martedì 30 aprile 2013

La faccia del ministro

È nato il nuovo governo.
Però oggi non voglio fare valutazioni politiche (anche se, parliamoci chiaro, il nuovo governo è talmente eterogeneo che dubito possa combinare qualcosa, al di là del valore dei suoi singoli componenti... la maggioranza dei quali comunque direi né positiva né negativa, semplicemente mediocre).

Oggi vorrei soffermarmi su Enzo Moavero Milanesi, neo Ministro per gli Affari Europei.
Anzi vorrei soffermarmi sulla sua faccia.


Non so se sono i fotografi ad avercela con lui (quella sopra è una delle sue foto migliori, pensate quindi alle altre!) oppure se lui è proprio così... ma quella faccia è inquietante.
Magari poi lui è la persona più competente, brava e amabile del mondo, però...

A guardarlo viene voglia di rivalutare le teorie lombrosiane!

Saluti,

Mauro.

La geografia del Corriere

Già tempo fa vi avevo "allietato" raccontandovi di quanto poco di geografia sapessero i giornalisti di Repubblica.
Oggi, tanto per dare un colpo al cerchio e uno alla botte, faccio lo stesso con i giornalisti del Corriere della Sera.

Come tutti sapete, nella nuova compagine di governo c'è una ministra "tedesca": Josefa Idem.
Grandissima atleta, nata nel 1964 a Goch, in Germania, trasferitasi nel 1990 in Italia, di cui ormai è da anni cittadina.
E fin qua tutto bene. Ci sarà chi apprezza la Idem e ci sarà chi non la apprezza, ma la cosa ha solo valenza politica.
Se non ci si mettessero in mezzo i quotidiani italiani. In questo caso, come detto, il Corriere della Sera.

Nella immagine qui sotto potete vedere la breve biografia che il Corrierone ha pubblicato su Josefa Idem:


Come potete leggere, riguardo alle origini della Idem, si scrive: "Nata nel 1964 a Goch, in Germania (allora Germania Est)".

Peccato che il solo consultare un atlante (o, visto che siamo nell'era internet, Google Maps) dimostri come Goch con la vecchia Germania Est non c'entri proprio nulla:


Come si può vedere Goch è nell'estremo ovest della Germania, praticamente è già quasi Olanda. Cosa c'entra la vecchia Germania Est?

Ora, io non pretendo che un giornalista italiano conosca a memoria la posizione di ogni singola città tedesca (o di qualsiasi altro paese)... però pretendo che sappia leggere un atlante o almeno usare Google Maps.
Che poi, nel caso della Idem, il saper leggere una cartina geografica non era neanche necessario: bastava andare a guardare i medaglieri olimpici o mondiali: fino al 1990 la Idem ha conquistato le sue medaglie per la Germania Ovest, dopo il 1990 per l'Italia.
Per la Germania Est o per la Germania riunificata non ha mai conquistato nessuna medaglia.

Saluti,

Mauro.

domenica 28 aprile 2013

Il pazzo non è pazzo

Oggi un presunto pazzo ha sparato contro dei Carabinieri davanti a Palazzo Chigi.
E i vari scribacchini dei vari quotidiani hanno subito lanciato la notizia del "pazzo"

No, la pazzia non c'entra nulla.
È stato un atto politico. Espressamente e unicamente politico.

E non venitemi a parlare di complotti e dietrologie varie: è stato un atto politico, ma politico di un singolo. Non un pazzo, ma neanche una persona guidata da partiti vari o servizi segreti.
Semplicemente una persona guidata da un'ideologia politica che cancella ogni ragionamento critico.
E purtroppo di queste persone ne abbiamo in abbondanza. E non solo in Italia.

Saluti,

Mauro.

giovedì 25 aprile 2013

Il 25 aprile della scienza

Oggi è il 25 aprile. Per noi italiani una ricorrenza estremamente importante.
Ma negli ultimi anni anche estremamente fraintesa.

Nonostante ciò, oggi non voglio parlare del 25 aprile "italiano" (prima o poi lo farò, contro tutte le rivisitazioni e tutti i fraintendimenti, ma non lo farò in un 25 aprile, per non sporcare la data).

Oggi voglio parlare del 25 aprile "scientifico".

Una delle date fondamentali della storia della scienza è proprio un 25 aprile. Un 25 aprile di esattamente 60 anni fa.
Infatti il 25 aprile del 1953 la rivista Nature pubblicò un articolo fondamentale. In quell'articolo vennero poste le basi di tutta la biologia e la biotecnologia e di buona parte della medicina moderne: quell'articolo parlava dell'acido desossiribonucleico, cioè del DNA. Quell'articolo cambiò per sempre la ricerca medica e biologica.
Agli autori dell'articolo e delle ricerche che a detto articolo portarono, cioè Watson e Crick, venne assegnato - giustamente - nove anni dopo, nel 1962, il premio Nobel per la medicina o la fisiologia.

