mercoledì 8 maggio 2013

La morte di un calciatore non importante

Oggi è morto Ferruccio Mazzola.
Figlio del grande Valentino Mazzola, morto a Superga con tutto il grande Torino di cui era capitano, e fratello dell'icona interista Sandro Mazzola.

Ferruccio Mazzola è stato uno dei pochi calciatori professionisti ad avere il coraggio di denunciare il doping nel calcio, parlando e scrivendo di cose concrete, in buona parte vissute in prima persona.
Ferruccio Mazzola giocò, tra le altre squadre, nell'Inter di Helenio Herrera e nella Fiorentina dei primi anni settanta.
Due squadre di cui molti giocatori moriranno prematuramente. E tutti per malattie varie (in particolare tumori), nessuno per incidenti.

E quando, nel 2004, Ferruccio Mazzola pubblicò il libro "Il terzo incomodo" in cui parlava del doping citando fatti e nomi... suo fratello Sandro e il "santo" interista Giacinto Facchetti gli tolsero il saluto e da allora non gli rivolsero più la parola.
Peccato che anche lo stesso Facchetti, nel 2006, come tanti altri suoi compagni nell'Inter di Herrera prima di lui, morirà prematuramente, né di vecchiaia né per incidente.
E anche Ferruccio Mazzola è morto a soli 68 anni. Malato da tempo e senza aver subito mai nessun incidente.

Sono tutti indizi, non prove, vero... però quando gli indizi cominciano a essere tanti e tutti nella stessa direzione... forse dovrebbero diventare prove.

Ferruccio Mazzola non era un calciatore importante. Ma è stato, ed è, un uomo importante. Un grande uomo.

Saluti,

Mauro.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Se non erro, il buon vecchio Sherlock diceva che "tre indizi fanno una prova"...
Non so se aveva ragione ma era uno che comunque la sapeva lunga...

Ricky

Mauro ha detto...

Sherlock o non Sherlock... qui si parla di ben più, molto ben più di tre indizi...