mercoledì 29 dicembre 2010

Barbapapà del... cactus

Quelli della mia generazione ricorderanno i Barbapapà.

Bene, a casa mia a Genova si sono reincarnati in un cactus :-)





Saluti,

Mauro.

venerdì 24 dicembre 2010

Buone feste

Chi mi conosce sa che con le festività io sono sempre un po' polemico.

Nel senso che... che senso ha augurarsi Buon Natale o Buon Anno e poi fregarsene degli altri tutti gli altri giorni dell'anno?

Per cui vi auguro sì di tutto cuore Buon Natale e Buon Anno... ma anche buon 17 gennaio, buon 11 febbraio, buon 30 marzo, buon 7 aprile, buon 10 maggio, buon 22 giugno, buon 29 luglio, buon 3 agosto, buon 13 settembre, buon 16 ottobre, buon 25 novembre, buon 23 dicembre, ecc. ecc. :-)))

Auguri a tutti,

Mauro.

giovedì 23 dicembre 2010

Rossa di vergogna

Zona rossa. A Roma. Contro manifestazioni di studenti e lavoratori.
Per di più decisa ben prima della prima manifestazione. Quando non c'era nessuna avvisaglia di possibili scontri e violenze.

Il Parlamento come le tre scimmiette. Non vedo, non sento, non parlo.
La paura di sentire le ragioni della propria stessa gente, di coloro che quel Parlamento lo hanno eletto. La paura del dialogo.

Normale che poi scoppi la violenza: se non ti ascoltano quando cerchi il dialogo, quando parli pacatamente, quando chiedi e non pretendi... beh, alla fine cerchi altre strade, alla fine cerchi di imporre all'interlocutore di ascoltarti. Normale. Anche giusto.
Se il dialogo non ti viene concesso, te lo prendi. Anche questa è democrazia, anche se ci vogliono far credere che sia violenza.

La zona rossa di Roma era sì rossa. Ma di vergogna.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 22 dicembre 2010

In vino veritas

Mi sono appena rivisto uno spezzone del "vecchio" programma di Celentano "Rockpolitik". Lo spezzone in cui Maurizio Crozza "imita" Francesco Guccini.

Spezzone splendido (grande Crozza!)... ma soprattutto una frase mi ha colpito: "In vino veritas, dicevano gli antichi. In vino veritas. Se tanto mi dà tanto, il nostro premier deve essere astemio". Il premier, allora come ora, era S.B.

Saluti,

Mauro.

giovedì 16 dicembre 2010

Italia amata e maledetta

Domani volo in Italia, nella mia splendida e adorata Genova. E mi fermo lì fino al 31 dicembre.

Non so se a Genova avrò il tempo di occuparmi del blog... comunque non dimenticatemi e al peggio ci risentiamo, anzi rileggiamo, ai primi di gennaio.

Buone feste a tutti.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 15 dicembre 2010

È (quasi) Natale

Stavolta copio - visto che ho scoperto il video sul blog Digito Ergo Sum dell'amico Layos - e vi presento la storia digitale della natività.

Saluti,

Mauro.

1960-2010

Nell'anno 1960, la rivolta di Genova salvò quel poco di democrazia che l'Italia aveva.

Speriamo che la rivolta di Roma del 2010 abbia almeno lo stesso effetto. Anche se ritrovarsi allo stesso punto dopo 50 anni dà da pensare... molto da pensare. Purtroppo.

Saluti,

Mauro.

martedì 14 dicembre 2010

Fiducia

Beh, il Parlamento - anzi parlatorio, visti tutti gli indagati e pregiudicati che ivi siedono - non si è smentito neanche stavolta.

Solo che invece che da aula sorda e grigia di mussoliniana memoria si è stavolta vestito da mercato delle vacche. Non voglio comunque offendere le vacche, sia ben chiaro, mi scuso con loro per il paragone.

Comunque anche Pirro aveva vinto...

Saluti,

Toro.

Ciao Belgio

Sono ormai un paio di decenni che si minaccia, ma non si fa. Però a quanto pare stavolta la crisi è molto più seria che mai.

