sabato 11 marzo 2023

Le colonne infami di Genova

Voi amanti della letteratura conoscete l'espressione "colonna infame" grazie ad Alessandro Manzoni e al suo scritto Storia della colonna infame.
La colonna infame manzoniana, eretta a Milano nel 1630 e "dedicata" agli untori che sparsero la peste, venne demolita dagli austriaci nel 1778, quindi pur essendo la più famosa delle tante colonne infami d'Italia (e non solo) non potete più vederla. Non esiste più.

Ma io non voglio parlare di Milano. Voglio parlare di Genova.

E a Genova c'è anche una famosissima colonna infame.

Questa colonna infame venne eretta prima di quella milanese, nel 1628, e ricordava non la peste, ma un intrigo politico.
Nel 1628 Giulio Cesare Vachero partecipò a una congiura contro la Repubblica di Genova per aiutare i Savoia a prenderne possesso. La congiura fallì, Vachero venne giustiziato, la sua casa abbattuta e sul posto venne eretta una colonna a ricordo della cosa.
Colonna ancora esistente, in Piazza Vacchero, uno slargo laterale di Via del Campo (se conoscete De André, Via del Campo vi dirà qualcosa).
Qui la storia completa.


Quello che invece probabilmente nessuno sa, è che a Genova di colonne infami ce ne sono altre due.

La prima è nel quartiere di Sarzano, per la precisione in Vico dei Tre Re Magi e vuole mettere alla berlina lo scempio edilizio che Genova (come anche altre città) subì nel dopoguerra.
Venne eretta nel 1981. Qui ne trovate la storia.


Ma una colonna infame la si trova anche spostandosi all'estrema periferia della città, a Nervi, per la precisione in Via Molinetti di Nervi.
Questa risale al 1896 e venne eretta dal proprietario di un mulino contro l'amministrazione cittadina, in quanto apparentemente questa gli impedì di usare l'acqua del rio sotto il mulino per far funzionare la sua macina.
La sua storia ve la voglio raccontare con un video in genovese.


Saluti,

Mauro.

4 commenti:

  1. Ma quando scrivi di Genova sei a Genova?
    Nautilus

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non necessariamente.
      Qualche volta sì, più spesso no.

      Elimina
  2. Grazie Mauro per questo tuo articolo molto informativo e per il video

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Prego.
      Ma chi sei?
      I commenti anonimi su questo blog non sono graditi.

      Elimina