lunedì 5 marzo 2012

Genova è

Ho ritrovato, tra tutte le cose salvate negli anni, questo bellissimo testo dedicato a Genova. Non lo ho scritto io, ma non so (o non ricordo) chi ne sia l'autore né da dove lo ho copiato.
Se qualcuno tra voi che mi seguite ha un'idea al proposito, me lo scriva.
Ma soprattutto... godetevi questa dichiarazione d'amore per la più bella città del mondo.

Aggiornamento: grazie agli amici di ISCG sono riuscito a scoprire l'autore del testo: Giammauro Gargiulo.
Qui la sua storia del testo stesso.

Saluti,

Mauro.

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Genova è. L'aperitivo al Monumento, con la faccia abbronzata e l'espressione rilassata, dopo una giornata passata in spiaggia, con le infradito e i pantaloni di tela, una birra in mano con il sole che accarezza lo specchio di mare di Garibaldi davanti a noi e che poi lentamente scompare dietro i monti. Alla fine incontri sempre qualcuno che conosci, anche quando proprio non vorresti vedere nessuno. A volte è persino quasi impossibile riuscire a raggiungere il bar ed altre volte invece aspetti che si faccia sera, seduto sul muretto sempre, settimana dopo settimana, nello stesso posto.

Genova è. Noi abitudinari, con i nostri punti fermi, un po' chiusi, un po' introversi, un po' diffidenti. Non ci apriamo subito con chi non conosciamo, guardiamo a volte con sospetto chi arriva in mezzo a noi e non perché temiamo qualcosa ma forse perché amiamo le nostre certezze e tutto ciò che non conosciamo, almeno un po', almeno all'inizio, ci intimidisce. E rispettiamo gli spazi degli altri, non amiamo entrare a forza.

Genova è. Il vittimismo, abbiamo sempre la certezza di essere in credito con la sorte, di aver subito un torto, di aver ottenuto meno di quanto pensiamo di meritare.

Genova è. Noi con gli scooter, sempre, con qualunque tempo. Quando piove, nelle nostre cerate gialle, impavidi tra gli spruzzi sollevati dagli autobus e le luci delle macchine in coda. Ci infiliamo negli spazi, nelle piccole strettoie degli ingorghi ed arriviamo sempre là davanti, per primi al semaforo. Vento, traffico, sole o pioggia, sappiamo che in un quarto d'ora arriveremo. Non sempre rispettiamo le regole della strada, ma in fondo esiste un codice non scritto per quelli in moto, è concesso andare nelle corsie preferenziali degli autobus, superare a destra, posteggiare tra gli alberi e le macchine. E quando siamo in scooter odiamo quelli in macchina che creano solo casino.

Genova è. La città che quando piove si paralizza. Le macchine in seconda ed in terza fila delle mamme e dei papà davanti alle scuole, gli ingorghi del venerdì alle sei senza poi alcun reale motivo. Le strade strette e ripide in cui guidiamo con disinvoltura, ci incrociamo a pochi millimetri con altre macchine senza il timore di toccarci e spesso senza neppure rallentare, come se ormai il nostro occhio fosse il più preciso degli ingegneri. Con la patente presa qui possiamo non avere timore di guidare in nessun altro posto. Noi che quando siamo in macchina odiamo quelli in scooter che si prendono precedenze che non hanno e si infilano in spazi troppo stretti per non essere guardati con sospetto.

Genova è. La focaccia calda, profumata, mangiata alle 4 del mattino dopo una notte fuori, oppure all'intervallo a scuola o sugli scogli quando la scuola decidi invece di saltarla. a casa a colazione il sabato mattina nel caffèlatte, o quella con la cipolla a pranzo, magari in spiaggia d'estate e solo i milanesi dicono sia pesante.

Genova è. La passeggiata di Nervi, bella, bellissima. le sue ringhiere azzurre, le panchine e le onde sugli scogli, incontri gente che corre, famiglie con il passeggino, fidanzati mano nella mano ed anziani che leggono il giornale, senegalesi che vendono originalissime imitazioni di borse ed occhiali firmati. Puoi vedere tutta la costa ed in quegli scogli là sotto, il mare, è particolarmente blu. Un angolo di paradiso che ci rilassa, ci rasserena, magari anche un venerdì sera in cui non si è fatto niente ed in cui ci si ritrova con gli amici a parlare, su una di quelle panchine. E poi il roseto, che ci rende orgogliosi agli occhi di chi viene da fuori come se, almeno in parte, l'avessimo creato anche noi.

Genova è. Piazza delle Erbe ed i Carruggi, che non sono piccoli, stretti ed umidi, ma vivi, che hanno la storia della città tra le pietre, che portano il profumo delle antiche trattorie e del pesto fresco, che ci regalano un po' di respiro nelle calde serate estive e che ci riparano dal vento in inverno. Luogo non stabilito di ritrovo di tutti.

