sabato 13 gennaio 2018

Un dubbio sull'antisemitismo

O meglio su quello che si spaccia per tale.

Se io dico o scrivo qualcosa di negativo sullo stato di Israele o su certi comportamenti di determinate frange della popolazione israeliana vengo subito tacciato di antisemitismo e nessuno mi contesta sui fatti (anche quando ciò che dico o scrivo non ha niente a che fare con l'ebraismo o con la popolazione israeliana nel globale).

Se io dico o scrivo qualcosa di negativo sull'autorità palestineste o su certi comportamenti di determinate frange della popolazione palestinese invece nessuno mi accusa di antisemitismo e vengo contestato direttamente sui fatti (anche se dovessi contestare l'islamismo o la popolazione palestinese nel globale).

Eppure anche i palestinesi musulmani (e anche i palestinesi e gli israeliani cristiani, per la verità) sono semiti.

Questo doppiopesismo per me è sufficiente ragione per essere pro palestinese.

Saluti,

Mauro.

6 commenti:

  1. Uhm, qui non mi hai convinto. In teoria dovresti essere a favore degli uni o degli altri non in generale ma in relazione a ogni singolo specifico fatto.

    Cosa significa per te "pro palestinese"? Intendi dire che il popolo palestinese deve poter avere uno Stato (e figurati se un indipendentista come me potrebbe non essere d'accordo) o intendi altro?

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    1. Intendo due cose.

      1) Il popolo palestinese deve avere uno stato. Ma questo lo ho già detto un sacco di volte e non è il tema di questo articolo.

      2) Se uno mi accusa di essere antisemita perché sono contro certi atteggiamenti israeliani... allora il problema è lui, non sono io. Ed è questo che intendo con l'articolo. E soprattutto è questo (che è purtroppo l'atteggiamento generale) che mi porta a difendere i palestinesi anche dove in realtà avrebbero torto.

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  2. Tu fai una critica a certi atteggiamenti israeliani e uno ti dà dell'antisemita. Questo è chiaramente un errore. E fin qui nel tuo ragionamento tutto bene. Quello che non mi quadra è come reagisci all'errore. Difendi i Palestinesi, sempre, anche quando hanno torto. Ma questo è anch'esso un errore. No?

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    1. Non ho detto da nessuna parte che li difendo sempre è comunque.
      Ho solo detto che questo doppiopesismo è un elemento in più a loro favore per me.

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  3. L'hai scritto qui sopra (o almeno io l'ho interpretato così):

    "...è questo (che è purtroppo l'atteggiamento generale) che mi porta a difendere i palestinesi anche dove in realtà avrebbero torto."

    Probabilmente volevi dire una cosa diversa.

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    1. Ammetto che questa mia è assolutamente una formulazione infelice e ambigua, ma quello che intendevo è che i loro torti (e ce ne sono, eccome se ce ne sono, vedasi per esempio le posizioni di Hamas) a mio parere hanno ben meno peso rispetto alla falsificazione della logica (e della realtà) che Israele è riuscito a impiantare nella mentalità occidentale col suo vittimismo. E di cui questo doppiopesismo è uno dei migliori esempi.

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