martedì 18 marzo 2014

Tornando sul costo dei Parlamenti...

Stasera ho mangiato al ristorante. I gestori del ristorante li conosco bene e spesso dopo la cena mi fermo a chiacchierare con loro dei più svariati argomenti.
Stasera si è caduti nella politica. Del resto visti gli avvenimenti recenti - sia in Italia che all'estero - non è poi così strano.

A un certo punto detti ristoratori sono caduti nella demagogia. Non nel senso che loro sono dei demagoghi, ma nel senso che la demogogia imperante alla fine fa presa anche su di loro.
E si sono messi a lamentarsi dei costi e delle dimensioni del Parlamento italiano nei confronti del Parlamento tedesco in primis (sto scrivendo dalla Germania, dove vivo io e dove vivono questi ristoratori), ma anche nei confronti dei Parlamenti non italiani in generale.

A parte il fatto che sarebbe interessante indagare su quanto si sa (e non parlo solo delle chiacchiere di stasera) veramente dei vari Parlamenti...

A parte ciò... il problema è: ha senso confrontare i vari Parlamenti?
La risposta è chiaramente ed esplicitamente: NO.

Perché? Non ho voglia di ripetermi, ve lo ho detto già più di due anni fa: Il malinteso del costo dei Parlamenti.

Aggiungo comunque tre considerazioni personali:
- Nel Parlamento italiano (ma non solo in quello) ci sono un sacco di sprechi che potrebbero essere evitati;
- I parlamentari italiani (al di là dei costi globali del Parlamento) guadagnano troppo;
- Il bicameralismo perfetto è fonte (al di là della qualità dei parlamentari) di inefficienza e quindi di costi aggiuntivi.

Ma queste tre considerazioni non giustificano il confronto tra il Parlamento italiano e quelli stranieri.
Giustificano solo una revisione della situazione italiana, presa in sé stessa, senza confronti assurdi (e spesso disonesti) con l'estero.

Saluti,

Mauro.

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