giovedì 6 settembre 2012

Il riscaldamento globale (anche dei cervelli)

Dappertutto spuntano articoli, libri, commenti, ecc. sul problema del riscaldamento globale.

I fronti si dividono manicheisticamente in due categorie contrapposte:
1) Coloro che vedono nel riscaldamento globale la fine del mondo e che ritengono l'essere umano con le sue attività l'unico responsabile della cosa;
2) Coloro che negano tutto e dicono che - indipendentemente dalle attività umane - non vi è nessun riscaldamento globale.

Io non sono un esperto del clima, però in tutta sincerità mi sembrano entrambe posizioni difficilmente sostenibili. Bastano due fatti a caso per dimostrarlo:
1) Ai tempi dei romani (e anche prima) il clima era già riscaldato ai causa dei "gas serra" (e poi si raffreddò nei secoli tra il quindicesimo e il diciottesimo)... ma non c'era certo l'industria di oggi a produrli;
2) I dati misurati nell'ultimo secolo mostrano un chiaro aumento delle temperature medie, quindi negare un riscaldamento significa o mentire o osservare solo fenomeni locali, non globali.

Cosa voglio dire con questo?

Che il riscaldamento globale c'è, non si può negare, ma che non c'è neanche nessuna prova di responsabilità umane. Il clima ha sempre avuto momenti di riscaldamento o di raffreddamento estremo. Con o senza l'uomo.

Il problema in realtà non sono i danni che l'uomo provoca (comunque esistenti e da combattere) bensì il fatto che l'uomo ragiona in maniera antropocentrica... cioè - consciamente o inconsciamente - parla del male che facciamo al pianeta Terra pensando in realtà ai problemi che l'essere umano stesso potrebbe avere.
E dei quali il pianeta Terra se ne fregherebbe altamente essendo passato nella sua storia attraverso problemi e cataclismi ben maggiori.
Problemi e cataclismi che oltretutto non hanno mai distrutto la vita, ma la hanno spinta a cambiare, ad adattarsi.

Insomma, diciamo "Salviamo il pianeta" ma intendiamo "Salviamo l'uomo, non il pianeta".
L'uomo non vuole adattarsi. Vuole adattare. Il problema è tutto qui.

Saluti,

Mauro.

2 commenti:

Paolo C. ha detto...

"Che il riscaldamento globale c'è, non si può negare, ma che non c'è neanche nessuna prova di responsabilità umane. Il clima ha sempre avuto momenti di riscaldamento o di raffreddamento estremo."

Nessuno lo nega. Anzi studiare i mutamenti del passato ci aiuta a comprendere quelli presenti. Abbiamo così imparato a conoscere le forzanti che influenzano il clima e sappiamo che attualmente la forzante dominante è il CO2 di origine antropica.

Ci sono dati e studi peer-reviewed che lo provano, basta prendersi il disturbo di andarli a esaminare.
Per un fisico come te non dovrebbe essere troppo difficile.

Anonimo ha detto...

"Io non sono un esperto del clima, però in tutta sincerità mi sembrano entrambe posizioni difficilmente sostenibili"

Questa frase è fortemente indicativa del fatto che basa le sue posizioni su questo argomento, sulla base di sensazioni e non di conoscenze scientifiche, data la superficialità dei contenuti espressi.
Ed è un vero peccato per un blog che vede nella scienza, un punto fermo del nostro futuro.

Saluti
Roberto