Genova è. Bellissima anche d'inverno, quando le immagini in televisione mostrano la nebbia e la neve e noi ci affacciamo alla finestra e con il termometro a 8 gradi pensiamo - "Freddo stamattina!" - ed un sole soltanto un po' più pallido di quello primaverile ci fa ritrovare in spiaggia, con il maglione e la crema solare.

Genova è. La Corsica vista nelle giornate più limpide.

Genova è. La Lanterna, insignificante agli occhi distratti dello straniero, splendida ed imponente ai nostri, che sempre la cercano guardando il porto.

Genova è. I suoi fortini, le passeggiate sui monti, le sagre dell'entroterra, le fave ed il salame di Sant'Olcese.

Genova è. La sopraelevata, antiestetica per alcuni, scomoda e da tirare giù per altri. ma quando torniamo dopo giorni passati fuori, lei è lì ad accoglierci, come se ci stendesse il suo tappeto e ci introducesse di nuovo nella nostra vita ed è come se ci parlasse, mostrandoci i traghetti della Tirrenia, le navi della Costa, l'Expò ed il Bigo e dall'altra parte, quasi un altro angolo di mondo, i palazzi sulle alture, Principe, il Miramare, Sottoripa, via Gramsci e via Prè.

Genova è. Un derby perenne, nelle parole, nei bar, nei campetti e nell'orgoglio di mostrare i propri colori,le sciarpe di lana d'inverno, le magliette d'estate, gli adesivi sui caschi ed una volta i bollini sulle targhe. Il nervoso, la rabbia tra "cugini", la gioia per le loro sconfitte e poi, i migliori amici, che sono sempre di fedi opposte.

Genova è. Un'emozione quelle rare volte in cui cade la neve. Il Monte Fasce che non sembra più nemmeno lui, le spiagge degli stabilimenti di Corso Italia imbiancate ed i bambini e forse ancor di più gli adulti che giocano come fossero in montagna.

Genova è. Bogliasco, Pieve e Sori. dove si conoscono tutti e puoi ancora trovare il piccolo Alimentari ed il Droghiere.

Genova è. Il piacere delle trattorie, i tavoli di legno e le brocche di vino della casa, Traso e Sussisa, le trofie al pesto ed i pansoti al sugo di noce, i menù su semplici fogli di carta e la soddisfazione sul viso quando esci.

Genova è. Le focaccette al formaggio in passeggiata a Recco, quella focaccia che tutta l'Italia ha provato ad imitare.

Genova è. I sabati pomeriggio in Via XX, i ragazzi tirati che fanno le vasche. i negozi di Via San Luca, via Luccoli, Piazza Soziglia e Piazza Banchi, e quelli un po' più snob di Galleria Mazzini e via XXV Aprile.

Genova è. La Cattedrale di San Lorenzo e quella bomba caduta inesplosa nella Seconda Guerra che ancora puoi ammirare e toccare con superstizione e timore all'interno.

Genova è. I sensi delle strade cambiati ogni sei mesi, le buche nell'asfalto coperte solo dopo che è caduto qualcuno, i perenni lavori e le pezze messe a coprire ancora più pericolose dei buchi.

Genova è. Il Righi di sera, dentro la macchina a cercare un po' di intimità.

Genova è. Troppo stretta per le nostre ambizioni, troppo antica, siamo contenti di poter andare via appena possibile ma già al di là dei Giovi ci sentiamo smarriti, come se ci avessero tolto di notte, all'improvviso, la nostra calda e sicura coperta, ci manca il mare, ci manca la sua riservatezza e non vediamo l'ora di poter tornare.

Genova è. Il dialetto che ormai in pochissimi parlano. Ma che quasi tutti capiscono.

Genova è. L'Aurelia con il sole in faccia, i riflessi del mare, le barche a vela, gli alberi fioriti e la serenità negli occhi.

Genova è. Non è vero che siamo tirchi e non sopportiamo quando la gente ci identifica con questo luogo comune. A volte, siamo solo un po' più oculati nelle spese.

Genova è. Il Cristo degli abissi e le gite in barca, Portofino e Camogli, ancora più belle se viste dal largo.

Genova è. La città di Colombo e non importa se di qui se ne è andato e molti lo considerano più spagnolo. Noi abbiamo la sua casa e che non si dica che non è autentica!

Genova è. La pausa pranzo fatta al mare, con il costume sotto la giacca e la cravatta.

Genova è. La fiera di Sant'Agata, i banchetti di Brignole a Natale, i fuochi di San Giovanni il 24 giugno e quelli di Recco.

Genova è. Il mare visto dalla mia finestra.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Bellissima lettera d'amore... Peccato la logorrea. :-) Serena

Mauro ha detto...

Aveva tanto da dire :-)

Comunque, a parte l'aperitivo al Monumento (per me l'aperitivo è in San Vincenzo), concordo su tutto :-)