Oggi voglio ricordare Watson, Crick e i loro collaboratori.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 24 aprile 2013

Perché Rodotà era ineleggibile

Negli ultimi giorni tante persone hanno accusato il PD di essere colpevole dell'attuale stallo per aver rifiutato Rodotà.

Il PD di colpe (o forse errori, non colpe) ne ha tante, solo un cieco non le vedrebbe, però questa no. Non ce l'ha.
Rodotà era veramente ineleggibile (non per colpe o demeriti suoi, anzi).
E questo nonostante Rodotà sia persona corretta, degna e competente. Certo, personalmente io per la carica avrei ritenuto più adeguati Zagrebelsky o Prodi (parlando di figure politiche o comunque istituzionali... al di fuori di questa cerchia ricorderete invece tutti il mio apprezzamento per Rubbia).

Ma queste doti da sole non bastano. Per una carica del genere bisogna anche considerare come un candidato viene presentato.
E Rodotà - e mi dispiace per lui - è stato "proposto" in maniera completamente inaccettabile e antidemocratica.

Tanti hanno contestato il modo in cui il M5S è arrivato a scegliere Rodotà come proprio candidato. Ma questo non è importante. Ogni partito ha il diritto di scegliere i propri candidati a qualsiasi carica come cavolo vuole.
Quindi queste contestazioni sono pretestuose e scorrette.

Il problema comincia dopo la scelta del proprio candidato.

In democrazia i partiti quando si tratta di eleggere alte cariche dello Stato dialogano tra loro prima delle votazioni, per vedere se possono esistere soluzioni condivise.
In democrazia un partito può (anche se non dovrebbe) rifiutare il dialogo solo se ha la maggioranza assoluta.

Nel Parlamento italiano repubblicano una maggioranza assoluta di un partito non vi è mai stata, e tanto meno vi è ora, con tre partiti (PD, M5S e PdL) che hanno ottenuto quasi lo stesso numero di voti. E al Senato hanno più o meno lo stesso numero di seggi (a causa della legge elettorale attuale alla Camera invece una maggioranza assoluta c'è).

Però stavolta un partito - per di più di minoranza - ha preteso di rifiutare il dialogo a priori e di imporre il proprio candidato.
Il M5S - secondo partito come voti ricevuti e, a causa della legge elettorale, terzo partito come seggi in Parlamento - ha detto "Votate il nostro candidato e poi, forse, dialoghiamo".

L'ultima volta che si sono sentiti discorsi del genere da un partito di minoranza è stato nel 1930, quando la NSDAP entrò nel Parlamento della cosiddetta Repubblica di Weimar.
E tutti sappiamo come andò poi a finire.

Saluti,

Mauro.

lunedì 22 aprile 2013

Chi paga il conto?

Ci troviamo in uno stallo parlamentare. E l'elezione del Presidente della Repubblica è stata, qualsiasi cosa si pensi di Napolitano, perlomeno irrituale.
Elettoralmente qualcuno ne dovrà pagare il conto. Questo è chiaro. Ma chi?

Le prossime elezioni parlamentari, che probabilmente non sono lontanissime, ci daranno una risposta a livello nazionale. Intanto buone indicazioni ce le possono dare le elezioni locali che avverrano prima delle prossime politiche.
In particolare le elezioni per il consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia.

Perché proprio queste?
Per tre motivi:
- Sono regionali, non solo provinciali o comunali, quindi hanno già a che fare con realtà complesse;
- Il Friuli Venezia Giulia, per quanto piccolo, è una regione composita sia politicamente che socialmente che etnicamente;
- Queste elezioni si sono tenute ieri e oggi, quindi sono state direttamente e fortemente influenzate da quanto successo recentemente in Parlamento.

Per cui confrontare come si è votato in FVG a febbraio per Camera e Senato e come si è votato ora per la Regione è decisamente significativo.

Prima osservazione: il caos parlamentare ha influito negativamente sulla voglia di votare (altro che spingere i cittadini alla protesta nell'urna).
Qui le percentuali dei votanti:


Direi che i numeri sono significativi: basandosi su queste percentuali di votanti è chiaro che in numeri assoluti tutti i partiti hanno perso voti rispetto a febbraio. Nessuno escluso.

Ma come è andata a livello di percentuali per i vari partiti, visto che per la suddivisione dei seggi in consiglio regionale contano le percentuali?

