venerdì 30 dicembre 2011

Cedo alla violenza...

...dei miei lettori.

L'ultimo messaggio che ho scritto qui sopra parlava di librerie online e di come io ritengo vadano usate. Senza neanche una parola sui libri digitali (e-books per chi non ama l'italiano :-) ). Anzi ai libri digitali non avevo minimamente pensato.

Però, a leggere i commenti, i miei lettori hanno deciso che il mio fosse un articolo contro l'editoria digitale.

E allora li accontento e racconto qui cosa ne penso.

Le due forme di libro, di editoria sopravviveranno entrambe, si affiancheranno e si completeranno a vicenda.

Per l'uso professionale (studio, lavoro, ricerca) prevarrà la versione digitale, in quanto la quantità di informazione in poco spazio, la velocità e flessibilità di consultazione sono qui più importanti di ogni considerazione di piacere sensoriale o intellettuale.

Per la lettura "ludica" (svago, informazione o istruzione per interesse/piacere personale, ecc.) continuerà a prevalere - a parte mode passeggere - l'editoria cartacea. Perché è un'attività che coinvolge tutti i sensi e non solo la vista. Perché la carta segue i nostri tempi (i bit, anche se ci illudiamo di controllarli, ci impongono i loro). Perché con la carta sentiamo di più il legame con la scrittura.

E non dimentichiamo due punti. Uno sanitario e uno tecnologico.

Per quanto la qualità degli schermi dei lettori digitali, dei computers e simili migliori a velocità impressionante, la lettura su schermo è (e molto probabilmente rimarrà) più stancante per gli occhi della lettura su carta con luce adeguata.

Infine, per dirla con Umberto Eco, la carta è in un certo senso tecnologicamente più avanzata dell'elettronica. Quest'ultima avrà sempre bisogno di energia per essere goduta e se non vi sono possibilità di ricarica... ciao. La carta non ha questi limiti.

Saluti,

Mauro.

2 commenti:

Aglaja ha detto...

E' vero: la carta non ha limiti!

http://www.youtube.com/watch?v=rznCPwkhau0

;-P

Mauro ha detto...

Provaci a farlo con Kindle o come diavolo si chiama!

:-P