giovedì 18 dicembre 2014

Un grande anniversario italiano (dimenticato)

Lo scorso 15 dicembre l'Italia ha - di fatto - dimenticato sé stessa, dimenticato cosa riesce a fare quando si impegna.

Cinquant'anni fa, il 15 dicembre 1964, il primo paese al di là delle due grandi potenze (USA e URSS) spedì un satellite artificiale nello spazio.
Questo satellite era stato completamente ideato e costruito da scienziati e tecnici di questo paese. Con fondi di questo paese.
A quel tempo al di fuori di USA e URSS non esistevano poligoni di lancio e razzi vettori... quindi questo satellite "terzo" venne lanciato con un vettore Scout (statunitense) dal poligono di Wallops Island (negli USA).
Però a Wallops Island quel giorno non c'era personale statunitense (a parte il servizio di sicurezza agli ingressi): tutto il lavoro di preparazione, programmazione, lancio, stabilizzazione in orbita, ecc., ecc. venne effettuato da personale della stessa nazionalità del satellite lanciato. Senza eccezioni.

Quel satellite era il San Marco 1.
Ed era italiano.

Celebrazioni ufficiali? Neanche per sbaglio!
Grandi servizi televisivi? Ma quando mai!

Povera Italia.

Saluti,

Mauro.

3 commenti:

Paolo ha detto...

Dai, proprio tutti non si sono dimenticati. Incredibile ma vero, c'era un articolo sul corriere (http://www.corriere.it/foto-gallery/scienze_e_tecnologie/14_dicembre_15/programma-san-marco-50-anni-italia-spazio-41de3922-846a-11e4-b9cc-80d61e8956c5.shtml) e un francolbollo commemorativo.

Mauro ha detto...

Non ho detto che tutti se ne siano dimenticati.

Ma per esempio qui in Germania (e non solo) altro che francobollo e un articolo del Corriere!

Ci sarebbero state celebrazioni ufficiali (di Stato, intendo!), servizi televisivi interminabili, i giornali sarebbero stati per metà dedicati alla cosa.

Invece in Italia la si ricorda come una cosa che è quasi meglio dimenticare :(

Serena ha detto...

Scusami ma, sinceramente, mi sembra un'esagerazione. Forse se ne sarebbe dovuto parlare un po' di più, d'accordo, ma le celebrazioni di Stato mi sembrano eccessive. Non imitiamo gli americani che, per ogni peto di pulce, iniziano a cantare l'inno nazionale e a sventolare la bandiera.
Sai, piuttosto, cosa mi indigna? Che la maggioranza delle persone pensi che a far atterrare il modulo Philae sulla cometa 67/P sia stata la NASA e non l'ESA. In poche parole, invece di celebrare un successo (anche se enorme) del passato, pensiamo a celebrare il successo di oggi. Con la consapevolezza e non con grancasse e bandiere sventolanti, però.