Prima di vederle, proviamo a ragionare su cosa uno si potrebbe aspettare.

PD: Visti i casini combinati e le divisioni interne, dovrebbe perdere rispetto a febbraio.
PdL: Essendo di fatto Berlusconi il vincitore del poker presidenziale, dovrebbe guadagnare qualcosa.
SEL: Essendo stato il partito in Parlamento col comportamento più coerente e limpido, dovrebbe anche guadagnare qualcosa.
Scelta Civica: Qualcunque cosa abbia fatto in Parlamento, non si presenta per ora alle regionali, quindi non fa testo.
Lega Nord: È riuscita bene o male a tenersi fuori dalle beghe presidenziali, quindi potrebbe venir premiata.
M5S: O cresce perché è veramente venuto l'inciucio (leggasi votazione bipartisan per Napolitano) o crolla perché lo ha provocato (leggasi rifiuto di dialogare con chichessia), ma stabile non rimane.

E ora vediamo cosa effettivamente è avvenuto (1372 sezioni rilevate su 1374).


Cosa osserviamo?
Che per SEL, Lega e - anche se in misura limitata - PdL le previsioni logiche si sono anche viste nella pratica.
Il PD però invece che perdere, guadagna (anche se minimamente).
Il M5S crolla, come da una delle due probabilità espresse, ma crolla in maniera quasi catastrofica: dimezza la sua percentuale.

Ma questo non è tutto.
Sopra abbiamo visto i voti presi "direttamente" da PD e PdL. Ma i candidati presidenti regionali dei due partiti (Serracchiani per il PD e Tondo per il PdL) avevano una lista propria, affiancata a quella del partito principale. Se sommiamo i voti di queste liste "personali" a quelli di PD e PdL, otteniamo le seguenti percentuali:


Credo ogni ulteriore commento sia superfluo riguardo a chi gli elettori incolpino per lo stallo parlamentare.

Saluti,

Mauro.

P.S.:
Le fonti dei numeri sono queste:

domenica 21 aprile 2013

Il gattopardo colpisce ancora

E dopo elezioni politiche "rivoluzionarie" e "sconvolgenti" cosa succede?
Che il nuovo Capo dello Stato è... Giorgio Napolitano e che, per ora, a capo del Governo c'è sempre Mario Monti.
E il paradosso è che il primo responsabile di ciò è il gran rivoluzionario Beppe Grillo.

Non è che i grilli son diventati gattopardi*?

Saluti,

Mauro.

* Per i miei lettori non italiani, che forse non capiranno l'allusione: leggano la voce Gattopardismo sul vocabolario Treccani per una spiegazione sintetica (forse anche troppo), oppure la voce sul Gattopardo di Wikipedia.

giovedì 18 aprile 2013

Prendetela (prendeteli) come esempio

Milena Gabanelli era stata scelta come candidata alla Presidenza della Repubblica dal M5S in una votazione online (su cui ci sarebbe molto da ridire, ma non è questo il tema dell'articolo, quindi soprassediamo).
Come seconda scelta era arrivato Gino Strada.

Sulle due persone nulla da dire. Grandi figure nelle loro professioni (anche se la Gabanelli farebbe bene a continuare a parlare di politica, società, economia e a dimenticarsi della scienza, visti gli "scivoloni" che fa quando ne tratta) e persone di un valore morale assolutamente non dubbio.

Se però ciò basti a ricoprire la carica di Presindente della Repubblica è un altro discorso. Per una tale carica servono competenze e qualità particolari.
E Gabanelli e Strada hanno riconosciuto pubblicamente di non averle e hanno detto che possono fare molto di più per la società continuando a fare quello che fanno. Quello che sanno fare.

Speriamo che ciò sia da esempio ai grillini: non basta essere onesti, puri ed entusiasti per fare qualcosa.
Bisogna anche saperla fare.
E ciò vale anche per fare il parlamentare.

Chi vuol capire, capisca.

Saluti,

Mauro.

martedì 16 aprile 2013

È dura la vita del lobbista

Voi lettori sapete che negli ultimi tempi mi sono lanciato in una campagna lobbistica per far eleggere Carlo Rubbia come Presidente della Repubblica.
Qui potete leggere come lo sto facendo.

Quello che voi non sapete... e che non sapevo neanch'io prima di imbarcarmi in quest'impresa... è tutto il lavoro, il tempo che serve per mettere l'idea in pratica.

A parte il fatto che tra senatori, deputati e rappresentanti delle regioni devi contattare più di mille persone... e molte di queste mille e passa non sono così facilmente rintracciabili.
E non solo.

