giovedì 30 agosto 2012

Quelle marmotte dei giornalisti (e degli etologi)

Nei giorni scorsi molti giornali italiani hanno parlato del bambino che non fa paura alle marmotte. Cito l'articolo del Corriere della Sera (che presenta anche una bella foto come prova) e non gli altri (comunque, tutti su questa falsariga), perché questo è stato scritto non da un giornalista qualsiasi, bensì da un etologo, Danilo Mainardi, quindi da uno che dovrebbe saperne qualcosa.

E spara paroloni e circonlocuzioni come consapevolezza della diversità esistente tra le loro due specie, imprinting, socializzazione secondaria, ecc.
Il tutto per spiegare il fatto che il bambino abbia senza di fatto fare nulla conquistato la fiducia del gruppo di marmotte, che normalmente rifuggono l'essere umano come la peste.

Però sinceramente la storia a me puzza. Troppo bella, troppo estiva, troppo tutto. Puzza, non ci credo.
Cerco in rete sui siti austriaci (la storia avviene sul massicio austriaco del Großglockner - e non Grosslockner come lo chiama Mainardi) e all'inizio trovo solo conferme.
O meglio trovo una conferma, dalla rivista grauita Heute, poi copiata da tutti (o quasi) gli altri media austriaci e poi internazionali. Ma la credibilità di Heute è paragonabile a quella di Chi in Italia... quindi la cosa continua a puzzarmi.

E finalmente oggi ho successo, grazie al blog austriaco Skensegeng, che ieri ha pubblicato l'articolo Ein Murmeltier als Ente, cioè Una marmotta come bufala (quella che per noi italiani, in senso giornalistico, è una bufala, per i tedeschi è un'anatra, cioè Ente).

L'autore del blog non ha fatto altro che recarsi a sua volta sul Großglockner, andare nel posto dove risiede il gruppo di marmotte e... fare le stesse cose che ha fatto il bambino, a cui le marmotte hanno reagito allo stesso modo in cui hanno reagito col bambino. E lo dimostrano le foto che ha pubblicato nell'articolo (che ritraggono lui e altre persone a contatto diretto con i grossi e simpatici roditori).
Anche se non sapete il tedesco, le foto credo possiate capirle lo stesso :-)

Vi traduco solo un pezzo, significativo, dell'articolo, riportando prima l'originale in tedesco.

Am Großglockner - das klingt so richtig nach unberührter Natur. Aber: In unmittelbarer Nähe einer Straße, die jeden Sommer von mehreren hunderttausend Fahrzeugen befahren wird, ist die Natur nicht so ganz belassen, wie man sich das vorstellen möchte. Schon gar nicht, wenn in diesen Autos Leute sitzen, die mit ungesundem Zeug wie Mozartkugeln, Wurstsemmeln oder Keksen nach den Tieren werfen.
Kurz gesagt: Speziell im Bereich der Kaiser Franz Josefs-Höhe (wo die Fotos von Matteo gemacht wurden - so wie auch meine Fotos unten) sind die Murmeltiere seit Jahrzehnten handzahm.

Traduzione:

Sul Großglockner - suona come natura incontaminata. Però: Nelle immediate vicinanze di una strada, che ogni estate viene percorsa da varie centinaia di migliaia di veicoli, la natura non è poi così lasciata a sé stessa, come uno si potrebbe immaginare. Soprattutto quando in queste auto siedono persone, che lanciano agli animali cose malsane tipo i cioccolatini Mozart, panini con la salsiccia o biscotti.
In breve: specialmente nella zona della Cima dell'Imperatore Francesco Giuseppe (dove sono state scattate le foto di Matteo - così come anche le mie) le marmotte sono da decenni estremamente docili.

Ma l'articolo sarebbe da tradurre completamente. Ora me ne manca il tempo. Forse in futuro.

Comunque credo che il messaggio sia chiaro.

Saluti,

Mauro.

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