sabato 16 dicembre 2017

Io sono genovese

Io sono genovese e in quanto tale ligure.
In quanto ligure sono italiano.
In quanto italiano sono europeo.
In quanto europeo sono cittadino del mondo.

Chi vuol capire capisca.
Chi non vuol capire peggio per lui.

Saluti,

Mauro.

3 commenti:

  1. Ecco, io sono uno di quelli che non ha capito cosa volevi dire. Anch'io posso dire la stessa cosa: sono milanese, quindi lombardo, quindi europeo, quindi cittadino del mondo. Ovviamente ho saltato il passaggio dell'italianità ma alla fine non cambia nulla. Potrei anche dire: sono maschio, quindi umano, quindi animale, quindi vivente, quindi aggregato di cellule, quindi aggregato di molecole, quindi aggregato di atomi, quindi aggregato di particelle subatomiche, quindi elemento dell'universo. Però è tanto logico quanto banale. Quello che dici tu e che dico io è sempre vero. Mica che esiste qualcuno che non è cittadino del mondo. O no? Cosa mi sto perdendo?

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    1. E hai sbagliato a saltarlo.
      Tu hai tutto il diritto di giudicare l'Italia come una cosa negativa, però in Italia sei nato.
      E vista la tua età (credo tu sia qualche anno più giovane di me) direi che vi sono nato anche i tuoi genitori, nonni e bisnonni.
      Cosa voglio dire?
      Che tu quel fatto puoi considerarlo negativo, ma non puoi ignorarlo. È lì e fa parte della tua storia.

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  2. Aspetta, aspetta. Tu hai fatto un post intitolato "Io sono genovese", parti da lì e arrivi a dire che sei cittadino del mondo. Pensavo che il senso fosse questo, diciamo, andare dal particolare all'universale. Io ho saltato un passaggio, quello dell'italianità, ma arrivo alla stessa conclusione, l'essere cittadino del mondo. Non è che dal titolo e dal contenuto si potesse capire che il passaggio centrale fosse quello dell'essere italiano. Almeno, io non l'ho capito.
    Ora, quanta gente come me conosci? Intendo, un indipendentista lombardo che non sia leghista e non sia nazionalista? Mi sa non molti. Se guardiamo la cosa dal punto di vista della cittadinanza sono un cittadino italiano, non c'è dubbio, lo dicono i miei documenti. Se guardiamo la cosa dal punto di vista del cuore io sono solo lombardo, ma non italiano. Sono del 1970, sono nato qui, idem i miei genitori, i miei nonni e i miei bisnonni. Però all'epoca mica c'è stato un referendum, mica si è potuto scegliere, mica qualcuno ha chiesto qualcosa ai miei avi. La creazione dell'Italia è stata un'operazione artificiale, voluta da pochi senza nemmeno interpellare la volontà della maggioranza. Ecco, questa cosa a me non è piaciuta. La posso cambiare? No. La posso criticare? Certo che sì. E certamente posso promuovere l'idea che la Lombardia sia un giorno uno Stato indipendente.

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