Da ateo dico: Dio ce la mandi buona.
O meglio: che Mattarella usi al massimo i suoi poteri (non assoluti, ma neanche trascurabili).
Saluti,
Mauro.
Visualizzazione post con etichetta ateo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ateo. Mostra tutti i post
venerdì 23 marzo 2018
Oggi si è insediato il nuovo Parlamento
Etichette:
ateo,
dio,
Italia,
Mattarella,
Parlamento,
poteri,
Presidente
mercoledì 28 febbraio 2018
Il divino astrologo
Il giuramento sul Vangelo di Salvini mi ha portato a fare qualche considerazione.
Premetto: io sono ateo, ma come quasi ogni italiano vengo da una cultura cattolica. Ergo i Vangeli fanno parte delle mie basi culturali.
Però c'è una differenza tra me e il cattolico medio: lui ha letto (sempre che li abbia letti) solo i Vangeli. Io ho letto tutta la Bibbia. Dalla Genesi fino all'Apocalisse di San Giovanni.
E in più ho letto estratti di altri libri cosiddetti sacri: Corano, Talmud, Veda.
Cosa posso dire al proposito?
Semplicemente che ai cosiddetti testi sacri puoi far dire tutto e il contrario di tutto. Esattamente come accade negli oroscopi.
Ergo: o Dio è un astrologo o i testi sacri poi tanto sacri non sono.
Saluti,
Mauro.
Premetto: io sono ateo, ma come quasi ogni italiano vengo da una cultura cattolica. Ergo i Vangeli fanno parte delle mie basi culturali.
Però c'è una differenza tra me e il cattolico medio: lui ha letto (sempre che li abbia letti) solo i Vangeli. Io ho letto tutta la Bibbia. Dalla Genesi fino all'Apocalisse di San Giovanni.
E in più ho letto estratti di altri libri cosiddetti sacri: Corano, Talmud, Veda.
Cosa posso dire al proposito?
Semplicemente che ai cosiddetti testi sacri puoi far dire tutto e il contrario di tutto. Esattamente come accade negli oroscopi.
Ergo: o Dio è un astrologo o i testi sacri poi tanto sacri non sono.
Saluti,
Mauro.
giovedì 25 maggio 2017
Può esistere una religione moderata?
Sì, lo so, nella vulgata comune il discorso moderato/radicale oggi riguarda solo l'Islam.
Ma al di là di ciò che io che scrivo, voi quattro gatti che mi leggete e chiunque altro possa pensare dell'Islam... la domanda riguarda obiettivamente la religione come concetto in sè. Al di là delle singole dottrine.
E la mia risposta è no: una religione non può essere moderata.
Una religione - qualsiasi essa sia - ha dei precetti, dei comandamenti (al di là del termine con cui vengono definiti, comandamenti restano... e per me, proveniente da una cultura cattolica - anche se personalmente ateo - il termine "comandamenti" rimane il più chiaro, il più comprensibile).
Quindi se uno è sincero credente in una qualsiasi religione... prende alla lettera detti precetti, detti comandamenti. Se è credente solo a parole, di quei precetti, di quei comandamenti in realtà non gliene frega nulla.
Ergo: il credente moderato non può esistere. Il credente può essere solo radicale. O non essere un vero credente.
Prima che fraintendiate: no, l'essere radicale non giustifica la violenza.
Il rispetto degli altri, anche se non condividono il tuo credo, deve essere patrimonio di qualsiasi essere civile - credente e non credente - quindi se uccidi in nome di un dio, qualunque esso sia, ciò dimostra solo che sei un povero bastardo, non che sei radicale (visto che un credente o è radicale o non è proprio, ma comunque la grande maggioranza dei credenti di qualsiasi religione non uccide nessuno, per fortuna).
Saluti,
Mauro.
Ma al di là di ciò che io che scrivo, voi quattro gatti che mi leggete e chiunque altro possa pensare dell'Islam... la domanda riguarda obiettivamente la religione come concetto in sè. Al di là delle singole dottrine.
