lunedì 22 aprile 2013

Chi paga il conto?

Ci troviamo in uno stallo parlamentare. E l'elezione del Presidente della Repubblica è stata, qualsiasi cosa si pensi di Napolitano, perlomeno irrituale.
Elettoralmente qualcuno ne dovrà pagare il conto. Questo è chiaro. Ma chi?

Le prossime elezioni parlamentari, che probabilmente non sono lontanissime, ci daranno una risposta a livello nazionale. Intanto buone indicazioni ce le possono dare le elezioni locali che avverrano prima delle prossime politiche.
In particolare le elezioni per il consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia.

Perché proprio queste?
Per tre motivi:
- Sono regionali, non solo provinciali o comunali, quindi hanno già a che fare con realtà complesse;
- Il Friuli Venezia Giulia, per quanto piccolo, è una regione composita sia politicamente che socialmente che etnicamente;
- Queste elezioni si sono tenute ieri e oggi, quindi sono state direttamente e fortemente influenzate da quanto successo recentemente in Parlamento.

Per cui confrontare come si è votato in FVG a febbraio per Camera e Senato e come si è votato ora per la Regione è decisamente significativo.

Prima osservazione: il caos parlamentare ha influito negativamente sulla voglia di votare (altro che spingere i cittadini alla protesta nell'urna).
Qui le percentuali dei votanti:


Direi che i numeri sono significativi: basandosi su queste percentuali di votanti è chiaro che in numeri assoluti tutti i partiti hanno perso voti rispetto a febbraio. Nessuno escluso.

Ma come è andata a livello di percentuali per i vari partiti, visto che per la suddivisione dei seggi in consiglio regionale contano le percentuali?

Prima di vederle, proviamo a ragionare su cosa uno si potrebbe aspettare.

PD: Visti i casini combinati e le divisioni interne, dovrebbe perdere rispetto a febbraio.
PdL: Essendo di fatto Berlusconi il vincitore del poker presidenziale, dovrebbe guadagnare qualcosa.
SEL: Essendo stato il partito in Parlamento col comportamento più coerente e limpido, dovrebbe anche guadagnare qualcosa.
Scelta Civica: Qualcunque cosa abbia fatto in Parlamento, non si presenta per ora alle regionali, quindi non fa testo.
Lega Nord: È riuscita bene o male a tenersi fuori dalle beghe presidenziali, quindi potrebbe venir premiata.
M5S: O cresce perché è veramente venuto l'inciucio (leggasi votazione bipartisan per Napolitano) o crolla perché lo ha provocato (leggasi rifiuto di dialogare con chichessia), ma stabile non rimane.

E ora vediamo cosa effettivamente è avvenuto (1372 sezioni rilevate su 1374).


Cosa osserviamo?
Che per SEL, Lega e - anche se in misura limitata - PdL le previsioni logiche si sono anche viste nella pratica.
Il PD però invece che perdere, guadagna (anche se minimamente).
Il M5S crolla, come da una delle due probabilità espresse, ma crolla in maniera quasi catastrofica: dimezza la sua percentuale.

Ma questo non è tutto.
Sopra abbiamo visto i voti presi "direttamente" da PD e PdL. Ma i candidati presidenti regionali dei due partiti (Serracchiani per il PD e Tondo per il PdL) avevano una lista propria, affiancata a quella del partito principale. Se sommiamo i voti di queste liste "personali" a quelli di PD e PdL, otteniamo le seguenti percentuali:


Credo ogni ulteriore commento sia superfluo riguardo a chi gli elettori incolpino per lo stallo parlamentare.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Le fonti dei numeri sono queste:

4 commenti:

Silvia Azzaroli ha detto...

Uhmmmm sì direi che la situazione è abbastanza chiara. Sono felice per la Serrachiani, meno per l'aumento dei voti al PDL.

Mauro ha detto...

È aumentata la percentuale del PdL. I voti sono diminuiti per tutti i partiti, PdL compreso, a causa dell'altissimo astensionismo.

Serena ha detto...

Sinceramente, considerando che questo è un momento particolare, penso che queste elezioni non siano indicative. C'è troppa confusione e chi è confuse non può fare scelte sagge, utili e ponderate.

Mauro ha detto...

Beh... il fatto che l'elettorato abbia mandato il M5S in Parlamento in fondo ti da ragione.