venerdì 1 luglio 2011

C'è del marcio in Grecia (o a Francoforte?)

Shakespeare tramite Marcello (personaggio dell'Amleto) sosteneva che ci fosse del marcio in Danimarca (la frase corretta nel lavoro shakespeariano è però "C'è qualcosa di marcio in Danimarca").
Ma si sa, i tempi cambiano e Schengen apre i confini anche per il marcio, non solo per le persone.

C'è veramente qualcosa di marcio in Grecia oggigiorno se i conti dello stato sono andati talmente a bagno da mettere a rischio la stessa ulteriore esistenza del paese.
Però qualcosa non quadra. Almeno a me qualcosa non quadra.

Non conosco nel dettaglio la situazione economica greca, però so che peso ha l'economia greca all'interno del sistema Euro. Pochi punti percentuali.
E ci vogliono far credere che se la Grecia crolla del tutto si tira dietro tutta l'area Euro, rovinando l'Europa.

Lo dico chiaro: non sono un politico e (per fortuna) neanche un economista, ma io a questa teoria non credo assolutamente.
Se la Grecia crolla, crolla la Grecia e basta. l'Euro e l'Europa si indeboliscono un po' ma non si rovinano assolutamente.
La Grecia va aiutata, sì, ma per solidarietà, non perché "se no l'Europa va a bagno". Sarebbe come se in Italia fallisse l'intero paese perché il comune di Pistoia o quello di Benevento non ha soldi per pagare i debiti. Ma non siamo ridicoli.

Il vero problema è Francoforte, non la Grecia. Francoforte sul Meno, in Germania, dove la Banca Centrale Europea si preoccupa di salvare banche e banchieri, non stati e popoli.
E sì, se la Grecia crolla un paio di banche falliscono. Non l'Europa. Solo un paio di banche.

Ma quelle banche interessano alla BCE e alla politica. Non i cittadini greci o di qualsiasi altro paese.

Saluti,

Mauro.

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