lunedì 22 settembre 2014

La casa di Hitler (e gli idioti)

Sabato sera guardavo un programma di approfondimento giornalistico (o presunto tale) sulla TV tedesca.
Uno dei servizi riguardava le polemiche relative all'utilizzo della casa natale di Hitler a Braunau am Inn, in Austria.
In Austria infatti si sta discutendo cosa mettere dentro quell'edificio, ora di proprietà pubblica, e ci sono un sacco di se e di ma, perché... bisogna evitare che quella casa diventi un simbolo.

Ma siete idioti, amici austriaci! Proprio idioti.
Quella casa È un simbolo, qualsiasi cosa ci mettiate dentro. È un simbolo da venerare per i nostalgici e i nazisti e un simbolo che serve da monito per i democratici e per chi lotta per la libertà.
E sarà sempre un simbolo, qualsiasi cosa ci mettiate dentro: un museo, una macelleria, degli appartamenti o una stazione di trasformazione elettrica.
Perché il simbolo non sta in quel che è o sarà. Il simbolo sta in ciò che è stata.

Cari austriaci, aprite gli occhi: la storia non può essere nascosta, la storia non può essere ignorata. E la storia è fatta anche di simboli. E i simboli non vengono decisi da governi o comuni, checché questi credano.
Piuttosto che polemizzare e perdere tempo sul come utilizzare un edifcio (che in sé non ha colpe, ma sarà sempre e comunque un simbolo), pensate a impegnarvi per far sì che il futuro non ci riservi altri simboli analoghi.

Saluti,

Mauro.

3 commenti:

Layos ha detto...

Capisco quello che vuoi dire, ma devo anche ammettere che un po' invidio la sobrietà di quel pasino austriaco paragonata al merdaio che è Predappio che è di fatto una pattumiera fascista a cielo aperto. Una cosa che dico sempre in paragone con i tedeschi, è che noi i conti con il fascismo non li abbiamo fatti fino in fondo se c'e' chi si permette di accogliere i nostalgici nel paese natale del Duce con la scritta "benvenuti camerati". Il rischio che un luogo di commemorazione anche democratica, soprattutto in un paesino, si trasformi in una fogna è elevatissimo.

Mauro ha detto...

Per quanto riguarda la sobrietà non posso che concordare.
Il punto però è l'assurdità del dibattito: come evitare che diventi un simbolo... Puro Kafka, visto che non lo puoi evitare a meno di non radere al suolo l'intero paesino e costruirvi sopra qualcosa di completamente diverso.
Per quanto riguarda i conti col nazismo dei tedeschi, credimi, sbagli. Ma servirebbe un libro per parlarne...

Mauro ha detto...

Gli insulti (in questo caso per di più anononimi) non sono ammessi.