Insomma, tra un po' - probabilmente - avremo un vecchio stato in meno e due nuovi stati in più in Europa. E non si parla dei soliti nazionalismi dell'ex blocco sovietico.

Il Belgio è uno stato fallito.

Saluti,

Mauro.

venerdì 10 dicembre 2010

L'ignoranza del privato

In realtà qualsiasi persona dotata di solo un minimo di buon senso lo ha sempre saputo. Basta usare un minimo di logica e avere chiari quali sono gli obiettivi e i prodotti offerti.
Però fa piacere, dopo tanti anni di menzogne e di ragionamenti distorti, che un'analisi ufficiale e non di parte lo confermi.

Sto parlando della scuola. Anzi delle scuole. Quella pubblica e quella privata.

E in Italia la scuola pubblica è migliore di quella privata. E lo è sempre stata. Chiunque sia stato a scuola lo ha sempre saputo. Ma spesso se lo è taciuto.

La scuola privata non può essere migliore di quella pubblica. Almeno non nei paesi dove esiste una vera scuola pubblica (dove la scuola pubblica è presente a pelle di leopardo, vedi USA, il discorso logicamente cambia, o almeno può cambiare).
E per un motivo molto semplice.

La scuola privata offre un prodotto. Il prodotto si offre a un cliente. E il cliente vuole essere soddisfatto. Quando è soddisfatto il cliente-studente o il cliente-genitore? Quando lo studente è promosso. Non quando lo studente ha imparato qualcosa.
E la scuola privata per vivere (come ogni altra impresa industriale o commerciale) ha bisogno di clienti. Non può permettersi di perderli. Quindi deve continuare a promuovere. Anche chi non lo merita.

La scuola pubblica offre un servizio. Un servizio ha dei fruitori che hanno bisogno di contenuti. Certo il fruitore-studente o il fruitore-genitore anche qui è soddisfatto se lo studente viene promosso. Ma sa a priori che il compito primo della scuola è l'istruzione, non la promozione.
E la scuola pubblica sa che - Gelmini varie permettendo - con più o con meno studenti comunque continuerà a esistere. Non ha bisogno di promuovere assolutamente.

E ora tutto questo - saputo e risaputo anche se spesso in malafede negato - ci viene confermato dallo studio OCSE-PISA 2009. Come titola Repubblica: "Nella scuola pubblica si impara di più. L'Italia in basso per colpa delle private".

Per chi volesse leggersi lo studio nei dettagli: "PISA 2009 Results".

Saluti,

Mauro.

giovedì 9 dicembre 2010

'68 ieri e oggi

Il '68 europeo partì da Parigi (quello mondiale però due anni prima da Berkeley).

Il 2010 di Londra avrà effetti e risonanza simili?

Saluti,

Mauro.

martedì 7 dicembre 2010

Extracomunitari delinquenti

Il Post ha stilato una lista (incompleta ma significativa) di extracomunitari accusati ingiustamente di delitti vari. Nella grande maggioranza dei casi accusa arrivata per il solo essere extracomunitari.

E liste analoghe si potrebbero fare per tutti i paesi della "civile" Europa occidentale.

Europei: vergognamoci di noi stessi. Altro non serve aggiungere.

Saluti,

Mauro.

Bambini e banche sporche

Sono d'accordo a considerare le banche - o almeno parte di esse - come associazioni a delinquere (come scrisse Bertolt Brecht nell'Opera da tre Soldi: "Che cos'è l'effrazione di una banca di fronte alla fondazione di una banca?").

Però bisogna anche essere pragmatici.
Oggi, 7 dicembre 2010, si vorrebbe fare una rivoluzione anti-banche, dal nome Bankrun 2010.
Il problema è che se tutti facessimo veramente ciò che ci invita a fare Eric Cantona, cioè andare in massa a ritirare i nostri soldi dalle banche (chi ne ha...), crollerebbe l'economia tutta, visto che questa si basa sui finanziamenti delle stesse.
Prima bisognerebbe trovare un metodo di finanziamento alternativo per l'artigianato, la piccola impresa e i singoli cittadini (la grande impresa si arrangerebbe anche senza banche, non temete).

