sabato 8 febbraio 2014

Il vuoto, un padre e Wallander

Chi mi legge regolarmente sa che un mese fa ho perso mio padre, perdita che ha lasciato un vuoto non colmabile.
Chi mi legge regolarmente sa anche che sono un grandissimo appassionato di letteratura gialla nordica.

Cosa hanno le due cose in comune?
Apparentemente nulla.
Ma una frase dell'ultimo romanzo della serie di Wallander mostra invece che hanno tanto in comune.
Cosa dice detta frase?
La traduco qui dal tedesco, visto che il libro non è ancora stato pubblicato in italiano:

Egli ha avuto un padre. Un certo giorno non c'era più. Improvvisamente il tempo è scomparso, il tempo che distanziava tra il padre vivente e l'urna sepolta nel cimitero. Come fosse ieri. O come fosse un sogno.

Io non ho sepolto mio padre. Lo ho messo in un loculo, all'interno di un tempio cinerario.
Ma tutto il resto è esattamente come lo ho sentito io.

Infatti continuo a non rendermi conto che mio padre non ci sia più.

Saluti,

Mauro.

9 commenti:

Anonimo ha detto...

Rimane una mutilazione. É il sentimento di sentirsi orfano. Sentimento nuovo e spiazzante per noi che i genitori li abbiamo sempre avuti.
Una presenza, un punto di riferimento che c'é sempre stato e che ora é scomparso dal tuo orizzonte.
Come ti ho gua detto ognuno deve prendere il tempo necessario per fare il proprio lutto.
Con affetto.
Bb

Serena ha detto...

Tempo. Serve solo tempo. Come ti ho scritto, ci vuole tempo per rendersi conto che la persona che amiamo non c'è più: che non parlerà più con noi, che non potrà più ridere per una nostra battuta, che non potrà più darci un consiglio, che non potrà più abbracciarci. Ci vuole tempo per rendersi conto che non ne sentiremo più la voce e che non potremo più guardarla negli occhi. Non è vero che il tempo guarisce le ferite le rende solo meno dolorose da accettare. E verrà il giorno in cui, guardandoti indietro, riuscirai a pensare a tuo padre, con serenità, senza sentire il cuore spezzarsi di nuovo in mille pezzi. Il vuoto non sarà colmato, sarai semplicemente in grado di accettarlo. Tempo, datti tempo.

Mauro ha detto...

Non avrei però mai creduto che una frase di un romanzo, una frase di fantasia, potesse toccarmi così profondamente.

Serena ha detto...

Non ti farà piacere sentirlo, magari penserai che sbaglio, ma in questo momento sei fragile, emotivamente fragile e in fondo è giusto che sia così. Il ciclone che ti ha investito ha sconvolto il tuo mondo ed è solo dalla tua fragilità che potrai ricominciare la ricostruzione. Con il tempo.

Anonimo ha detto...

Non credo che fantasia e realtà possano essere così inscindibili
Bb

Mauro ha detto...

Non lo credo neanch'io. E non lo credevo neanche prima.
Però non crederlo è una cosa, sperimentarlosulla propria pelle è n'atr.

Mauro ha detto...

"sperimentarlosulla propria pelle è n'atr."

In realtà voleva essere:

"sperimentarlo sulla propria pelle è un'altra."

Serena ha detto...

Ah, ah! Allora anche a te si ammutina il correttore automatico, non solo a me! :-)

Mauro ha detto...

Non uso nessun correttore automatico. La tastiera però comincia a fare i capricci. Dovrei cambiarla.