domenica 26 maggio 2013

Il prete con il sigaro

Il 22 maggio, quattro giorni fa, è morto Don Andrea Gallo.

Ho avuto remore a scriverne, perché praticamente tutti ne hanno scritto. In un modo o nell'altro, apprezzando o disprezzando, ma le parole su Don Gallo non sono mancate.
Però, da genovese, alla fine la mia la devo dire.

Una cosa è certa: dal 22 maggio Genova è più povera. Don Gallo era un uomo, non un santo, aveva i suoi difetti (non pochi, per fortuna). Ma proprio per questo la sua morte rende Genova più povera.
I santi non hanno mai arricchito l'umanità. Hanno sempre e solo fatto marketing per la propria immagine e per il Vaticano.
E Don Gallo non era un santo. Per fortuna.

Don Gallo era un prete.
Ma prima di essere un prete era le seguenti cose:
- un uomo
- un partigiano
- un comunista
- un genoano
- un rompiballe

Soprattutto un rompiballe.

Ed era anche un vanitoso, checché se ne dica. Ma per fortuna lo era. Voleva sempre stare al centro dell'attenzione... ma se non fosse stato così, col cazzo (scusate la volgarità, ma al Gallo piaceva parlare chiaro, quindi lo faccio anch'io) che avrebbe ottenuto il sostegno e i necessari finanziamenti per la sua comunità (San Benedetto al Porto) e le sue varie altre attività.

La Chiesa (il maiuscolo è ironico) avrebbe potuto arricchirsi (non finanziariamente, ma in tutti gli altri sensi) seguendo Don Gallo... invece ha avuto la "bella" idea di mandare quel politico ipocrita di Bagnasco a celebrarne le esequie... il quale, citando (in termini scorretti e a sproposito) il rapporto tra Don Gallo e il vecchio Cardinale Giuseppe Siri, ha dimostrato non aver capito un belino né di Don Gallo né del Cardinal Siri.
Ma cosa aspettarsi da un politico come Bagnasco che non ha la minima idea di cosa siano né la società, né la religione, né l'umanità?
Meno male che la gente di Genova (e non solo) ha coperto le sue parole cantando Bella Ciao. Un inno del partigiano Don Gallo.

E per finire vorrei lasciar da parte sia la religione sia la politica.
Vorrei solo invitarvi ad andare nel ristorante gestito dalla comunità di Don Gallo: la Trattoria 'A Lanterna.
Qualunque cosa pensiate di Don Gallo, vi garantisco che è uno dei ristoranti migliori di Genova. Io ci ho mangiato, non parlo per sentito dire.

Saluti,

Mauro.

2 commenti:

Turz ha detto...

Genoano e rompiballe probabilmente lo era, ma comunista direi proprio di no.
Anzi dal punto di vista di un comunista era uno spacciatore... di oppio dei popoli :-)

Mauro ha detto...

E diresti proprio male, visto che tu stai parlando del marxismo, che non è il comunismo bensì solo una sua corrente.
E se ti leggi i libri e discorsi di Don Gallo capirai.