domenica 26 agosto 2012

Che cos'è la comunicazione?

Oggi Marco Cagnotti su Stukhtra ha spiegato alla grande, e in poche parole (cosa che non guasta assolutamente) cosa è - o almeno come dovrebbe essere - la comunicazione:

Non nutro grande simpatia per le facoltà di Scienze della Comunicazione. Nonostante io stesso insegni comunicazione all’università. Il motivo è semplice: la comunicazione non può vivere di vita propria. Se impari a comunicare ma non hai nulla da comunicare… che cazzo comunichi? Per questo esorto i miei studenti a studiare qualcosa… qualsiasi cosa, non importa se Fisica o Scienze Politiche… cioè a farsi una cultura, e dopo, se proprio ci tengono, se davvero vogliono darsi alla comunicazione, al giornalismo, alla divulgazione, frequentare un master di secondo livello o un corso specializzazione. Ma solo dopo. Altrimenti, se partono subito solo con la comunicazione, impareranno a fare le scatole e a infiocchettarle come splendidi pacchetti regalo, ma non avranno alcuna idea di che cosa ci si può mettere dentro: dipenderanno sempre da altri per produrre dei contenuti.

L'articolo da cui ho tratto queste righe si intitola "Il target, cazzo!" e parla di un libro che non ho (ancora) letto e che quindi non posso giudicare.

Comunque quelle righe di Cagnotti che ho citato, stampatevele in testa, cazzo! :-)

Saluti,

Mauro.

5 commenti:

Serena ha detto...

Premesso che non sono una bacchettona, l'uso di parolacce in contesti come questi mi disturba. La trovo una mancanza di rispetto nei confronti di chi legge. Pertanto se il signor Cragnotti, per comunicare, ha bisogno di utilizzare parolacce, la sola cosa che mi viene da pensare, è che non sia un grande comunicatore.

Mauro ha detto...

Vatti a leggere il blog "Stukhtra" che ho citato, poi ne riparliamo.

Certe volte le parolacce vengono usate in maniera ironica e mirata, non fini a sé stesse.
Ed è quello che fa Cragnotti (che del resto le usa molto, molto meno di me... e di me non hai mai detto che non so comunicare).

Serena ha detto...

Nel parlato, entro certi limiti, le parolacce ci possono stare, ma non le tollero per NESSUN MOTIVO, nello scritto "pubblico". Non sono giustificate o giustificabili.

Mauro ha detto...

Allora perché su questo blog non mi hai mai contestato quando le ho usate mentre ora contesti Cragnotti?

Mauro ha detto...

Intanto chiedo umilmente venia a Marco, che si chiama Cagnotti e non Cragnotti.