per niente.
È esattamente la stessa cosa che è la memoria del vostro computer a casa o il server centrale della vostra azienda (o istituto) sul lavoro.
Solo che la memoria del vostro computer a casa la controllate voi, quella del server centrale della vostra azienda (o istituto) la controlla, appunto, la vostra azienda (o istituto)... mentre il cloud chi lo controlla? Il vostro provider? Forse, ma anche il vostro provider è un qualcosa di esterno a voi, alla vostra azienda (o istituto)... E poi siete sicuri che il vostro provider sia veramente in controllo dei server o non sia solo un intermediario? No, non lo siete (anche se magari credete di esserlo).
No, le nuvole non mi piacciono.
Saluti,
Mauro.
mercoledì 16 giugno 2010
Il mistero di Bocca di Rosa
E fin qui nulla strano: che una donna di 88 anni muoia serenamente di vecchiaia non è certo una novità sconvolgente.
Ma chi era Liliana Tassio? Secondo molti era semplicemente Bocca di Rosa. E chi non sa chi è Bocca di Rosa, prima si vergogni e poi si vada a comperare i CD di Fabrizio De André (tanto per parafrasare i Mercanti di Liquore*).
Dori Ghezzi e Paolo Villaggio negano fosse lei... ma sembra ci sia un'intervista di De André stesso del 1996 che lo conferma. Devo cercare quest'intervista. Se la trovo vi dirò di più.
Saluti,
Mauro.
* I Mercanti di Liquore sono un bravissimo gruppo lombardo formatosi sulle canzoni di De André. Un giorno durante un concerto presentarono anche una canzone di Piero Ciampi e il cantante disse, introducendola: "Se non sapete chi è Piero Ciampi, prima vergognatevi e poi compratevi i CD".
