giovedì 3 novembre 2011

Il malinteso generazionale

«S'ode a destra uno squillo di tromba;
a sinistra risponde uno squillo:» *

A destra si ringiovanisce il partito con Angelino Alfano segretario, a sinistra si vorrebbe ringiovanire il partito (ma forse l'intera politica) con Matteo Renzi.
Sia di qua che di là sembra che il primo merito debba essere quello della gioventù: 40 anni massimo, 45 forse, ma assolutamente non un mese di più.

Sinceramente, c'è qualcosa che non mi quadra. A me, sia dalla famiglia che dalla scuola (quella pre-Gelmini, per intenderci), è sempre stato insegnato che le qualità per fare politica ad alto livello fossero onestà, competenza, spirito di servizio, senso dello Stato (quando esisteva ancora quello con la S maiuscola), coraggio nel prendere decisioni e altre piccolezze simili.
Non mi ricordo che la gioventù sia mai stata considerata né un elemento positivo né negativo.

Del resto il governo attuale è forse quello con più giovani nella storia della Repubblica. Prendendo come limite i 45 anni di cui sopra: Prestigiacomo (45), Brambilla (44), Fitto (42), Gelmini (38), Carfagna (36), Meloni (34) e - fino a poco fa - Alfano (41). Più vari altri sotto i 50 o poco sopra.
Vi sentite ancora di sostenere che servano assolutamente politici giovani?

Del resto, dall'altra parte politica, cosa ha dimostrato Renzi (ma anche il suo semi-avversario Civati) di più di Bersani, Vendola & co.?
Solo due cose:
1) È più telegenico;
2) Sa usare meglio Facebook, Twitter & co.
Però, signori miei, i contenuti? Sarò antiquato e fuori dal mondo... ma prima vengono i contenuti, poi il contenitore.

Servono politici capaci e onesti. Che siano giovani o vecchi, poco importa. Tanto anche i giovani prima o poi diventano vecchi. L'alternativa non gliela auguro.

Saluti,

Mauro.

* A chi non riconosce l'incipit, peste lo colga :-) **

** E chi non riconosce neanche questa citazione... peste lo ricolga :-)

6 commenti:

TuristadiMestiere ha detto...

mi piace pensare che un giovane abbia tanti obiettivi da raggiungere, che sia ambizioso, che abbia voglia di fare e di sperimentare e che quindi, in una situazione di stallo (sotto tutti i punti di vista) possa rappresentare un'ancora di salvezza. Poi sarebbe bello credere che, giovani e meno giovani, fossero tutti talmente onorati di servire lo Stato italiano, da attenersi scrupolosamente a nobili principi come alcuni illustri (e mai dimenticati) predecessori. Ma comunque non è sbagliata la tua osservazione. Un saluto :D

A nomad ha detto...

io sono appestatissima!!

Paolo ha detto...

Evviva i giovani : http://www.youtube.com/watch?v=0EEhWevVc0M&feature=related

Mauro ha detto...

@ Turista

Chiaro che un giovane ha (o dovrebbe avere) più futuro e quindi più obiettivi.
Ma bisogna anche vedere quali sono questi obiettivi...

@ Nomade

E quando mai non lo sei?

@ Paolo

Quasi quasi, visto il Verdone giovane, vorrei un governo di ultranovantenni :-)

Anonimo ha detto...

Un giovane, d'altra parte, deve pensare ai suoi prossimi 40 anni. E quindi magari deve essere ancora più paraculo e furbetto/inefficace/venditore di fumo/scambiatore di favori/famelico di soldi di un politico che ha 60 anni e che, se venisse mandato a casa, qualcosa d'altro da fare la trova (per la sua esperienza), e non deve costruirsi a tutti i costi un futuro personale sgomitando a destra e manca perché il suo futuro non è visto da lui come un rischio.

Mauro ha detto...

Il rovescio della medaglia è i giovani dovrebbero avere speranze e ideali, i vecchi solo voglia di riposarsi.

Ma spesso non è così...