martedì 25 febbraio 2014

Dibattito parlamentare ovvero i leader che lo evitano

Lasciamo un attimo da parte come si è formato (e come è composto) il governo Renzi.
E guardiamo al Parlamento.

In democrazia il Parlamento è il cuore della politica. È il posto dove, appunto, la politica viene fatta, costruita, discussa. E una volta fatta in Parlamento viene poi passata al Governo perché si occupi della sua applicazione pratica (non per niente il Parlamento è il detentore del potere legislativo mentre il Governo di quello esecutivo).

Quindi uno si aspetterebbe - e in democrazia uno deve aspettarselo, anzi deve pretenderlo - che i leaders dei vari partiti siedano in Parlamento e partecipino al dibattito parlamentare, non che tirino solo le fila da dietro le quinte... insomma, almeno uno si aspetta che ci mettano la faccia in tutto e per tutto.
E se non possono farlo per ragioni esterne (tipo ineleggibilità)... che passino la mano all'interno del partito.

Ecco... detto ciò... l'Italia ha un problema. Un grosso problema.

Cinque partiti (e confesso che uno dei cinque è il partito per cui voto, cioè SEL) rappresentati in Parlamento - tra cui i tre partiti più grossi: PD, M5S e FI - hanno il leader che se ne sta fuori dal Parlamento.
Sono cinque storie diverse, con cause e spiegazioni diverse... ma sono comunque cinque storie sbagliate. E nessuna delle cinque in democrazia dovrebbe esistere.

PD: il leader Matteo Renzi non siede in Parlamento.
M5S: il leader Beppe Grillo (o Gianroberto Casaleggio, fate voi) non siede in Parlamento.
FI: il leader Silvio Berlusconi non siede in Parlamento.
SEL: il leader Nichi Vendola non siede in Parlamento.
Lega Nord: il leader Matteo Salvini non siede in Parlamento.

Se ci aggiungiamo che un sesto partito (Scelta Civica) ha un leader (Mario Monti) sì in Parlamento, ma non eletto bensì nominato e che ha creato il suo partito dopo la nomina... le storie strane (e sbagliate) diventano sei.

No, la cosa non mi piace proprio.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Uso la parola leader perché generalmente i partiti hanno un segretario, non un leader, ma nel caso di M5S e FI non si capisce bene che carica abbiano Grillo, Casaleggio o Berlusconi.

2 commenti:

Serena ha detto...

Sai come la penso io? Penso che con le budella dei migliori, si dovrebbero impiccare i peggiori.

Mauro ha detto...

Povere budella :)