Se invece prima distruggi e poi pensi a eventuali alternative... sì, ti sei liberato dalla dittatura delle banche, ma cosa hai conquistato? La libertà di ammirare un cumulo di rovine.

Insomma, hai buttato il bambino con l'acqua sporca.

Saluti,

Mauro.

domenica 5 dicembre 2010

Calcio eretico

Chi mi conosce sa che sono un appassionato di calcio, in particolare un grande appassionato e tifoso della più antica e grande squadra di calcio italiana, il Genoa.

Comunque oggi non voglio parlarvi di Genoa.

Chiunque segua il calcio si sentirà prima o poi porre la domanda: il più grande è stato Pelé o Maradona?
Chiunque conosca veramente il calcio (cioè pochissimi) risponderà sempre: e chi sono costoro? I grandi veri sono stati Cruijff e Beckenbauer (e Di Stefano e Puskás e Meazza e Riva e svariati altri).

Forse (ma solo forse) Pelé e Maradona sono stati i più spettacolari. Ma lo spettacolo in questo senso riguarda il circo, non il calcio.

Saluti,

Mauro.

Dubbio giustificato

E se fosse tutto un gigantesco complotto?

Saluti,

Mauro.

C'erano tempi...

...in cui il politicamente corretto non esisteva.

Guardatevi queste pubblicità.

Saluti,

Mauro.

sabato 4 dicembre 2010

Errore e colpa

Un paziente è morto durante un'operazione. Può - purtroppo - succedere. Può succedere anche che i parenti del deceduto alla notizia abbiano reazioni inconsulte. È umano.

Non può e non deve però succedere quello che è successo a Roma.

Ciò è semplicemente il risultato di una cultura malata che non ammette errori (sempre che errore in questo caso ci sia stato, cosa assolutamente da verificare) ma ritiene esistano solo colpe.

Chiunque ha il diritto di sbagliare. Qualunque siano le conseguenze dell'errore.

Saluti,

Mauro.

venerdì 3 dicembre 2010

So che probabilmente sbaglio

Ma stavolta non riesco proprio a contestare la FIFA.

I mondiali di calcio del 2018 e del 2022 sono stati assegnati a Russia e Qatar. È probabile che (soprattutto per quelli del 2022) qualche assegno di troppo abbia lasciato il segno...

Però... alla FIFA sono affiliati circa 200 paesi, almeno la metà dei quali perfettamente in grado di accogliere l'evento.
Quindi perché assegnare la manifestazione a chi ha già avuto l'onore di ospitarla? Si diceva che i favoriti ("meritevoli") fossero l'Inghilterra per il 2018 e gli Stati Uniti per il 2022. Ma entrambe hanno già avuto l'onore (1966 e 1994, per gli smemorati), quindi non dovrebbero essere considerabili.

I mondiali moralmente sbagliati sono stati (o saranno) Messico 1986 (il Messico già lo ebbe nel 1970), Italia 1990 (già avuto nel 1934), Francia 1998 (già avuto nel 1938), Germania 2006 (già avuto nel 1974) e Brasile 2014 (già avuto nel 1950).
Non Russia 2018 o Qatar 2022.

Saluti,

Mauro.

mercoledì 1 dicembre 2010

Assenza giustificata

Il Paralmento, con la scusa che sarebbe potenzialmente pericoloso occuparsi di temi importanti con una sfiducia pendente sul capo, ha deciso di sospendere i lavori fino al 13 dicembre.

A pensar male (e, come Andreotti insegna, a pensar male si fa peccato ma...) verrebbe da dire che i parlamentari hanno invece trovato il modo di assentarsi senza risultare assenteisti.

Comunque sia, è una buona notizia: almeno per questi pochi giorni che ci separano dal 13 dicembre il paese potrà andare avanti sulle sue gambe senza subire danni.

Saluti,

Mauro.