lunedì 18 ottobre 2010

Pugni e applausi

Tutti avete seguito - immagino - la storia dell'infermiera romena colpita da un pugno per una banale lite con un ragazzo romano e purtroppo a seguito di questo pugno deceduta.

Ora non voglio entrare nel merito dell'evento in sé: il ragazzo ha ammesso la propria colpa (e anche non lo avesse fatto c'erano abbastanza evidenze al proposito) e sarà il giudice a decidere eventuali aggravanti (la futilità dei motivi, per esempio) o attenuanti (come il gesto impulsivo e la non volontà di provocare chissà quali danni, sempre per esempio).
Su ciò io - contrariamente a quanto fatto da tanti articoli, servizi TV e blogs - non voglio esprimermi, né in un senso, né nell'altro.

Voglio però esprimermi su un'altra cosa: il tifo da stadio fatto dagli amici dell'omicida a suo favore e contro Carabinieri, sindaco (una frase detta su Alemanno: "Roma non ha piú un sindaco, da oggi Alemanno è il sindaco di Bucarest") e tutti i romeni. I dettagli della follia di questi "amici" li potete leggere qui.

Ora, forse Alessio Burtone (l'omicida) merita veramente tutte le attenuanti del mondo. Io non lo so, ma non lo escludo assolutamente.
Ma so per certo che questi suoi "amici" meritano solo tutte le aggravanti del mondo. Andrebbero sbattuti dentro tutti per favoreggiamento. Col massimo della pena e, come detto, tutte le aggravanti possibili.

Saluti,

Mauro.

3 commenti:

rego ha detto...

Ma che avere da rompere le palle? è morta una rumena del cazzo! dovresti festeggiare non scassare l'anima facendo il moralista

Mauro ha detto...

Commento interessante.

Peccato che chi lo ha scritto un anima non l'abbia, quindi non gliela posso scassare.

Enzo Costa ha detto...

Hai ragione, Mauro: la cosa più spaventosa è quel branco di ultrà.
E.