martedì 29 settembre 2015

La Volkswagen è sempre quella di una volta - La discussione, prima parte

Per prima cosa: scusate il ritardo :-)

Il mio articolo di giovedì scorso sul casino Volkswagen ha scatenato un piccolo putiferio sia qui sul blog che su facebook.

Prima di entrare nel dettaglio dei commenti con spiegazioni e precisazioni sulla situazione tedesca (e della VW in particolare) mi preme chiarire quello che credo sia stato un fraintendimento comune sia a chi mi ha sostenuto che a chi mi ha contestato.

Io ho sostnuto il punto che la Germania non sia migliore dell'Italia. E questo punto continuo a sostenere (e lo sostengo basandomi su fatti concreti, non su opinioni).
Quello però che temo sia stato capito è che l'Italia sia migliore della Germania.
No, io non ho mai sostenuto questo né lo sosterrò mai, perché significherebbe sostenere il falso.

È oltretutto semplice italiano: dire la Germania non è migliore dell'Italia non è uguale a dire l'Italia è migliore della Germania.
Certo, c'è sempre chi in malafede (o per ignoranza) cerca di rigirare quello che dici e cambiarti le parole in bocca (giornalisti, pseudoscienziati e complottisti lo fanno quotidianamente con temi e persone ben più importanti del mio blog e di me stesso), ma le due frasi dicono cose ben diverse tra loro.

L'Italia, che ci piaccia o no, è un paese medio, nel bene e nel male.
Ci sono paesi (pochi) chiaramente migliori e paesi (sempre pochi ma un po' meno pochi) chiaramente peggiori.
La maggioranza dei paesi però è migliore o peggiore per quanto riguarda singole questioni ma più o meno sullo stesso livello se - come si dovrebbe fare quando si giudica un paese - la valutiamo nel globale.
E con globale intendo veramente tutto quello che riguarda un paese, non solo quello che tocca personalmente me, personalmente Tizio o personalmente Caio.

Saluti,

Mauro.

2 commenti:

Enrico G. Lupo ha detto...

Il problema dell'Italia sono gli italiani: amor di Patria zero, rispetto per la Patria zero, idem per il prossimo, senso civile nullo, senso di appartenenza inesistente, amore per il territorio non pervenuto.

Il risultato di tale mediana civile è una classe politica che non è assolutamente in grado di governare nel senso stretto del termine, non sa dirigere e prendere decisioni che possano in qualche nmodo migliorare o anche solo cambiare la situazione.

Sottoprodotto di ciò è l'incancrenimento dei problemi dell'Italia che, buon ultimo, il nostro premier Renzi pensa di risolvere con qualche slogan ad effetto e qualche leggina dall'impatto temporale ridotto e mai con riforme strutturali.

Ripeto e ribadisco: tutte le Nazioni figlie della storia europea hanno gli stessi problemi, chi più chi meno ma l'Italia è l'unica nazione che non è in grado di cambiare (forse la Francia è un Paese sfigato come il nostro, ma dovrei approfondire)

P.S. a prevenzione di attacchi personali specifico che ho volutamente generalizzato; sono (ahimè) anche io italiano, seppur emigrato.

Mauro ha detto...

Sinceramente, visto che di attacchi personali non ne vedo (e che in passato su questo blog sono stati cassati), questo P.S. mi sa tanto di "excusatio non poetita..."