venerdì 20 ottobre 2006

Prodi e il velo

Prodi ha dichiarato di non avere nulla contro il velo, purché il volto rimanga riconoscibile.
Si parlava, logicamente, di Islam, visto che c'era chi voleva proibire l'uso del velo in pubblico in quanto ostentazione di simbolo religioso.

All'affermazione di Prodi sono seguiti apprezzamenti per la dimostrazione di equilibrio oppure accuse di cedimento all'Islam.

Il vero contenuto dell'affermazione di Prodi non lo ho visto però sottolineare da nessuno: la scoperta dell'acqua calda.
Sì, se leggete bene le parole di Prodi, vi accorgerete che in realtà non ha detto nulla di importante.

La riconoscibilità del volto è già imposta (giustamente!) per legge. Chi dovesse andare in giro a volto coperto (burqa, passamontagna o altro che sia) commette già reato. Non serve nessuna legge, nessun intervento di nessun tipo per impedire alle donne musulmane di coprirsi il volto. Basta semplicemente applicare leggi esistenti da molto prima che nascesse il "problema islamico".

Non avere nulla in contrario al velo sulla testa? Beh, dato che Prodi è cattolico praticante mi sarei stupito del contrario. Perché se si imponesse di toglierlo alle donne musulmane... beh, si dovrebbe imporlo a tutte le donne.
Ve li immaginate i carabinieri aspettare le suore fuori dai conventi per imporgli di togliersi il velo? O la polizia fare lo stesso con le tante donne soprattutto anziane che ancora oggi si mettono il velo per andare a messa?

Beh... Prodi ha scoperto l'acqua calda, ma a quanto pare questa acqua calda è stata tanta manna per giornalisti e politici per poter svicolare da notizie e problemi molto più importanti.

Saluti,

Mauro.

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