Alcuni di coloro che reagiscono dimostrano di non aver capito cosa voglio da loro, altri (molti di più) dimostrano di capire cosa voglio ma anche di non conoscere leggi e Costituzione. E devi perdere tempo a spiegare cercando di non fargli capire che sono degli ignoranti.

Altri, e sono i benvenuti, cercano di instaurare un dialogo e quindi la cosa ti richiede tempo.

Insomma, cercare di fare lobbying richiede un impegno che io stesso a priori avevo sottovalutato. Però continuo a essere convinto che ne valga la pena.
Anche se il blog ne soffre. Ma spero nella vostra comprensione.

Saluti,

Mauro.

venerdì 12 aprile 2013

La campagna pro-Rubbia procede

Avevo invitato a spammare per Carlo Rubbia come Presidente della Repubblica.

Poi vi avevo scritto che io stesso avevo - da persona coerente - cominciato a mettere in pratica l'idea.

E ora vi dico: le risposte che mi arrivano dai parlamentari non sono moltissime, ma quelle che mi arrivano sono tutte positive, possibiliste riguardo la mia proposta.

Quindi spammate anche voi. Spammate, spammate per Carlo Rubbia: un degnissimo Presidente della Repubblica!

Saluti,

Mauro.

mercoledì 10 aprile 2013

È morta Margaret Thatcher

Meglio tardi che mai.

Saluti,

Mauro.

lunedì 8 aprile 2013

Lo ho detto e lo ho fatto

Avevo scritto che volevo contattare tutti i parlamentari per proporre Carlo Rubbia come candidato alla presidenza della Repubblica.

Bene: i senatori e le senatrici li ho contattati. Nei prossimi giorni toccherà ai deputati e ai rappresentanti delle regioni.

Qui sotto potete leggere la mail che ho spedito agli eletti in Senato (e che verrà usata anche per deputati e rappresentanti regionali).
Spammate anche voi :)

Saluti,

Mauro.

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Gentile Senatore/Senatrice,

ci stiamo avviando verso l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica.
Negli ultimi tempi la stampa (e anche alcuni rappresentanti delle istituzioni) ha fatto svariati nomi di potenziali o reali candidati alla carica.

Tra tutti i nomi fatti è apparso solo un nome legato alla scienza: Margherita Hack.
Margherita Hack ha però più di 90 anni, quindi – siamo seri – non è il caso di eleggerla: serve qualcuno che possa garantire l’intero settennato e una persona ultranovantenne non può farlo.

Però la scienza – in Italia tanto bistrattata dalla politica e dalla società tutta – serve al paese. Anzi la scienza è il futuro del paese, l’unica possibilità di rinascita dello stesso.

Quindi io la invito, quando dovrà votare per l’elezione del Presidente della Repubblica, a scegliere un nome di indubbio prestigio e qualità: Carlo Rubbia.

Cosa parla a suo favore?

- Vista la sua attività scientifica è una persona con in testa il futuro, non il presente, e ciò all'Italia (e all'Europa) serve. Troppi politici (anche in buona fede) sono legati al breve termine e ciò è dannoso.
- Sempre vista la sua attività scientifica è una persona che sa quali sono le priorità per far crescere il paese.
- Avendo diretto in passato un grande laboratorio internazionale come il CERN ha dimostrato di avere doti politico-diplomatiche a sufficienza: se sei solo scienziato puoi guidare un esperimento di successo, ma non puoi guidare un istituto di ricerca internazionale.
- Politicamente si è sempre dimostrato super partes, non nel senso che non avesse proprie idee politiche, ma nel senso che ha sempre posto il bene della scienza e del paese davanti a ogni idea politica.

Ci pensi. Per il bene dell’Italia.

Cordiali saluti,

Mauro Venier.