E la mia risposta è no: una religione non può essere moderata.
Una religione - qualsiasi essa sia - ha dei precetti, dei comandamenti (al di là del termine con cui vengono definiti, comandamenti restano... e per me, proveniente da una cultura cattolica - anche se personalmente ateo - il termine "comandamenti" rimane il più chiaro, il più comprensibile).
Quindi se uno è sincero credente in una qualsiasi religione... prende alla lettera detti precetti, detti comandamenti. Se è credente solo a parole, di quei precetti, di quei comandamenti in realtà non gliene frega nulla.
Ergo: il credente moderato non può esistere. Il credente può essere solo radicale. O non essere un vero credente.
Prima che fraintendiate: no, l'essere radicale non giustifica la violenza.
Il rispetto degli altri, anche se non condividono il tuo credo, deve essere patrimonio di qualsiasi essere civile - credente e non credente - quindi se uccidi in nome di un dio, qualunque esso sia, ciò dimostra solo che sei un povero bastardo, non che sei radicale (visto che un credente o è radicale o non è proprio, ma comunque la grande maggioranza dei credenti di qualsiasi religione non uccide nessuno, per fortuna).
Saluti,
Mauro.
mercoledì 3 maggio 2017
La nuova vita di monsignor Charamsa
E Shevatas ci aveva visto giusto [1].
Un anno e mezzo fa avevo scritto del coming out di monsignor Charamsa.
Un anno e mezzo dopo detto monsignore rilascia un'intervista al settimanale tedesco Stern (intervista per ora disponibile solo sul cartaceo, pubblicata il 27.04.2017).
Intervista piena di arroganza e di pregiudizi contro la Chiesa (e se lo dico io da ateo... mentre Charamsa ci aveva mangiato dentro da 20 e passa anni!).
Ma la parte più interessante è all'inizio,quando il giornalista gli chiede come se la passa e Charamsa risponde (raccontando la sua nuova vita):
Molto bene! Vivo con il mio compagno a Barcellona e mi sto proprio ora occupando delle 19 traduzioni del mio libro. Mi piacerebbe molto scrivere ancora altri libri. Oltre a ciò ci sono le conferenze e gli articoli. Sono diventato un freelancer. E a 44 anni!
È proprio vero: Shevatas ci aveva visto giusto.
Saluti,
Mauro.
[1]
Non cercate la giusta predizione di Shevatas sul suo - comunque da leggere - blog. La sua predizione in questo caso la ha lasciata nei commenti al mio articolo di cui sopra.
Un anno e mezzo fa avevo scritto del coming out di monsignor Charamsa.
Un anno e mezzo dopo detto monsignore rilascia un'intervista al settimanale tedesco Stern (intervista per ora disponibile solo sul cartaceo, pubblicata il 27.04.2017).
Intervista piena di arroganza e di pregiudizi contro la Chiesa (e se lo dico io da ateo... mentre Charamsa ci aveva mangiato dentro da 20 e passa anni!).
Ma la parte più interessante è all'inizio,quando il giornalista gli chiede come se la passa e Charamsa risponde (raccontando la sua nuova vita):
Molto bene! Vivo con il mio compagno a Barcellona e mi sto proprio ora occupando delle 19 traduzioni del mio libro. Mi piacerebbe molto scrivere ancora altri libri. Oltre a ciò ci sono le conferenze e gli articoli. Sono diventato un freelancer. E a 44 anni!
È proprio vero: Shevatas ci aveva visto giusto.
Saluti,
Mauro.
[1]
Non cercate la giusta predizione di Shevatas sul suo - comunque da leggere - blog. La sua predizione in questo caso la ha lasciata nei commenti al mio articolo di cui sopra.
Etichette:
affari,
affarismo,
arroganza,
ateismo,
ateo,
Barcellona,
Charamsa,
chiesa,
coming out,
ipocrisia,
omosessualità,
pregiudizi,
Shevatas,
Stern,
Vaticano
Iscriviti a:
Post (Atom)
