domenica 17 novembre 2013

La nostra omofobia quotidiana

A due passi da casa mia c'è una birreria (la classica Kneipe tedesca, che in realtà ricorda più la vecchia taverna che la birreria come la intendiamo noi italiani).
Questo tipo di locali non sono la mia passione, anzi, ma quando ho voglia di una birra fresca e non ho voglia di muovermi... mi faccio i cinquanta metri fino all'angolo della strada e mi prendo una bella birra e magari mi faccio due chiacchiere con l'ostessa (romena) o con altri clienti (tutti rigorosamente coloniesi). Poi dopo una birra, massimo due, me ne torno a casa e praticamente mi dimentico di esserci stato, tanto anonima quant'è.
L'unica cosa che veramente mi piace di questo locale è la musica: non le classiche canzoni in dialetto coloniese tipiche qui di questi locali, ma musica internazionale degli anni '70-'80 (raramente '90).

L'altro giorno però non mi sono dimenticato tanto facilmente di esserci stato.
E di ciò è "colpevole" Elton John. Elton John non è il mio idolo assoluto (di idoli ne esiste uno solo e si chiama Bob. Bob Dylan.) ma è un cantante che apprezzo molto. Ma qui non conta il suo valore musicale e neanche il mio gusto musicale.

Appena è uscita dalle casse la voce di Elton John, l'ostessa è saltata su dicendo "che schifo!". Io ho pensato che non apprezzasse Elton John, cosa legittima anche se la reazione mi è sembrata eccessiva.
No, purtroppo, a lei della musica di Elton John non interessava nulla... lo "schifo" era che si osasse trasmettere la musica di un "frocio" :-(

Io, purtroppo o per fortuna, in casi del genere non riesco a tenere la mia boccaccia chiusa e ho reagito.
Comunque, prima di entrare in discorsi morali su etero- o omosessualità, ho provato a rimanere in tema musicale e le ho detto "Ma, scusa, se la musica è buona, che te ne frega del resto? Ascolta la musica e non pensare ad altro".
E lei, no, a dire che no, non si può, la musica non conta, Elton John è una persona schifosa.

A quel punto allora sono passato a dirle quello che veramente penso: "Senti, Mariana, io e te siamo nati etero, lui è nato omo. Dove sta il problema? Può piacere o non piacere, ma è natura, come il nascere maschio o femmina."
La sua risposta mi ha lasciato senza parole (e chi mi conosce sa che è difficile lasciarmi senza parole): "No, non è nato così. Non si può nascere così. Non si nasce così".

Una cosa del genere non la avevo mai sentita neanche dai più retrogradi e fondamentalisti esponenti del cattolicesimo o dell'islam.

Come detto, sono rimasto senza parole.
Del resto, quando senti un'affermazione del genere, hai solo due scelte. O te ne vai o ammazzi la persona che l'ha fatta.
Ho preferito (forse vigliaccamente) andarmene.

Saluti,

Mauro.

12 commenti:

Serena ha detto...

Purtroppo l'omofobia è veramente ovunque. Probabilmente avrai letto della bimba affidata a una coppia omosessuale. Bene si è scatenato un putiferio: sembra quasi che la bambina sia stata abbandonata in mezzo al deserto dei Gobi!
Ma nessuno si prende la briga di ricordare quanti sono stati i casi di bambini affidati a "splendide" coppie etero e che hanno subito violenza? E non parlo solo di violenza fisica ma anche psicologica.
Magari sarò malata ma dal mio punto di vista non c'è niente di sbagliato e per, almeno, un paio di motivi. Intanto una coppia omosessuale, dovendo affrontare un mondo omofobo è probabilmente più forte, unita e stabile di una coppia etero. Poi la bambina crescerà senza pregiudizi. Magari a scuola la prenderanno in giro ma a chi non è successo? Ripeto, io non ci trovo nulla di così orrendo. E' una bambina che ha trovato una famiglia. Solo una famiglia.

Andrea Toso ha detto...

Se fosse capitato a me ora ti scriverei dalla galera. Un omofoba donna dell'est e' cio' di più disgustoso possa esistere. Eppoi io amo Elton John

Mauro ha detto...

Andrea, ti confesso, ho fatto la mia bella fatica a trattenermi...

Mauro ha detto...

Serena, la cosa più grave è che molti media scrivono le cose in maniera da far passare quest'affidamento come fosse un'adozione (al di là dei discorsi morali, in Italia l'affidamento a una coppia omosessuale è legale, l'adozione da parte di una coppia omosessuale per ora illegale).
Insomma, si cerca di far passare la cosa per ciò che non è in modo che venga ritirata.
Che schifo :-(

Serena ha detto...

Forse sono ottimista ma penso che la maggior parte delle persone conosca la differenza tra affidamento e adozione.

Mauro ha detto...

Ma io infatti non dubito di ciò.
Ciò che dico è che la stampa ha commentato la cosa con l'obiettivo di far credere che sia un'adozione...

Serena ha detto...

La cosa ancora peggiore è proprio che la stampa ne abbia parlato, putroppo. Quanti bambini saranno stati dati in affidamento in questa settimana? Eppure il solo di cui abbiano parlato è quello della coppia omosessuale. :-(

Mauro ha detto...

Vedi, a mio parere non è negativo che se ne sia parlato.
Per l'Italia è una piccola rivoluzione, quindi è una notizia... ma c'è modo e modo di darla.
In teoria - nel migliore dei mondi - ogni notizia andrebbe data in maniera neutra.
Una notizia del genere, in mancanza di neutralità, avrebbe dovuto avere un accento tendenzialmente positivo... invece... :-(

unitalianoinsvezia.com ha detto...

I hate the word homophobia.
It's not a phobia.
You are not scared; you are an asshole.

:-D

Mauro ha detto...

Daniele, hai assolutamente ragione, ma io ho scritto per farmi capire... purtroppo se non avessi usato la parola "omofobia" molti avrebbero pensato a uno sproloquio senza senso, non avrebbero proprio capito ciò che volevo dire :(

Serena ha detto...

A mio parere, invece, parlarne serve solo a sottolineare "l'anormalità". I giornali non riportano casi di affidamento da parte di coppie etero, proprio perchè rientrano in quello che per la società è "normale". Invece, una coppia di donne che prende in affidamento una bambina è (per la maggioranza) una notizia eclatante. Io voglio sperare che sia stata data soltanto per riempire uno spazio vuoto sul giornale... lo spero ma non ci credo.

Mauro ha detto...

Non concordo.

Parlarne in maniera corretta significa testimoniarne la "novità", non l'"anormalità".
E una novità è una notizia.

Tutto sta a come ne parli. E la stampa ne ha parlato nel modo sbagliato (cioè tentando di far credere che sia avvenuta una cosa illegale, al di là di ogni giudizio morale).