sabato 15 maggio 2010

La caduta del muro

Nell'ultimo paio di settimane vi ho costretto a seguire le mie "pene d'amore", usando questo spazio come valvola di sfogo.

Ora è il caso di tirare le somme, di scrivere un "finale".
Non un finale nel senso che ho trovato un interruttore e ho spento i miei sentimenti. Un interruttore del genere non esiste. Non esiste per me come per nessun altro. I sentimenti o rimangono, rafforzandosi, o si affievoliscono lentamente fino a rimanere solo un dolce (o triste) sottofondo, un ricordo che ci portiamo dentro.

Questo finale che sto scrivendo è un'altra cosa. È la riconquista della lucidità, la possibilità di ricominciare a guardare le cose con un certo distacco.
E questo grazie a un evento che - sinceramente - avrebbe potuto anche portare tutt'altri risultati. Peggiori e pericolosi. Non è successo. Forse sono più forte di quel che credevo, forse è una logica conseguenza del comportamento veramente corretto di lei, forse è solo fortuna e né io né lei c'entriamo col ritorno della lucidità.
Però lunedì 10, per il mio compleanno, la ho rivista.
E ho potuto guardarla negli occhi senza fare o dire idiozie
Rivederla è stato un dolore. Ma un dolore in fondo bellissimo. Quasi terapeutico oserei dire. E ora posso ricominciare a guardare avanti.

Questo finale parte da molto lontano. La storia che vi racconterò comincia una quindicina di anni fa. In un altro paese, in un altro tempo, in un altro Mauro.
Soprattutto, forse, in un altro Mauro.

A quell'epoca ero innamorato, anzi fidanzato. Le cose finirono molto male e lasciarono ferite e conseguenze profonde. Non tutte le ferite si rimarginano senza lasciare segni. Le cicatrici non sempre spariscono.
E decisi di non innamorarmi più. Cominciai a costruire un muro intorno al mio cuore. Un muro per proteggermi e sentirmi forte.
Un paio di anni dopo provai a guardare oltre il muro... ma non poteva andare bene: volevo essere amato senza dover amare a mia volta.
E alzai e rinforzai ulteriormente il muro. Un muro senza porte e finestre. Che bloccava me, ma bloccava anche l'eventuale donna della mia vita: chi poteva riuscire a entrare in me se prima sbatteva contro un muro?
L'amore, quello con la "A" maiuscola, mi impedivo tanto di darlo quanto di riceverlo.

Siamo sinceri, non è che abbia dimenticato l'esistenza delle donne... non sono né un santo, né un eremita.
E i richiami della carne li sento anch'io
Però non c'era strada per il mio cuore. Solo un muro intorno.
Le donne non volevo amarle, ma ho comunque sempre cercato di rispettarle... cercando di essere chiaro e non nascondendomi. Non sono certo mancati - come logico - nel corso degli anni malintesi e incomprensioni, però sotto questo punto di vista credo in vita mia da avermi da rimproverare relativamente poco, anche se qualcuna per colpa mia ha sofferto.

Comunque, quindici anni sono una vita. Vivendola a questo modo ci si secca dentro. Si comincia col rifiutare di amare, di innamorarsi e si finisce col non saper più amare. Si cerca di essere un giardino senza fiori e si diventa un deserto.

Poi accadde l'imprevisto. L'estate scorsa conosco una persona che capisco subito avere qualcosa di speciale, qualcosa di più.
Però c'è sempre questo vecchio robusto muro...
Piano piano il muro comincia a creparsi, non è più così solido, qualche mattone comincia a cadere...
Fino a che un giorno mi ritrovo solo un cumulo di macerie: il muro è crollato.

Ma non credetevi che sia così facile... sì, il muro era crollato... ma c'era ancora una maledetta sporca cosa chiamata orgoglio... tanti anni fa avevo deciso di non innamorarmi più e quindi non potevo cedere così facilmente. Non potevo semplicemente andare da una donna e dire "Mi sono innamorato di te", come fosse la cosa più naturale del mondo.
Non è per niente la cosa più naturale del mondo. Soprattutto per chi aveva deciso che non ci si deve proprio innamorare.

Però alla fine, se una persona non è masochista, l'orgoglio scende a più miti consigli e i sentimenti ottengono lo spazio che meritano.
Così... anche se con estrema fatica e (sinceramente) da imbranato un giorno ho preso il coraggio a due mani e mi sono fatto avanti. Anche gli ultimi spuntoni del muro erano crollati.
Mi sono sbloccato. Al di là della risposta che in seguito avrei ricevuto... ero di nuovo capace di amare. E soprattutto volevo di nuovo amare.

