venerdì 8 ottobre 2010

Morire nel parmigiano

Io vivo in Germania. E per lavoro viaggio spesso in Inghilterra e Scandinavia.
Frequento locali italiani (e non, ma dove comunque sul menu un piatto di pasta si trova sempre... abbiate pietà e non chiedete che pasta), dove vanno turisti, ospiti vari e indigeni.
Dimentichiamo un attimo i turisti e chi viaggia per lavoro, perché bisognerebbe indagare anche sulla loro località di origine. Soffermiamoci sugli indigeni.

Ogni volta che un indigeno ordina un piatto di pasta, qualunque sia il condimento e qualunque sia l'entità della porzione, lo sommerge sotto un chilo (se va bene) di parmigiano (o di presunto tale, non credetevi che tutti i locali vi servano sempre parmigiano originale).
Ora, anche lasciando perdere il fatto che l'uso del parmigiano dovrebbe dipendere anche dal tipo di condimento che ha la pasta (voi vi comportereste allo stesso modo, per esempio, col pesto alla genovese e col ragù alla bolognese? Se mi rispondete di sì vi faccio dichiarare "persone non grate" sia a Genova che a Bologna), è chiaro che con un monte di parmigiano del genere alla fine si sente solo il gusto di questo e non quello della pasta e del suo condimento originario.

Quindi, cari indigeni, se la pasta (comunque cucinata) vi piace così poco da doverla sommergere di parmigiano in maniera da cancellarne il gusto... beh, porca miseria, ordinatevi quacos'altro! Qualcosa che vi piaccia e che non dobbiate coprire con altri gusti!

Non fate morire la pasta nel parmigiano, vi prego.

Saluti,

Mauro.

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