domenica 26 gennaio 2014

Porcellus Italicus

Sì, Porcellus Italicus è scritto con le s e non le m in fondo... visto che qui si tratta di nominativo e non di accusativo (e il latino ha sue regole ben precise, anche se l'informazione e i politici credono che tutto in latino finisca con le m, indipendetemente da generi e casi).

E sì, Porcellus Italicus è anche scritto senza congiunzione "e" in mezzo, visto che se il costrutto di Calderoli era una legge incostituzionale, a maggior ragione la sarà quello di Renzusconi, visto che ne riprende tutti i lati bocciati dalla Corte Costituzionale.

Io qui non voglio entrare nel giudizio politico delle varie proposte (a me non piacciono proprio per niente, e la nuova proposta meno ancora della vecchia legge, ma quanto sto scrivendo varrebbe anche se le considerassi ottime leggi di mio gusto).

Forse sono scemo io, quindi per favore illuminatemi: la Corte Costituzionale ha sostanzialmente cassato il Porcellum (qui la m ci va, visto che la parola è usata come complemento oggetto e non come soggetto, quindi accusativo e non nominativo) per due motivi.
1) Liste bloccate;
2) Premio di maggioranza.

E la proposta di Renzusconi (oltre allo svilimento del Senato) si basa su due punti:
1) Liste bloccate;
2) Premio di maggioranza.

Delle due l'una, o Berlusconi senior brianzolo e Berlusconi junior fiorentino hanno perso anche quella piccolissima briciola di decenza che ancora possedevano oppure sono due emeriti analfabeti e non hanno capito nulla di quello che ha scritto la Consulta.

Io temo valgano entrambe le cose.

Saluti,

Mauro.

6 commenti:

Paolo Restuccia ha detto...

Sono d'accordo con te sul fatto che la legge elettorale proposta sia pessima per vari motivi, però questa sembra essere più costituzionale dell'altra per due semplici motivi:

1. la Consulta non ha bocciato le liste bloccate in quanto tali, ma perché queste erano eccessivamente lunghe nel Porcellum e non permettevano una conoscenza diretta da parte degli elettori di chi siano gli eletti (che poi la lunghezza delle liste è sempre un concetto relativo: liste di 30 candidati sono sicuramente più corte di un listone unico nazione con 618 candidati). Le liste proposte nell'Italicum dovrebbero essere più corte, massimo 4-6 candidati per lista in ogni circoscrizione, e questo è in ottemperanza al dispositivo della Consulta;

2. per quanto riguarda il premio di maggioranza, la Consulta ha bocciato il fatto che nel Porcellum si assegnasse un premio senza alcuna soglia, mentre nell'Italicum questa soglia ci sarebbe, ancorché bassa.

Questo per rispondere alle tue domande. Fermo restando che la proposta che ho letto nei giorni scorsi è una cosa oscena decisamente peggiore del Porcellum (il che è tutto dire). :-)

Mauro ha detto...

Grazie delle precisazioni.

Sulle liste bloccate allora devo fare un passo indietro io... anche se sulla relatività siamo d'accordo.
Ma sul premio di maggioranza mi pare che i due abbiano approfittato troppo della lettera della sentenza tradendone lo spirito.

Paolo Restuccia ha detto...

Ma sul premio di maggioranza mi pare che i due abbiano approfittato troppo della lettera della sentenza tradendone lo spirito.

Su questo sono perfettamente d'accordo. Non sono contrario al premio di maggioranza e al contestuale doppio turno, ma la soglia minima per accedervi deve essere del 50%. Il 35%, come è stato proposto finora, è una soglia troppo bassa e consente di ottenere un numero di seggi spropositato rispetto ai voti effettivi ottenuti.

Jonny Dio ha detto...

Fino agli anni ottanta, un'atteggiamento così da parte di due tra i maggiori partiti avrebbe suscitato vespai di polemiche, nonchè rivolte dell'elettorato al grido di "ma ce state a pijà per culo?".
Dopo un quarto di secolo di rincoglionimento mediatico-ideologico e di generale appiattimento delle idee, uno se ne esce con una cosa così e viene anche preso sul serio, se ne discute, e magari lo si fa pure. Povera Italia, e beato te che non ci vivi più.

Jonny Dio ha detto...

Inoltre, apprezzo che tu conosca il latino e lo coniughi correttamente, cosa non alla portata di tutti (molto dipende dagli studi che uno ha fatto) e certamente istruttiva, ma a me sembra di ricordare che, in italiano, come regola generale, le parole straniere non si coniugano, anche perchè bisognerebbe conoscere molte altre lingue, oltre all'inglese e al latino e al francese che sono le più comunemente usate.
A meno che, se devi scrivere "due burqa", tu non conosca anche l'arabo...

Mauro ha detto...

Che - di base - le parole straniere non si coniughino è verissimo. Hai assolutamente ragione.
Due osservazioni:
1) Possiamo considerare il latino come lingua straniera?
2) Comunque, anche non coniugando, dovresti usare la forma base della parola, cioè nominativo singolare (e non accusativo).