E questo, al di là di tutto, è un grandissimo regalo che mi ha fatto questa donna senza rendersene conto.

Il momento più importante è stata però la sera in cui ci siamo incontrarti per chiarirci, dopo che lei all'inizio aveva chiesto tempo.
Quella sera ho saputo dire a una donna, dopo secoli in cui non volevo neanche pensarlo, "Ti amo" guardandola negli occhi. Due parole che avevo cancellato dal mio vocabolario.
Sì, il muro era veramente e completamente caduto.

Purtroppo sapevo comunque già che avrei ricevuto un no. E quel no lo ho ricevuto.
Quello che non mi sarei mai sognato è il modo in cui lo ho ricevuto: chiaro, esplicito ma condito con un tatto, un rispetto e un affetto che non avrei mai ritenuto possibili in una situazione del genere.
Pur avendo io ricevuto un no, quella sera e il dialogo di quella sera rimarranno sempre nel mio cuore come un bellissimo ricordo.
Quella sera, quel no mi hanno fatto capire che non solo quel muro era crollato, ma che non sarebbe mai più stato ricostruito. Non verrà più ricostruito perché grazie a lei ora so che donne eccezionali, degne di essere amate ne esistono.

Come ha detto una persona a me carissima, che mi legge dentro come fossi un libro aperto... col suo farmi innamorare e col suo rifiutarmi questa donna "ha fatto la fortuna della prossima".
Certo, io avrei preferito che lei facesse la sua stessa fortuna e non quella della prossima (anche perché è evidente che in questo momento non può ancora interessarmi l'esistenza - virtuale o reale che sia - di una "prossima"), però in questa frase credo ci sia un fondo neanche piccolo di verità... sempre che sia una fortuna trovare uno come me

Comunque, il comportamento di questa donna le ha guadagnato il mio rispetto e ammirazione assoluti, a vita. Qualunque cosa succeda avrà sempre un posto speciale in me e sarò sempre pronto a fare tutto per lei, per la riconoscenza che a questo punto le devo. Indipendentemente dal fatto che io sia un innamorato, un amico, un conoscente o qualsiasi altra cosa.

In questo momento in fondo non me ne rendo ancora conto, ma grazie a questa storia sono rinato. Non sono più un arido deserto, tutto è possibile ora.

E so che ora con lei si potrà sviluppare una splendida amicizia.
Tutto ciò che le chiedo è un po' di pazienza. Non la pazienza di aspettare, ma la pazienza di accompagnarmi in questo cammino che mi porterà dall'innamoramento all'amicizia. Amicizia vera.
Quanto lungo sarà questo cammino non lo so. So però che, se ci sarà la pazienza di cui sopra, il raggiungimento della meta è garantito.
Io la mia parte, il mettere da parte lo stupido orgoglio che porta a volere o tutto o niente, la sto facendo. Con fatica, ma la sto facendo.

Spero sinceramente che lei leggerà questo lungo messaggio. Ho la presunzione di pensare che molte cose che ho scritto qui sopra le potranno far piacere.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Sono distrutto dalla fatica... ci ho messo più di tre giorni a scrivere questo messaggio. Certe volte una maratona o un ironman sono molto più leggeri, meno faticosi del liberarsi l'anima...

5 commenti:

Enzo Costa ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Aglaja ha detto...

Una fatica che però ti ha alleggerito degli ultimi pesi che portavi dentro :-)
Si apre un nuovo capitolo nel libro della tua vita: ti accompagneremo con affetto nel corso della scrittura.
Un abbraccio
A.

P.S.: per errore avevo postato il mio commento dall'account di Enzo. Ho rimediato cancellandolo

Mauro ha detto...

Cara Aglaja, stanotte quando ho portato le ultime correzioni al testo già pubblicato alla fine ero veramente stanco anche fisicamente... in quel momento, più che alleggerito ero come svuotato.

Ma mi sono alzato presto lo stesso :-)

Un abbraccio,

Mauro.

P.S.:
Mi sembrava strano che Enzo commentasse testi del genere, infatti ;-)

Aglaja ha detto...

Eh già, la sentimentale della premiata ditta "Lanternino&C." c'est moi! :-D

A.

Mauro ha detto...

Aglaja la tenerona :-D