lunedì 30 gennaio 2012

Il malinteso del costo dei Parlamenti

Da quando è di moda dare addosso alla casta (che Dio - se esiste - comunque la maledica ;-) ), si susseguono in ogni dove paragoni tra i costi dei Parlamenti e i numeri dei parlamentari nei vari paesi.
Tenendo conto che questo confronto è in buona parte impossibile, ogni studio in proposito costituisce solo soldi e tempo buttati via.
Ma allora perché tutti cercano di fare chiarezza in questo confronto, creano continuamente nuove tabelle e nuovi numeri? Come ad esempio un articolo di oggi su un blog che io generalmente apprezzo molto: Indovina: ... qual è il Parlamento più costoso d'Europa?
Ci sarà chi lo fa per ignoranza, chi per malafede, chi per non affrontare altri problemi... la maggioranza (come il blog di cui sopra) semplicemente perché è di moda, perché ci lascia trascinare dalla corrente.

Ma perché un confronto del genere è impossibile?

Molto semplice: perché i sistemi politico-amministrativi non sono identici, i compiti dei Parlamenti variano (e anche di tanto) tra un paese e l'altro.
Prendiamo l'esempio dell'articolo che ho citato sopra. Vi è un confronto tra Italia, Germania, Francia, Regno Unito e Spagna.

1) La Francia è uno stato centralizzato, come l'Italia, in cui le autorità locali hanno poteri limitati e il Parlamento è veramente sovrano. Quindi il confronto - sempre che si accetti che è un confronto indicativo e non assoluto - ci sta, va benissimo.
2) Il Regno Unito è un sistema particolare, ufficialmente centralizzato, ma con larghe autonomie, soprattutto per Scozia e Galles (la prima ha anche un proprio Parlamento e il secondo una propria Assemblea Nazionale). Quindi se vogliamo confrontare il Regno Unito con l'Italia dobbiamo conteggiare anche i parlamentari delle assemblee gallesi e scozzesi e i costi di queste assemblee, almeno nella percentuale che servono a coprire attività che in Italia o Francia sono appannaggio del Parlamento nazionale.
3) In Germania e Spagna la cosa è ancora più estrema: sono stati federali (la Germania di nome e di fatto, la Spagna non di nome ma - grazie alle amplissime autonomie regionali - di fatto), quindi in questo caso bisogna assolutamente contare nei costi del Parlamento (almeno se vogliamo confrontarlo con quello italiano) anche tutti i costi dei parlamenti regionali, tenendo conto che questi hanno vere e proprie funzioni legislative in tantissimi ambiti che da noi sono coperti dal Parlamento.

Per tacere di quando a inizio gennaio lessi sul Secolo XIX un confronto tra il numero di parlamentari italiani e quelli statunitensi... peccato che non tenesse conto che negli Stati Uniti ci sono 51 Parlamenti...

Saluti,

Mauro.

6 commenti:

Francesca ha detto...

Wirklich ist es so?
Auf jedem Fall.... gut zum Wissen.

Gruβ

Mauro ha detto...

Ja, es ist so :-)

Turz ha detto...

E il fatto che in Italia ci sono consigli regionali, provinciali, comunali e financo circoscrizionali dove lo mettiamo?

Regione / U.S. State / Bundesland
Provincia / County / Kreis
Comune / City/Township / Gemeinde

Quindi il confronto andrebbe fatto considerando tutta la struttura governativa (che poi è quella che davvero costa, perché ci "lavorano" centinaia di migliaia di persone, altro che 945 parlamentari).

Mauro ha detto...

Sbagliatissimo.
Vedo che anche tu cadi negli errori demagogici anti-Parlamento Italiano.

Punto primo: le strutture come quelle citate da te esistono dappertutto (almeno in Europa), non solo in Italia (circoscrizioni comprese, anzi in certi paesi si "dettaglia" ancora di più).

E poi distinguiamo le cose.

Io ho parlato di costi dei Parlamenti, non di tutta la struttura governativa.
E ho parlato di costi dei Parlamenti, non di costi dei parlamentari.
E per paragonare i costi dei Parlamenti altri a quelli del nostro, bisogna considerare tutte le funzioni svolte dal Parlamento italiano e vedere dove vengono svolte negli altri paesi.
E questo è quello che - correttamente - ho fatto io nel mio articoletto. Punto.

Poi cosa significa "struttura governativa"? Nel tuo commento mischi governo e amministrazione. Che sono due cose ben diverse tra loro.

Saluti,

Mauro.

Turz ha detto...

Poi cosa significa "struttura governativa"? Nel tuo commento mischi governo e amministrazione. Che sono due cose ben diverse tra loro.

Il problema è che ogni stato ripartisce governo e amministrazione in modi diversi nei vari livelli regionali/provinciali/locali.

Per dire, tutta la burocrazia dell'immatricolazione delle auto e dell'assegnazione delle patenti in Italia è gestita a livello di provincia, quindi 110 volte. In Germania a livello di Kreis, quindi in 402 sedi o roba del genere.

Oppure: il parlamento di Amburgo è anche consiglio comunale e provinciale. Che facciamo, dividiamo le spese per tre?

Mauro ha detto...

È appunto quello che sto dicendo io: a causa di queste differenze un vero confronto tra i costi dei Parlamenti non ha senso, è solo demagogia o fumo senza arrosto, a meno di non avere la pazienza di andare a vedere come sono divise le competenze tra le varie amministrazioni.

Per quanto riguarda l'esempio Amburgo: a grandi linee, sì, si dovrebbe dividere per tre.
Se poi si vuole essere più precisi si va a vedere quante risorse sono dedicate alle attività che in Italia sarebbero parlamentari, quante a quelle provinciali e quante a quelle regionali.
E si tiene conto per il confronto di cui sopra solo della percentuale dedicata alle attività "parlamentari".