martedì 26 novembre 2013

Lo strano rapporto dei tedeschi con la crisi

La Germania sta affrontando la crisi europea e mondiale con meno problemi di altri paesi. I motivi sono diversi (alcuni vanno a onore della Germania, altri vanno a suo disonore), ma non è mio scopo qui esaminare i perché o i per come.

Qui voglio parlarvi di un effetto psicologico che la crisi ha su molti tedeschi.

Premetto che la crisi comunque si sente anche qui, non forte come altrove (anzi), ma il precariato per esempio è aumentato come è aumentato il numero di coloro che hanno bisogno di sostegno dai servizi sociali (che poi il sostegno lo ottengano anche, è un altro paio di maniche).
Però la maggioranza dei tedeschi vive ancora bene.
La grande maggioranza di coloro che hanno un lavoro fisso non ha particolari preoccupazioni e gli stipendi del cosiddetto "ceto medio" sono superiori che altrove (Scandinavia esclusa).

Eppure c'è gente che stringe la cinghia mentendo a sé stessa.
Gente che guadagna anche 80-100000 € (lordi) l'anno e che rinuncia a cose che prima della crisi si concedeva o che va alla ricerca di prodotti più economici o di offerte speciali perché "con la crisi non ce la si fa più ad arrivare a fine mese". Quanti ne sento che ragionano così!
Eppure, grazie alla crisi, per il cittadino medio addirittura la vita è diventata meno costosa (i prodotti importati costano meno e per quelli tedeschi la concorrenza tra produttori è diventata più aspra).

Eppure... non ce la fanno ad arrivare a fine mese.
Boh, forse i soldi che guadagnano evaporano da soli, oppure hanno una data di scadenza (antecedente alla fine del mese, evidentemente!) o altro fenomeno misterioso analogo.

Io appartengo alla categoria di persone (come ceto, non come lamentosità!) di cui sopra e rispetto al 2008 (anno di inizio della crisi) oggi posso permettermi, qui in Germania, di più di quanto potevo permettermi cinque anni fa (pur pagando più tasse rispetto a cinque anni fa).

Saluti,

Mauro.

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