mercoledì 13 luglio 2016

Ferrovie locali e tafazzismo italico

Tutti avete avuto notizia del tragico incidente ferroviario in Puglia. Non serve che vi indichi dove leggerne.

La maggioranza dei servizi e dei commenti mettono in evidenza l'arretratezza della situazione italiana e meridionale in particolare.
Ma siamo sicuri che sia veramente così?
L'amico Layos ha riportato qui un'interessante testimonianza al proposito (pubblicata originariamente su Facebook da Davide Piancone).

Io non conosco le ferrovie locali pugliesi, quindi non so se Piancone abbia ragione o meno anche se sembra sapere di cosa parla.
Però come i miei lettori sanno conosco molto bene quelle locali tedesche (e in Italia quelle liguri e lombarde).
Bene, i tedeschi oggi come oggi da noi hanno solo da imparare (soprattutto dai lombardi, ma anche dai liguri).

E ciò - con poche eccezioni - vale per i trasporti in generale, non solo per le ferrovie locali.
Il problema è che i tedeschi sono sempre uniti a nascondere i problemi sotto il tappeto (e, se non si può, a trovare un singolo capro espiatorio da sacrificare), noi italiani amiamo sbatterceli in faccia l’un l’altro, facendo di ogni cosa una sceneggiata politica.

Anche se spesso - anzi molto spesso - siamo migliori dei nostri vicini (sì, anche di quelli a nord).

Però siamo esterofili e italofobi.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Esempio tipico: il turista italiano in Germania vede un treno pulito e uno sporco... di sicuro considererà quello sporco come eccezione casuale. Tornato a casa vede gli stessi due treni in Italia: di sicuro considererà quello pulito come eccezione casuale. Peccato che molto probabilmente la realtà sarà l'opposto.

6 commenti:

Paolo Restuccia ha detto...

A rafforzare la tua testimonianza (anche se sono ben conscio che un caso solo non fa statistica), quest'anno subito dopo Pasqua sono andato a una conferenza (molto vicino a Colonia, tra l'altro :-D) e, con le altre persone del gruppo, avevamo deciso di prendere l'aereo per Francoforte e successivamente proseguire in treno fino al luogo della conferenza. Risultato: una volta arrivati a Francoforte scopriamo che il treno che avevamo prenotato era stato cancellato, ne avevamo preso un altro che però strada facendo aveva accumulato un ritardo tale da credere di farci perdere la coincidenza successiva e, infine, abbiamo scoperto che anche l'ultimo treno che dovevamo prendere era in ritardo e in questo modo siamo riusciti a non perderlo. Dopo tutto questo, mentre ero alla conferenza, abbiamo parlato con un ricercatore tedesco raccontandogli l'accaduto e lui ci ha confermato che non è stata solo sfortuna, ma in media i treni tedeschi sono alquanto inefficienti e spesso in ritardo. I nostri luoghi comuni sono caduti come un castello di carte appena sfiorato. :-)

Per quanto riguarda il link che hai riportato, non ho alcun dubbio sulla veridicità della testimonianza riportata (sicuramente ha più il polso della situazione di noi che non abbiamo mai frequentato quella tratta). C'è da dire però che un sistema di controllo di un binario unico gestito esclusivamente da esseri umani è già di per sé un sistema ad alto rischio di possibili errori. Quello che non capisco è come mai, in attesa del raddoppio del binario, non abbiano implementato un sistema di controllo automatico che potesse semplificare la vita al personale ferroviario.

Jonny Dio ha detto...

Quando muore, era sempre tutta colpa del macchinista.

Mauro ha detto...

Questo purtroppo vale in ogni paese del mondo, non solo in Italia o Germania.

Mauro ha detto...

Ti dirò di più: io sono arrivato in Germania nel 1996: allora potevo solo dire all'Italia di prendere esempio, oggi posso solo dire alla Germania di farlo.
E dato che l'Italia è migliorata solo di poco, ciò ti fa capire di quanto sia peggiorata la Germania.

Serena ha detto...

Non credo che alle famiglie dei morti interessi, così tanto, sapere che in Germania le ferrovie sono messe peggio di quelle italiane.
Se è vero che i tedeschi hanno solo da imparare dagli italiani, questa è una lezione importante. C'è solo da sperare che anche l'Italia abbia imparato qualcosa.

Purtroppo, però, ne dubito: tra un mese, sarà tutto sepolto sotto tre dita di polvere o di mazzette.

Mauro ha detto...

@ Serena

Che per le famiglie delle vittime la cosa conti poco o nulla è chiaro. Ma a livello politico e industriale invece conta eccome. Soprattutto per evitare decisioni populistiche e controproducenti.