mercoledì 17 giugno 2015

Il cinema e il tempo che passa

Io sono arrivato in Germania nel 1996. Ormai sono quasi 19 anni (era il 31 agosto 1996).
Nell'autunno del 1996 amici mi portarono al cinema a vedere un film comico (o forse meglio: satirico) tedesco appena uscito: "Irren ist Männlich".
La traduzione letterale del titolo in italiano sarebbe "Sbagliare è maschile" (non so se il film sia arrivato in Italia... nel caso il titolo potrebbe essere stato anche tradotto diversamente).
Il titolo è una palese parodia del modo dire "Irren ist Menschlich", in italiano "sbagliare è umano", in latino "errare humanum est".

Ma non voglio tenervi una lezione linguistica... voglio solo parlarvi del passare del tempo.

Nel 1996 detto film ha fatto scompisciare dalle risate sia me che i miei amici tedeschi che gli altri amici non tedeschi presenti. Bastava capire sufficientemente il tedesco e si rideva a crepapelle.

Negli ultimi giorni ho rivisto il film. In lingua originale (come allora). Quasi vent'anni dopo mi ha strappato giusto qualche sorriso. Non ho riso a crepapelle.
E sono sicuro che le persone (tedesche e no) che lo videro con me nel 1996 avrebbero avuto una reazione uguale o al massimo simile alla mia oggi.

Quant'è vero che solo i capolavori (e sono pochi) mantegono il loro effetto anche a distanza di decenni.
Se un film è solo buono, o anche ottimo, ma non è un capolavoro... beh, rimane prigioniero dell'epoca in cui è uscito. Punto.

Saluti,

Mauro.

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