giovedì 4 aprile 2013

Spammiamo per la Presidenza della Repubblica

In Italia la scienza a livello popolare e politico è disprezzata. Magari elogiata a parole ma a fatti disprezzata.
Però esistono personalità scientifiche che nonostante tutto godono di rispetto notevole, talvolta addirittura trasversale, nel senso di indipendente dalla collocazione politica delle stesse.
Nel dibattito su quale persona potrebbe essere adeguata al posto di Presidente della Repubblica qualcuno ha tirato fuori anche il nome di Margherita Hack.
A livello scientifico la Hack non si discute... ma ha più di 90 anni, quindi - siamo seri - è ineleggibile. Serve un/una presidente che possa garantire l'intero settennato. Un'ultranovantenne non può garantirlo.
E allora, da scienziato qual sono, tiro fuori un nome che nessuno ha mai tirato fuori e che io stesso, nel mio totopresidente, non avevo considerato: Carlo Rubbia.
Cosa parla a suo favore?
- Vista la sua attività scientifica è una persona con in testa il futuro, non il presente, e ciò all'Italia (e all'Europa) serve. Troppi politici (anche in buona fede) sono legati al breve termine e ciò è dannoso.
- Sempre vista la sua attività scientifica è una persona che sa quali sono le priorità per far crescere un paese.
- Avendo diretto in passato un grande laboratorio internazionale come il CERN ha dimostrato di avere doti politico-diplomatiche a sufficienza: se sei solo scienziato puoi guidare un esperimento di successo, ma non puoi guidare un istituto di ricerca internazionale.
- Politicamente si è sempre dimostrato super partes, non nel senso che non avesse proprie idee politiche, ma nel senso che ha sempre posto il bene della scienza e del paese davanti a ogni idea politica.

Quindi io vi dico: nei prossimi giorni contatterò tutti i parlamentari italiani (sui siti di Camera e Senato si trovano i loro indirizzi di posta elettronica) e farò pubblicità (o spam che dir si voglia) per Carlo Rubbia.

Fatelo anche voi.

Saluti,

Mauro.

Totopresidente (e i bookmakers stanno sbagliando)

Non abbiamo ancora un governo (quello Monti è dimissionario) e in Parlamento si lavora a non far lavorare... ma comunque il tema del giorno sono le imminenti votazioni per l'elezione del Presidente della Repubblica.

I nomi più "votati" dall'opinione pubblica (o semplicemente dalla stampa?) sono Bonino, Rodotà e poco più indietro Zagrebelsky.
Tutti nomi altamente rispettabili (Zagrebelsky per primo, ma anche Bonino e Rodotà sono persone di altissimo livello) sia da un punto di vista morale che dal lato delle competenze... però, visto che anche per i presidenti vale quanto si dice dei papi (chi entra in conclave papa ne esce cardinale), è molto probabile che nessuno dei tre abbia la minima chance (e se mi sbaglio son contento).

I bookmakers invece sembrano puntare su altri due nomi: Prodi e Letta (Gianni, lo zio, non Enrico, il nipote).
Prodi, per quanto a mio parere abbia fatto bene come primo ministro, è troppo legato (almeno nell'immaginario collettivo) al vecchio tempo democristiano, quindi difficilmente avrebbe il sostegno di SEL e M5S. E al tempo stesso è visto come il nemico numero uno di Berlusconi, quindi è andato anche il sostegno di PdL e (forse) Lega. PD e Scelta Civica da soli potrebbero farlo eleggere dopo il quarto scrutinio (quando basterà la maggioranza semplice) ma non so quanto sia consigliabile una scelta così poco condivisa.
Letta... Dio ce ne scampi! Più berlusconiano di Berlusconi, più papista del Papa (di qualsiasi papa), più retrogrado di chiunque al mondo (clan Bush e talibani compresi). Eleggerlo significherebbe dimostrare il massimo disprezzo verso l'Italia e gli italiani. Allora meglio eleggere direttamente Berlusconi.

Chi rimane?
C'è chi parla di Dario Fo, ma se avete sentito le sue ultime uscite io direi che Fo (persona che è stata uno dei miei grandi idoli, sia politici che letterari) ormai soffre di demenza senile, quindi non è che io lo trovi molto consigliabile.
Altri parlano di Margherita Hack, ma vorrei far notare che ha più di 90 anni... allora tanto vale rieleggere Napolitano, cosa che io sconsigliai proprio per ragioni anagrafiche qui.

Chi rimane allora?
Di nomi interessanti ce ne sarebbero vari... ma alla fine il papabile numero uno rimane lui: Massimo D'Alema.
Con lui il PD potrebbe illudersi e autoconvincersi di avere il Colle dalla sua parte. E con lui Berlusconi saprebbe senza dubbi di avere il Colle dalla sua parte.
La scelta peggiore (Letta a parte, sia ben chiaro), quindi la più probabile.

Ora vi chiederete: chi vorrei invece io?
Un paio di nomi posso farveli, sapendo che non hanno purtroppo la benché minima possibilità di essere presi in considerazione dal Parlamento: Gino Strada, Gian Carlo Caselli, Don Gallo (certo, Gallo non è proprio un ragazzino, quindi torniamo al discorso fatto per Hack e per Napolitano) e - perché no - pure Luciano Violante sarebbe tutto sommato un buon candidato.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 3 aprile 2013

Grillo e la democrazia

Due concetti tra loro incompatibili.

Saluti,

Mauro.

martedì 2 aprile 2013