sabato 17 agosto 2013

Il declino delle città

Una banalità (banale ma vera, non una leggenda metropolitana) dice che le città nel mondo industrializzato perdono popolazione o rimangono stagnanti, mentre nei paesi in via di sviluppo crescono, talvolta addirittura in maniera incontrollata.

Ciò è vero, anzi verissimo, se consideriamo solo le città in sé e non il loro hinterland (per esempio, Milano perde popolazione all'interno del comune da anni, ma se consideriamo l'agglomerato urbano di Milano e non solo il suo territorio comunale invece Milano cresce).

Ci sono però città dove la popolazione diminuisce e basta. Non si sposta nell'hinterland come a Milano. Sparisce. Punto.
E questo dato è il miglior indicatore del declino di una città. I vari indicatori finanziari o economici dicono decisamente di meno di quelli demografici.
Perché gli indicatori finanziari ed economici ci parlano solo del presente (checché possano dire i vari economisti), quelli demografici invece ci parlano del futuro, visto che mostrano senza pietà la fiducia che la gente ha in detta città (regione/nazione/ecc.).

In Italia il migliore esempio di ciò è (purtroppo) la mia Genova.
Al censimento del 1971 Genova aveva più di 800000 abitanti, negli anni successivi si avvicinò ai 900000 e c'era chi sognava (sogno o incubo, fate voi) di raggiungere il milione.
Al censimento del 2011 Genova non aveva neanche 600000 abitanti.
In quarant'anni persi quindi per lo meno 200000 abitanti (forse anche 300000). E l'hinterland è sì cresciuto... ma di un paio di migliaia di abitanti, 10000/20000 a voler essere generosi.

Nel mondo invece il miglior esempio in assoluto è invece la cosiddetta "capitale mondiale dell'automobile": Detroit.
Nel 1950 aveva quasi due milioni di abitanti (1850000 per la precisione). Nel 2012 si è ritrovata ad averne 700000. Credo che ogni commento sia superfluo.
E anche a Detroit l'hinterland non è cresciuto, anzi... è crollato con la città.

A ciò va aggiunto che la diminuzione della popolazione significa anche invecchiamento della stessa... quindi invertire la tendenza richiede sforzi veramente enormi, visto che a quel punto per riprendere a crescere bisogna dare non solo speranze a chi nella città già ci vive, ma anche attrarre chi sta fuori... ma molto fuori, se parliamo di città come Genova o Detroit...

Saluti,

Mauro.

1 commento:

Turz ha detto...

È abbastanza ovvio: quando l'industria di riferimento di una città si contrae, la popolazione va via perché non trova più lavoro.

È successo con l'auto nel caso di Detroit, è successo con metallurgia e chimica nel caso di Genova.

P.S.: Il comune di Milano dal 2003 è tornato a salire.