sabato 16 febbraio 2013

Allora, lo vogliamo arrestare questo papa?

Negli ultimi giorni circolano in rete (facebook e blog complottisti vari) "notizie" secondo cui il papa si sia dimesso per evitare l'arresto.
Prima di andare a vedere chi e perché lo vorrebbe arrestare, possiamo subito osservare che quanto sopra (pur riportato a pappagallo da migliaia di creduloni) è in sé contradditorio, ma si sa... la logica non è molto amata in rete...

Il papa è capo di stato dello Stato Vaticano. Stato riconosciuto praticamente da tutto il mondo (credo non sia riconosciuto solo dalla Corea del Nord, ma non sono sicuro e comunque non è poi così importante).
Ora un capo di stato riconosciuto di uno stato riconosciuto (uno stato riconosciuto potrebbe avere anche un capo di stato non riconosciuto, per esempio dopo un colpo di stato, ma non è ìl caso di Ratzinger e del Vaticano) gode automaticamente di totale immunità dall'arresto (nel senso che non deve neanche richiedere il riconoscimento di detta immunità, altro che far valere clausole strane come qualcuno ha scritto), qualsiasi siano le accuse che gravano su di lui (venisse colto in flagranza di reato le cose potrebbero forse - e dico forse - essere diverse, ma non è comunque questo il caso di cui stiamo discutendo).
Credo abbiate già capito dove voglio arrivare: se Ratzinger teme di poter essere arrestato da qualche parte... è proprio rimanendo papa che si mette in una botte di ferro, non dimettendosi (dove ci sarebbe per lo meno la possibilità di subire un'estradizione, per quanto possibilità estremamente improbabile e difficile, di fatto solo teorica, almeno finché rimane a vivere in Vaticano).

Questo basterebbe a chiudere la questione con una crassa risata, anche perché una buona analisi la ha già fatta Paolo Attivissimo sul suo blog Disinformatico.

Ma comunque qualche dettaglio in più potrebbe magari interessare i quattro gatti che mi leggono.

Chi vuole arrestare il papa? Un fantomatico tribunale dal nome ITCCS (International Tribunal into Crimes of Church and States).

Che cos'è questo tribunale? Nulla, non è proprio nulla. Soprattutto non è un tribunale, ma un semplice gruppo di persone che si sono associate (quindi a voler essere generosi può essere considerato una specie di ONG). Non è riconosciuto da nessuno stato, né dall'ONU o da altre organizzazioni internazionali.

Su che giurisprudenza si basa detto "tribunale"? Su qualcosa che i membri del tribunale stesso dimostrano di non aver capito: la common law. Il piccolo problema è che loro la intendono come legge comune, che chiunque può applicare, mentre la common law è invece, detta in breve, un diritto consuetudinario, cioè un diritto - che può essere applicato solo da un tribunale ufficiale! - che ha le sue fondamenta nei precedenti giuridici più che nella lettera del codice.

Di cosa sarebbe accusato il papa? Del genocidio dei nativi nei continenti extraeuropei e della pedofilia nella chiesa nei tempi recenti. Per il primo reato però non è perseguibile: tali genocidi avvennero prima del suo mandato, molto prima, quindi al massimo si può fare un processo storico alla chiesa, non un processo penale a chichessia. Per il secondo reato Ratzinger dovrebbe rispondere al massimo di favoreggiamento, visto che degli atti pedofili in sé sono responsibili coloro che direttamente li hanno perpetrati.

Potrebbe un tribunale vero mettere sotto accusa il papa? Un tribunale vero può mettere sotto accusa chiunque (con differenze tra paese e paese, ma in sostanza sì) e può, almeno fino a un certo punto, ordinare indagini su chiunque. E questo è tutto: ordinare l'arresto, istituire il processo ed eventualmente condannare è un altro paio di maniche. Ben altro paio di maniche. Sia politicamente che giuridicamente.

Saluti,

Mauro.

2 commenti:

Paolo Pascucci ha detto...

Manca di aggiungere l'enorme diffusione sui social di panzane come questa e la pervicacia di alcuni siti nel continuare a diffonderle e rimanere credibili agli occhi di chi li legge. Questo spiega anche l'attuale situazione politica: non è mai dall'analisi dei fatti che si giudica ma dai pregiudizi

Mauro ha detto...

E tu sei fin ottimista, se parli solo di pregiudizi... qui si parla proprio di leggende metropolitane... :(