sabato 2 marzo 2013

Urlatori alla sbarra

No, non mi metto a fare il critico cinematografico su film di più di cinquant'anni fa, non temete.
Voglio solo ritornare sulle incasinate elezioni parlamentari italiane di pochi giorni fa.

Grillo col suo Movimento 5 Stelle è stato il chiaro vincitore. Su questo siamo tutti d'accordo, sia chi ne è contento sia chi no.
Oggi mi sono un po' riguardato come era stata fatta la campagna elettorale. E anche cosa sa (o sembra sappia) l'elettore medio dei vari partiti e programmi.
Bene, l'elettore medio ne sa ben poco. Molto poco.

Torniamo al M5S e prendiamolo come esempio.
Ha un programma e ha delle idee (che poi sono quelle di Grillo e Casaleggio, il M5S non ha diritto di parola in proposito... ma facciamo finta che...). Questo programma e queste idee possono essere condivisibili o meno, possono essere realizzibili o meno... ma quanto sono conosciuti da chi ha votato M5S?
Certo, gli slogan e i tormentoni di Grillo sono noti a tutti, ma quanti hanno letto tutti i 20 punti del cosiddetto programma? Quattro gatti, anzi quattro grilli.
Però gli slogan e i tormentoni sono stati urlati. Urlati molto forte. E tutti li hanno sentiti.
E qui sta il problema.

Se Grillo e il suo M5S avessero portato avanti lo stesso identico programma, con le stesse identiche idee e usando gli stessi identici strumenti (cioè la rete e le piazze) però senza urlare e insultare bensì discutendo, dialogando, spiegando... i voti presi sarebbero stati un terzo, la metà a voler essere generosi.

Perché?
Perché per l'elettore italiano (e non solo, comunque) medio il saper farsi sentire (anche senza contenuti) è un valore, non l'aver qualcosa da dire.

Del resto guardiamo la storia recente.

Berlusconi ha sempre ottenuto i migliori risultati urlando e insultando... le poche volte che si è mostrato responsabile e sobrio ha perso voti.
La Lega idem: con insulti e urla aveva raggiunto cifre impressionanti, ora che urla meno e insulta poco ha a malapena il 4%.
Anche nel centrosinistra: partiti come Rifondazione Comunista e l'Italia dei Valori hanno avuto i loro momenti d'oro quando urlavano e sbraitavano, non quando spiegavano e discutevano.

Meditate, elettori, meditate.

Saluti,

Mauro.

1 commento:

shevathas ha detto...

E ciò avviene perché l'italiano non vuole un politico che amministri, vuole un bersaglio contro cui scaricare tutta la sua rabbia, giusta o sbagliata che sia. Vuol sentirsi dire: non è colpa tua se dormivi durante le lezioni alle superiori e all'università ti sei iscritto in un corso di laurea dove per avere il titolo bastava raccogliere i punti del supermercato e nonostante ciò sei stato 6 anni fuoricorso. Se non ti hanno fatto immediatamente CEO appena laureato la colpa è di $Politico che...