domenica 9 marzo 2014

L'inglese rovina tutto

Ieri pomeriggio ascoltavo le cronache del campionato di calcio tedesco.
Normalmente i commentatori storpiano i cognomi italiani tedeschizzandone la pronuncia (va beh, lo facciamo anche noi italiani all'inverso, nessuno può conoscere tutte le lingue).
Però ieri mi ha colpito la storpiatura del cognome di Marco Caligiuri, giocatore dell'Eintracht Braunschweig.
Caligiuri è il tipico italo-tedesco di seconda generazione: figlio di emigranti italiani, nato e cresciuto in Germania, doppio passaporto italiano e tedesco, carriera calcistica tutta in squadre tedesche.
Nessun legame con paesi anglosassoni (poi capirete il perché di questa specificazione).

Il cognome Caligiuri, sono il primo ad ammetterlo, per un tedesco non è per niente facile da pronunciare: quel "giu" lì in mezzo a un tedesco che non ha studiato italiano è proprio indigesto.
Quindi ci sta che venga pronunciato male, alla tedesca e non all'italiana.

Eppure il commentatore non lo pronunciava alla tedesca: si inventava un'incredibile pronuncia da inglese americano. Come se Caligiuri fosse un cognome del Texas o del Kentucky (che ci siano Caligiuri anche negli USA va bene, ma rimane un cognome italiano e il povero Marco è comunque nato e cresciuto in Germania, non oltreoceano).

Boh.

Saluti,

Mauro.

6 commenti:

Gianluca Morelli ha detto...

Ma nooo, cosa dici, Caligiuri è evidentemente americano... :-P

http://it.wikipedia.org/wiki/Paul_Caligiuri

(e ha anche giocato in Germania...)

Mauro ha detto...

Beh, sabato giocava, come scritto, Marco Caligiuri.

Gianluca Morelli ha detto...

Sì, lo avevo capito che non era lo stesso... però magari dato che il primo era ai suoi tempi relativamente famoso in Germania magari hanno tenuto per buona la pronuncia americana del suo nome.

PS hai mai fatto caso a come si pronuncia Hayden Panettiere?

Mauro ha detto...

La Panettiere? No, non mi sono mai posto il problema.
Come la pronunciano?

Mauro ha detto...

Mah, dato che Marco è nato e cresciuto in Germania, non credo possa esserci tale legame... a meno che il giornalista non fosse uno stupidissimo anglofilo ignorante.

Serena ha detto...

Ormai, tutti si improvvisano "parlatori" di inglese... Stage (francese), nel senso di tirocinio, ormai è pronunciata sempre come stage, palcoscenico in inglese.