venerdì 17 agosto 2012

L'alcool dà i numeri

Stasera, mentre accompagnavo la cena con un buon vino portoghese, mi è saltata all'occhio una stranezza riguardo la gradazione delle bevande alcoliche.

Prendete una birra. La gradazione alcolica (cioè la percentuale di alcool presente) sarà sempre indicata in decimi percentuali: per esempio 4,7% o 5,9% (e se trovate un 4,5% o un 6,0% è perché sono veramente 4,5% o 6,0%, non si tratta di arrotondamenti).

Prendete un vino. La gradazione sarà sempre arrotondata allo 0,5%: troverete vini da 12,0% o da 13,5%. Ma non troverete mai un vino da 12,7% o uno da 13,2%.

Prendete i superalcolici. Qui si arrotonda al grado percentuale: 40%, 42%, ecc.

Ora, posso capire per i superalcolici, infatti (sia come gusto che come effetti) cosa può cambiare se si invece che 40% fossero invece 39,7% o 40,5%?

Però non capisco la disparità di trattamento tra vino e birra. Del resto esistono anche birre forti come vini (e la loro gradazione viene indicata sempre con la precisione dello 0,1%) e vini leggeri come birre (e la loro gradazione viene indicata sempre con la precisione dello 0,5%).

Qualcuno ha un'idea del perché?

Saluti,

Mauro.

6 commenti:

Serena ha detto...

La sola differenza tra vino e birra è che il mosto fermenta naturalmente, mentre il luppolo ha bisogno dell'aggiunta di lieviti ma come questa differenza (se è questo il motivo) possa influenzare l'indicazione della gradazione alcolica, è un mistero.

Mauro ha detto...

La differenza che citi mi è ben nota :-)

Io mi riferivo proprio all'indicazione della gradazione, non a come questa gradazione si ottenga.

Saluti,

Mauro.

Serena ha detto...

Quello che intentevo dire è che il diverso modo in cui si ottengono birra e vino, può essere il motivo per cui la gradazione, viene indicata con esattezza o con approssimazione.

Mauro ha detto...

Ciò poteva valere decenni fa, quando i metodi per calcolare la percentuale alcolica non erano poi così precisi.

Oggi puoi calcolarla con precisione addirittura al milionesimo per ogni tipo di bevanda.

Serena ha detto...

Le vecchie abitudini sono dure a morire. :-)

Mauro ha detto...

Senza polemica: che c'entrano le vecchie abitudini? Gli strumenti di misura usati oggi sono gli stessi, indipendentemente dalla bevanda.