mercoledì 21 aprile 2010

Le repubbliche danno i numeri

Dopo Tangentopoli è arrivata la cosiddetta seconda Repubblica. Dopo quasi cinquant'anni d'onorato servizio della prima Repubblica.
Ora, oltre quindici ulteriori anni dopo, si comincia a parlare di terza Repubblica (sulla base di non si sa bene quali riforme non ancora fatte).

Tutto questo scimmiottando la storia francese degli ultimi secoli (i nostri cugini d'oltralpe restano comunque in netto vantaggio, essendo già alla quinta Repubblica).

Ma cosa sono questa seconda e questa terza Repubblica? Sinceramente non lo so... dato che semplicemente non esistono e non sono mai esistite.

Quando si può parlare di una "nuova" Repubblica?

Quando si fa una revisione profonda della Costituzione, quando si cambia la forma di Stato, quando si cambia la divisione dei poteri nello Stato, quando si cambiano profondamente i poteri delle varie autorità di Stato e di Governo.

Quindi?

- La Costituzione, nella sua struttura portante, non è mai cambiata dalla sua promulgazione. Ci sono stati vari adattamenti ai cambiamenti socio-politici, ma non nelle sue parti fondamentali.
- La Repubblica Italiana è una repubblica parlamentare bicamerale da quando è nata, e la cosa non ha mai subito neanche cambiamenti marginali.
- I poteri legislativo, esecutivo e giudiziario sono istituzionalmente da sempre nelle stesse mani, ci sono stati cambiamenti minori nella quantità delle loro prerogative, ma non significative.
- Parlamento, Governo, Presidenza della Repubblica e Corte Costituzionale hanno fondamentalmente gli stessi poteri e gli stessi limiti decisi nel 1946.

E allora?

Allora continuiamo a essere nella prima Repubblica.
E se non funziona è solo perché la trattiamo come fosse una cosa diversa da quella che è.

Neanch'io, che sono Mauro, funzionerei se si pretendesse che funzionassi come fossi Roberto o Valentino.

Saluti,

Mauro.

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