mercoledì 19 febbraio 2014

Non abusiamo della parola innovazione

L'innovazione, il progresso tecnico (accanto a quello scientifico) sono sicuramente cose importanti, importatissime.
Non sono certo io a negarlo, che nell'innovazione tecnica ci lavoro.

Un articolo letto oggi mi ha fatto però pensare che la parola "innovazione" venga decisamente abusata.

L'articolo in questione è "Se le nuove innovazioni non provocano crescita" pubblicato da Thomas Manfredi su Linkiesta e che è a sua volta la recensione di un articolo più impegnativo scritto da Robert J. Gordon del National Bureau of Economic Research: "Is U.S. Economic Growth Over? Faltering Innovation Confronts the Six Headwinds" (purtroppo a pagamento).

La tesi in sostanza è che, contrariamente a quanto viene sempre detto, non sempre l'innovazione è causa di crescita economica.
Non ho letto l'articolo di Gordon, quindi non so se le sue argomentazioni siano convincenti o meno (non mi stupirebbe comunque se fossero convincenti di base ma lui le avesse "tirate" un po' nelle conclusioni).

Questo articolo però mi ha fatto venire un pensiero a margine: appunto che la parola "innovazione" è abusata.
Usualmente si pensa che ogni brevetto sia innovazione, anzi molti pensano che siano innovative anche idee che non arrivano a diventare brevetto.
Giusto, molti brevetti sono innovativi.
E giusto, anche molte idee che non arrivano al brevetto sono innovative.
Ma sbagliato, non tutti i brevetti e le idee sono innovativi.

Molto non è innovazione, ma solo modifica, evoluzione, miglioramento.
E anche molte di queste cose possono (anzi, devono) arrivare a essere brevetto, perché contengono qualcosa di nuovo che merita protezione.

La vera innovazione però non "contiene qualcosa di nuovo".
La vera innovazione è "nuovo" e basta.

Saluti,

Mauro.

3 commenti:

  1. Probabilmente sono io a non capirne il senso profondo. Magari è la traduzione che è stata curata male ma mi domando come di faccia a scrivere "... nuove innovazioni...".
    Venendo al tuo articolo, Mauro,sono in parziale disaccordo con quello che hai scritto.
    Concordo pienamente sull'affermazione che la parola innovazione sia usata a sproposito ma non condivido la conclusione: innovazione significa:
    "Modificazione, perlopiù in meglio, dello stato di cose esistente SIN rinnovamento, riforma". Quindi non è detto che l'innovazione debba essere necessariamente qualcosa di "nuovo".

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  2. Io uso la parola in senso scientifico-tecnologico, in base al quale un'innovazione deve veramente cambiare qualcosa (è un piccolo miglioramento non è un vero cambiamento).
    Certo che se rimaniamo nel linguaggio quotidiano vale quanto da te scritto.

    Per quanto riguarda "nuove innovazioni" difendo Manfredi :)
    Vero la frase può risultare ambigua, ma lui lì intende "nuove" come "recenti", "ultime temporalmente".

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  3. E, allora, poteva e doveva usare un sinonimo. Se non li conosce, esiste Thesaurus...

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